AFORISMA DEL GIORNO

09 ottobre, 2009

Bologna, medico cura bambino affetto da fibrosi con medicina ayurvedica: indagato per omicidio volontario

Un’accusa di omicidio volontario per un medico professionista di 52 anni che avrebbe deciso di cambiare la terapia farmacologica tradizionale a cui era sottoposto un bambino di sei anni affetto da fibrosi cistica per curarlo con la medicina “ayurvedica”: il piccolo dopo alcuni mesi morì. L’incredibile fatto è accaduto a Bologna dove la Procura ha deciso di tramutare l’accusa durante le indagini: non più omicidio colposo ma omicidio volontario, ed è tra i primi casi in cui per la morte di un paziente un medico viene accusato con tale formula perché il suddetto, sospendendo la terapia tradizionale, ha accettato il rischio che si potesse verificare un peggioramento che avrebbe portato inesorabilmente al decesso.

La medicina ayurvedica è composta da una serie di nozioni e principi “popolari” utilizzati in India fin dal IV millennio a.C. e diffusi ancora oggi nel sub-continente più della medicina occidentale. Ayurveda è una parola derivante da “ayu”, traducibile come “scienza della vita”. Viene citata per la prima volta nel Charaka Samhita, un trattato di 500 principi medicinali compilato intorno al 1000 a.C.. I principi medicinali utilizzati sono, in genere, minerali, metalli purificati e combinati con acidi fulvici ed erbe, in forma di polveri, pastiglie, infusi, etc. La maggior parte è di natura fitoterapica e ogni medicinale ha una specifica “modalità di utilizzo”, perché agisca alla sua massima efficacia. È attualmente annoverata dall'Unione Europea e dalla maggior parte degli Stati membri tra le medicine non convenzionali la cui erogazione è consentita da parte di medici qualificati.

La fibrosi cistica è una grave malattia genetica caratterizzata da infezioni polmonari ricorrenti, insufficienza pancreatica, stati di malnutrizione, cirrosi epatica, ostruzione intestinale e infertilità maschile. Una consulenza fatta fare dalla Procura di Teramo, che aveva avviato l'inchiesta dopo una denuncia della zia del bambino, deceduto nel giugno 2006, e che poi ha passato per competenza il fascicolo alla Procura di Bologna, ha indicato in 30 anni la prospettiva di vita di un caso patologico come quello del bambino. I genitori dello stesso, prima indagati ma poi prosciolti, erano venuti a conoscenza della medicina alternativa praticata dal medico bolognese tramite una farmacista. Così decisero per un consulto, che avvenne nel settembre 2005. Il medico prescrisse erbe e polveri minerali, confezionati legittimamente dalla moglie che ha una erboristeria. Il medico avrebbe detto di sospendere la terapia basata sulla medicina tradizionale (a base di cortisone con frequenti ricoveri in ospedale), lasciando solo la somministrazione di enzimi pancreatici. Nel rivalutare il capo di imputazione sono state rilette le testimonianze di altri pazienti con patologie meno gravi e a cui lo stesso medico imputato avrebbe sospeso le terapie tradizionali ottenendo allo stesso tempo soltanto peggioramenti.

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