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AFORISMA DEL GIORNO

04 maggio, 2009

H1N1: salgono a 4 i casi in Italia ma si "sgonfia" la bolla mediatica

Sono saliti a 4 stamane i casi di pazienti colpiti da influenza suina in Italia. Due bambini, uno di 16 e uno di appena 11 anni, sono stati ricoverati a Roma dopo aver presentato sintomi classici di influenza e dopo che la famiglia ha dichiarato di essere tornati di recente da una vacanza in Messico. Per entrambi la situazione è sotto controllo, i pazienti sono stati infatti sottoposti alla terapia antivirale e le loro condizioni non destano preoccupazioni.

Salgono a 985 il numero totale di casi umani di influenza A H1N1 ufficialmente notificati all'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). I Paesi colpiti sono in tutto 20, afferma l'ultimo aggiornamento pubblicato dall'Oms sul proprio sito. Il Messico ha segnalato 590 casi umani confermati in laboratorio, di cui 25 letali. Gli Usa hanno notificato 226 casi tra cui un decesso che porta a 26 il numero totale dei morti. Le autorità messicane hanno precisato che la situazione è già sotto controllo e che nei prossimi giorni le attività umane dovrebbero tornare completamente alla normalità. Il ministro della Salute locale Cordova ha infatti spiegato che "il picco di diffusione del virus si è registrato tra il 23 e il 28 aprile e l'epidemia è in fase calante ma la situazione ci induce comunque a restare prudenti".

Mentre il clamore mediatico sulla vicenda tende ad attenuarsi, vi è polemica in merito alla pericolosità dell'allarme sanitario lanciato: vi sono infatti molte voci ufficiali che sostengono che il virus "non sarebbe stato poi un pericolo così serio da porre in allarme il mondo intero", mentre altre voci attribuiscono invece una certa pericolosità che sarebbe stata ridimensionata semplicemente dalle tempestive cure praticate ai soggetti affetti nei vari focolai, sottolineando quindi l'efficacia dei protocolli messi subito in atto dall'OMS. Infine, in molti sostengono che questa influenza è stata sottovalutata, che vi erano già stati segnali in passato di possibili rischi (specialmente nel mondo animali, appunto sul maiale stesso) e che questo tipo di virus richiedeva ricerche più accurate per capire in modo più accurato quali farmaci antivirali sarebbe stato necessario usare per arginare l'espansione.

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