AFORISMA DEL GIORNO

30 luglio, 2008

Malasanità a Modena: nel 2001 tolto utero probabilmente sano

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Si è fatta operare dal suo medico di fiducia, che l’ha sottoposta a una laparoisterectomia togliendole di fatto l’utero. Ma poi ha scoperto che l’organo era sano. O almeno non ci sarebbe stato bisogno dell’asportazione. Per questo una donna di 33 anni residente nella Bassa che per tutelare la privacy di medico e paziente chiameremo Chiara, ha deciso di raccontare il suo calvario e di chiedere un maxi risarcimento danni al ginecologo, residente nel Modenese ma che lavora in una clinica fuori provincia. Il medico, da parte sua, si difende dicendo di aver agito correttamente per salvaguardare la vita della paziente. La donna, all’epoca dell’operazione, aveva 26 anni: "Per fortuna ho un figlio — racconta — Ma questo non basta per assolvere il medico. Quando mi è stata suggerita l’operazione non mi è stata prospettata un’altra possibilità e non ho potuto che scegliere per l’isterectomia. Ma poi ho scoperto che l’operazione poteva essere evitata, e ora avrei potuto avere altri figli e una vita normale".

L’operazione risale al 2001, ma la causa in sede civile per il risarcimento danni deve ancora cominciare e la prima udienza è stata fissata per il 2010. Chiara si è rivolta al suo ginecologo perché accusava dei dolori e il medico l’ha subito sottoposta a un’ecografia nel suo ambulatorio modenese. L’esame ha evidenziato la presenza, nell’utero, di una sacca di liquido pericolosa, da qui la necessità di fare una laparoscopia nella clinica in cui esercita il medico. A ottobre viene eseguita la laparoscopia: la diagnosi parla di "fibrosi retrouterina, varici pelviche e sindrome di Masters Allen". Il ginecologo avrebbe suggerito l’asportazione dell’utero, senza alternative, anche perché la donna sarebbe stata a rischio di una grave emorragia. Di fronte alla diagnosi e dopo comprensibili perplessità il 7 aprile del 2002 la ragazza si è sottoposta all’intervento chirurgico: "Non sono andata da altri medici — confessa Chiara — mi fidavo di lui. Mi trattava come una figlia. Non avrei mai pensato quello che poi è accaduto".

Ma una volta eseguito l’esame istologico, secondo i legali della donna, non ci sarebbe stata traccia della fibrosi uterina diagnosticata, uno dei motivi fondamentali per cui era stato deciso l’intervento. "Dopo l’operazione — racconta la donna — è stato un calvario. Ho dovuto subire altri interventi per dolori che non mi lasciavano mai. Così mi sono rivolta all’ospedale Estense di Modena dove un altro ginecologo ha riscontrato problemi relativi alla cicatrice. In questi anni, oltre a essere rioperata per sistemare i danni alle terminazioni nervose causate dal primo intervento, ho scoperto che l’asportazione dell’utero non era necessaria. Il medico che mi ha presa in cura è rimasto stupito del fatto che mi fosse stato tolto l’apparato così giovane. Poi ho chiesto la cartella clinica e mi sono accorta che l’utero non era malato come mi aveva fatto credere il ginecologo".

Dopo un terzo intervento, le condizioni di Chiara sono migliorate. "Però continuo ad avere dolori che scarico con lo sport — conclude — e a livello psicologico sono distrutta. Sono in cura da uno psicologo. Se davvero non avessi avuto alternative avrei rinunciato alla possibilità di avere altri figli, ma non è giusto che mi sia stato tolto un diritto simile per niente. Mi sento ferita nel profondo e spero almeno di ottenere giustizia per una vicenda che pregiudicherà il resto della mia vita".

AUTORE: Valentina Beltrame
FONTE: Ilrestodelcarlino.it => http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/modena/2008/07/30/
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LA ADA pubblica le linee guida 2008 sul diabete: la novità? Nessuna novità.

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L'American Diabetes Association ha pubblicato le sue linee guida sulla gestione del diabete per il 2008. Per la verità non sembra ci siano novità eclatanti rispetto a quelle precedenti. In sintesi le principali raccomandazioni:

1) La glicemia a digiuno rimane il modo preferito per diagnosticare la malattia sia negli adulti non gravidi che nei bambini

2) Usare i livelli di glicoemoglobina a scopo diagnostico non è raccomandato

3) Lo screening del diabete e del prediabete deve essere preso in considerazione se vi è sovrappeso od obesità con almeno un altro fattore di rischio associato; altrimenti lo screening dovrebbe iniziare a 45 anni e se il test è normale essere ripetuto ogni 3 anni

4) Sia la glicemia a digiuno che l'OGTT (carico di 75 grammi) sono esami appropriati per diagnosticare diabete e prediabete; l'OGTT può essere richiesto per meglio definire il rischio di diabete in chi ha valori di glicemia a digiuno alterati ma non diagnostici per diabete (IFG = Impared Fasting Glucose)

5) Se si riscontra un IFG oppure un IGT (Impared Glucose Tollerance, vale a dire un OGTT alterato ma non diagnostico per diabete), vanno valutati i fattori di rischio cardiovascolare e trattati se necessario; in questi soggetti è utile il calo di peso di almeno il 5-10% se in sovrappeso e un'attività fisica di almeno 150 minuti alla settimana (per esempio camminare a passo spedito).

6) Nei pazienti con elevato rischio di evoluzione verso il diabete (per esempio IFG o IGT e altri fattori associati) si può considerare l'uso della metformina, così come per i soggetti obesi con meno di 60 anni.

7) L'emoglobina glicata dovrebbe essere ridotta a valori medi inferiori al 7%, in casi selezionati può essere indicato arrivare a valori vicini al 6% se questo non comporta un eccessivo pericolo di ipoglicemie; per i bambini, per i pazienti con storia di ipoglicemie, se l'aspettativa di vita è limitata, se vi sono gravi comorbidità e per i pazienti con diabete di lunga durata o complicanze microvascolari stabili l'obiettivo della glicoemoglobina può essere meno rigido.

8) La dieta dovrebbe limitare l'introito di grassi animali, dei carboidrati raffinati ed aumentare l'introito di fibre e cereali. Il calcolo dell'indice glicemico degli alimenti e del carico glicemico può aiutare a controllare l'equilibrio metabolico. L'attività fisica dovrebbe prevedere almeno 150 minuti alla settimana di esercizio aerobico, suddiviso in almeno 3 volte alla settimana.

9) Si dovrebbe istruire il paziente al self-management della malattia

10) Altri punti toccati dalle linee guida sono: la cessazione del fumo, l'uso di antiaggreganti, lo screening ed il trattamento dell'ipertensione, dell'ipercolesterolemia, della cardiopatia ischemica, della nefropatia, della retinopatia, della neuropatia e la cura del piede.
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Nuovo piano per la Sanità italiana: priorità per cuore, denti e tumori

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Un piano di sconti per le cure odontoiatriche alle fasce di popolazione più deboli come ad esempio gli anziani. L'iniziativa, in fase di definizione, è stata annunciata oggi dal sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio. «In questi giorni stiamo firmando una convenzione con la maggioranza delle associazioni odontoiatriche per definire un progetto che dovrebbe portare a un piano di sconti molto significativo per le cure alle fasce più deboli - ha detto Fazio durante un incontro al ministero della Salute -. Il piano sarà definito a breve».

«Per abbattere concretamente le liste di attesa occorrerebbero maggiori finanziamenti, ma in assenza di questi abbiamo ritenuto di stabilire dei livelli di priorità», ha poi spiegato Fazio, sottolineando che le priorità individuate riguardano innanzi tutto le malattie cardiovascolari e quelle oncologiche. L'abbattimento dei tempi di attesa per le prestazioni sanitarie, ha detto Fazio, «è uno degli obiettivi prioritari di questo governo».

Proprio per ridurre le liste d'attesa, ha ricordato, è stata costituita una commissione con il compito di individuare le modalità per l'abbattimento delle liste negli ambiti delle patologie cardiovascolari e oncologiche, che rappresentano rispettivamente la prima e la seconda causa di morte in Italia. Per le malattie cardiovascolari vengono individuati quattro gradi di priorità: prestazioni urgenti (per le quali l'alternativa è il ricorso al pronto soccorso, da erogare entro le 72 ore per la possibile gravità del decorso clinico); prestazioni da erogare entro 10 giorni; prestazioni entro 30 giorni;
interventi da programmarsi in un maggiore arco di tempo.

Per quanto riguarda la malattie oncologiche, con esclusione delle emergenze, si identificano quattro gruppi di pazienti: priorità diagnostiche urgenti entro 72 ore (pazienti con patologia in rapida evoluzione o complicanze gravi correlate ai trattamenti); priorità diagnostiche entro 10 giorni (pazienti con diagnosi accertata o sospetta di patologia tumorale o recidiva; rivalutazione di trattamento antitumorale); follow-up di pazienti già trattati per patologia neoplastica; screening mirati.

Il sottosegretario alla Salute ha poi annunciato che saranno eliminate prestazioni ritenute "obsolete" come le cure per l'ipertermia.

Il Pd: su livelli di assistenza i conti non tornano. Sui Livelli essenziali di assistenza (Lea) «i conti non tornano, sarà bene scoprire le carte». Ne è convinta Livia Turco, capogruppo Pd in commissione Sanità, che commenta così le dichiarazioni del sottosegretario Fazio. Turco si chiede infatti come possa «il Governo annunciare di aver ritirato il precedente decreto sui Livelli essenziali di assistenza (Lea) perché privo di copertura finanziaria e poi dire di riproporre i medesimi Lea due giorni dopo l'approvazione della Manovra che contiene un taglio di 7 miliardi di euro al fondo sanitario nazionale per i prossimi tre anni? I casi sono due: o aumentano le risorse o tagliano i Lea». Per questo «in conti non tornano».

FONTE: Ilmessaggero.it

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Alzheimer: un nuovo farmaco scozzese riporterebbe in vita le parti più colpite

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Nuova possibile terapia per l'Alzheimer: un farmaco sperimentato all'università scozzese di Aberdeen fa sorgere forti speranze, infatti è stata pubblicata una notizia secondo la quale un gruppo di ricercatori medici con a capo il professor Claude Wischik ha sperimentato con successo su 315 malati un nuovo farmaco che nei casi di progressiva demenza senile appare in grado di riportare funzionalmente in vita le parti piu' colpite del cervello.Il farmaco si chiama "Rember" ed è risultato almeno "due volte più efficace dei medicinali attuali".
Il morbo di Alzheimer è una demenza progressiva invalidante più frequente nel soggetto anziano ma che può manifestarsi anche prima dei cinquant'anni. Prende il nome dal suo scopritore, Alois Alzheimer. La malattia è oggi definita come quel "processo degenerativo che distrugge progressivamente le cellule cerebrali, rendendo a poco a poco l'individuo che ne è affetto incapace di una vita normale". In Italia ne soffrono circa 800 mila persone, nel mondo 26,6 milioni secondo uno studio della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora, Usa, con una netta prevalenza di donne.


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Dalla California una nuova cura per l'artrite: l'incenso.

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Sorprendenti i risultati delle ultime ricerche mediche americane che affermano come l’incenso possa essere impiegato per la cura dell’artrite ma soltanto se somministrato sotto forma di pillola. Per il “Daily Mail” che ha pubblicato info relative alle ricerche dell’università di California le pillole a base di “resina aromatica” usata nelle celebrazioni liturgiche hanno dato risultati “sorprendentì su una settantina di uomini e donne: dopo 3 mesi di somministrazione aveva alleviato di due terzi le contrazioni e i dolori muscolari legati all’artrite ossea. Incenso è il nome genericamente attribuito alle oleoresine secrete da diverse piante arbustive che crescono nelle regioni meridionali della Penisola Arabica e delle antistanti coste dell'Africa orientale, la più importante delle quali è la Boswellia sacra. Tali resine, una volta raccolte e cristallizzate, sono in grado di liberare nell'aria un forte e penetrante profumo al momento della loro combustione.
L'Artrite è un infiammazione articolare di cui esistono oltre 100 tipologie. Fra i vari sintomi che caratterizzano l’artrite ritroviamo i più comuni quali calore, tumefazione, rigidità, dolore, arrossamento.
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La dipendenza da droghe resta memorizzata nel cervello

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Scoperta la “memoria della dipendenza” dalle droghe: risulterebbe esistente nel cervello di individui tossicodipendenti e persisterebbe per anni e ciò spiegherebbe il perché l’individuo disintossicato resta comunque suscettibile a ricadute anche a disintossicazione avvenuta. Resa nota sulla rivista Neuron, , è una notizia importante per appurare il meccanismo alla base della sensazione di astinenza e della facilità alle ricadute. Il merito della ricerca è attribuibile a Antonello Bonci dell’Università della California a San Francisco, di cui è possibile reperire il blog al seguente indirizzo http://it.wordpress.com/tag/antonello-bonci/
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Mappati i geni che causano la schizofrenia

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Quattro ricerche distinte e portate avanti su malati e sani hanno permesso la scoperta delle alterazioni cromosomiche e genetiche legate alla malattia. La “International Schizophrenia Consortio”, secondo tre articoli sulla rivista Nature, ha messo in evidenza delle alterazioni cromosomiche legate a un rischio di insorgenza di schizofrenia da 3 a 15 volte maggiore: sui cromosomi 1, 15 e 22 dei “soggetti affetti” si ritrovano delle parti mancanti (cosiddette delezioni) mentre su altri punti del Dna sono state individuate molte mutazioni. La schizofrenia è una forma di malattia psichiatrica caratterizzata, secondo le convenzioni scientifiche, da un decorso superiore ai sei mesi (tendenzialmente cronica o recidivante), dalla persistenza di sintomi di alterazione del pensiero, del comportamento e dell'emozione, con una gravità tale da limitare le normali attività della persona. Il termine, coniato dallo psichiatra svizzero Eugen Bleuler nel 1908, deriva dal greco σχίζω (schizo, scissione) e φρενός (phrenos, cervello), 'mente divisa'. Il termine proposto da Bleuler sostituì quello ottocentesco di Dementia Praecox, proposto da Emil Kraepelin. È da tenere presente che schizofrenia è un termine piuttosto generico che indica non una entità nosografica unitaria, ma una classe di disturbi, tutti caratterizzati da una certa gravità e dalla compromissione del cosiddetto "esame di realtà" da parte del soggetto. A questa classe appartengono quadri sintomatici e tipi di personalità anche molto diversi fra loro, estremamente variabili per gravità e decorso.
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Tumori: sempre più utenti consultano il sito Airc

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Sempre più italiani scelgono il sito internet dell’Associazione italiana per la ricerca sul cancro per cercare di capirne di più sui tumori. L’associazione riferisce che nei primi 6 mesi del 2008 il sito “ha registrato un aumento dei visitatori del 64% rispetto allo stesso periodo del 2007”. Secondo l’Airc, questa informazione porterebbe a una previsione per fine anno di almeno due milioni di potenziali utenti. Su www.airc.it è possibile trovare notizie su scoperte in campo oncologico e articoli scientifici. L'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) è un ente privato senza fini di lucro nato nel 1965 grazie all'iniziativa di alcuni ricercatori dell'Istituto dei Tumori di Milano, fra cui il Prof. Umberto Veronesi e il Prof. Giuseppe Della Porta, e al prezioso sostegno di noti imprenditori milanesi. Oggi conta 17 Comitati Regionali e quasi 2.000.000 di Soci, tante persone che sostengono l'Associazione, consentendole di esistere e di andare avanti. L'AIRC raccoglie e distribuisce fondi a favore del progresso della ricerca oncologica e diffonde al pubblico una corretta informazione in materia. I fondi vengono annualmente distribuiti a favore di progetti di ricerca e di borse di studio considerati validi a fini scientifici dal Comitato Tecnico-Scientifico AIRC. Il Comitato Tecnico-Scientifico è composto da scienziati oncologi provenienti da tutta Italia, affiancati nella valutazione e selezione da piu' di 350 ricercatori europei e americani.
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29 luglio, 2008

Allarme in Usa: nel 2030 solo 1 americano su 10 sarà "non obeso"

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Emergono previsioni sconcertanti sullo stato di salute degli americani in relazione alla loro dieta. Secondo recenti studi statistici si osserva come entro il 2030 quasi 9 americani su 10 saranno obesi o in soprappeso. Tale stima è stata pubblicata da ricercatori della “Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health” insieme con la “University of Pennsylvania School of Medicine”. Secondo la rivista “Obesità” tale previsione, se si avvera, provocherà una spesa enorme legata a problemi di salute relativi a sovrappeso pari a oltre 1000 miliardi, arrivando a costituire almeno per il 17% della spesa totale. L' obesità è un fattore di rischio per la salute, tipica, anche se non esclusiva, delle società dette "del benessere". Si definisce obeso un individuo la cui massa di tessuto adiposo sia eccessiva e sia in grado di essere causa o aggravante di malattie. Tra queste sono le disfunzioni cardiocircolatorie, il diabete, problemi alle articolazioni e la sindrome da apnea notturna. Dieta ipocalorica e movimento fisico possono aiutare nei casi meno gravi, ma per quelli più problematici si interviene anche con terapie farmacologiche o chirurgiche. L'obesità è legata: a condizioni genetiche, a disfunzioni ormonali e alla psiche del paziente, dove spesso risiede la causa di questi disordini alimentari. È quindi basilare un supporto psicologico o psichiatrico per curare questo fattore rischio, in eccesso invalidante.
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In Germania il primo trapianto di due braccia

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Sempre più efficaci le tecniche di trapianto nell’uomo. Come riporta oggi il quotidiano tedesco “Tageszeitung”, il primo trapianto al mondo di due braccia complete è stato effettuato con successo lo scorso fine settimana in un ospedale di Monaco di Baviera.. Il paziente di 54 anni, che sei anni fa aveva perso entrambi gli arti superiori in un incidente stradale, è rimasto in una sala operatoria del “Klinikum rechts der Isar” venerdì e sabato della scorsa settimana. Secondo quanto riferiscono i medici si trova ora in buone condizioni. Al complicato trapianto hanno partecipato una trentina di specialisti guidati dal chirurgo plastico Edgar Biemer e dal collega Christoph Hoehnke. La clinica tedesca presenterà nei prossimi giorni tutti i particolari dell’operazione di trapianto nei prossimi giorni.
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HIV: nuovo farmaco australiano permette riduzione della presenza del virus

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Una nuova speranza per i malati di HIV resistenti all’AZT. Un nuovo potente farmaco contro l’HIV, sperimentato su pazienti australiani, si è dimostrato come “altamente efficace” per la riduzione del tasso ematico del virus. Lo studio condotto dal “National Centre in Hiv Epidemiology and Clinical Research” dell’università del New Wales, e appena pubblicato sulla rivista “The Lancet” ha permesso di informare come il farmaco denominato “Raltegravir” oppure “Isentress”, sia ritenuto ”efficace” su più di metà del campione di pazienti di lungo periodo, Hiv resistenti agli altri farmaci. Il virus dell'immunodeficienza umana (HIV, acronimo dall'inglese Human Immunodeficiency Virus) è il virus reponsabile della sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS). È un retrovirus del genere lentivirus. In base alle conoscenze attuali, HIV è suddiviso in due ceppi: HIV-1 ed HIV-2. Il primo dei due è prevalentemente localizzato in Europa, America ed Africa centrale. HIV-2, invece, si trova per lo più in Africa occidentale ed Asia e determina una sindrome clinicamente più moderata rispetto al ceppo precedente. Tra le varie fasi del ciclo vitale del virus quelle più facilmente aggredibili da farmaci sono la retrotrascrizione e le modifiche post-traduzionali a cui vanno incontro le proteine virali neoformate. I farmaci tutt'ora disponibili sono quindi inibitori della trascrittasi inversa (NRTI,NNRTI) e inibitori della proteasi (IP). Tali prodotti vengono adoperati in terapia in combinazione tra loro per evitare di produrre virus resistenti ai farmaci, per la stessa necessità e d'obbligo un'aderenza fedele da parte paziente al trattamento. Obiettivo della terapia farmacologica è quello di impedire la replicazione virale nell'organismo (e non l'eradicazione completa dell'infezione che rimane cronica) così da ridurre i danni provocati al sistema immunitario e consentire una sopravvivenza ed una qualità di vita certamente maggiore. Attualmente è disponibile anche un farmaco appartenente alla classe degli inibitori della fusione che, agendo sulla gp41 di HIV impedisce la fusione del pericapside virale e la membrana esterna della cellula impedendo l'entrata del virus. Inoltre, due nuove classi di farmaci, gli antagonisti del co-recettore CCR-5 e gli inibitori dell'integrasi, sono state da poco approvate per l'uso clinico. Tutti i vaccini in fase di sperimentazione non sembrano dare risultati confortanti. Gli scienziati concordano nel dire che occorre dare nuova linfa a questo settore della ricerca. È chiaro che tuttora non esiste una terapia che eradica completamente l'infezione, di conseguenza è di fondamentale importanza la prevenzione. Si deve anche ricordare che, subito dopo una possibile esposizione al virus, allo scopo di ridurre la probabilità di contagio è possibile sottoporsi ad un trattamento farmacologico noto come ”profilassi post-esposizione” ad HIV.
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Tumori: a Seattle si testa una diagnosi basata su microRna

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Il futuro dell’oncologia potrebbe riservare la sorpresa di fare diagnosi di tumore in fase precoce attraverso un semplice esame del sangue. Secondo i ricercatori del “Fred Hutchinson Cancer Research Center” di Seattle (Stati Uniti) vi sono dei microRNA del cancro che potrebbero divenire dei biomarcatori precoci della malattia. La scoperta che le cellule del cancro rilasciano nel circolo sanguigno molecole di “microRNA” potrebbe aprire nuovi scenari sullo studio delle molecole che regolerebbero l’attività dei geni responsabili della trasformazione in cancro della cellula. I microRNAs sono piccole molecole di RNA, scoperto dal Genome Institute di Singapore, a singolo filamento di 20-22 nucleotidi che svolgono diverse funzioni, la più nota attualmente è una regolazione post-trascrizionale. Dalla trascrizione di alcuni geni ad opera del RNA polimerasi II vengono generati trascritti definiti pri-microRNA. I pri-microRNA sono molecole grandi anche migliaia di nucleotidi che subiscono poliadenilazione, capping e presumibilmente splicing degli introni, poi vengono processati da apposite RNAsi di tipo III chiamate Drosha e Pasha ed in questo modo si generano molecole lunghe 70-80 nucleotidi con struttura a forcina, definite pre-microRNA. I pre-microRNA vengono esportati nel citoplasma grazie alla “esportina 5” (proteina localizzata sulla membrana nucleare). Nel citoplasma i pre-microRNA subiscono un processamento ulteriore ad opera di “Dicer” (endonucleasi RNasi III) che crea molecole a singolo filamento lunghe circa 21 nucleotidi, ovvero i microRNAs. Ciascun microRNA si lega al complesso proteico RISC e lo guida verso l'mRNA target. Nelle piante, si è visto che il complesso costituito da RISC e microRNA si associa per complementarietà perfetta alla CDS degli mRNA target causando il taglio dell'mRNA. Negli animali invece, si è visto che il complesso costituito da RISC e microRNA si associa per complementarietà imperfetta alla 3'UTR dell'mRNA target, causando in questo modo il blocco della traduzione di quell'mRNA. Si è visto che un mRNA può essere riconosciuto e legato da diversi complessi microRNA-RISC, inoltre ciascun tipo di complesso microRNA-RISC può legarsi ad mRNA target diversi. Studi attuali stanno dimostrando che in alcuni tipi di cancro i livelli di alcuni microRNAs sono bassi, questo potrebbe evidenziare che i microRNA hanno in quei casi, essenzialmente, una funzione di difesa dal cancro.
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Tumori: in Piemonte in prova una nuova tecnica di colonscopia virtuale

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E’ stato messo a punto in Piemonte un nuovo esame diagnostico per la diagnosi del tumore al colon e al retto, la “colonscopia virtuale”. La sua realizzazione ha richiesto sei anni di ricerca e gli studi compiuti dall’Ircc di Candiolo hanno dimostrato la sua grande precisione. La Regione Piemonte investirà ora 4,7 milioni di euro per testarla. L’obiettivo è salvare più persone possibile da una patologia la cui cura costa mediamente al servizio sanitario 30 mila euro a malato. La colonscopia (o coloscopia) è un esame diagnostico volto ad esplorare le pareti interne del colon, per scoprire eventuali lesioni, ulcerazioni, masse tumorali. È un importante strumento di prevenzione, che permette di individuare e, se necessario, rimuovere all'istante, dei tumori anche molto piccoli e in fase iniziale, impedendone lo sviluppo e la degenerazione. La colonscopia è consigliata ad intervalli regolari di 5-6 anni come corretta attività di screening per tutti i soggetti a rischio: ad esempio per coloro che hanno familiarità con i tumori del colon; o comunque dopo i 50 anni, quando dall’esame delle feci si rileva la presenza di sangue, anche in tracce minime.
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28 luglio, 2008

Colesterolo: come mantenerlo sotto controllo?

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Gli esperti del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), della Nutrition Foundation of Italy (NFI) e di altre istituzioni e associazioni scientifiche italiane, spiegano come controllare il colesterolo attraverso una giusta alimentazione e stili di vita corretti.
I valori medi della colesterolemia della popolazione italiana, lo dice l'Istituto Superiore di Sanita', sono superiori al limite dei 200 mg/dL: tradotto: "Oltre la meta' della popolazione ha valori 'non ottimali'", spiega il Cnr. Per questo, esperti del Consiglio e della NFI hanno redatto un documento basato sulle evidenze scientifiche della letteratura. Cosa affermano? Intanto vengono ribaditi concetti gia' noti: come "la moderazione nell'apporto giornaliero di grassi saturi, di acidi grassi insaturi della serie trans e di colesterolo, privilegiando soprattutto gli olii extravergini di oliva, ricchi di ...di acidi grassi monoinsaturi, ma anche gli oli di semi ad elevato tenore di polinsaturi della serie n-6, fornisce anche indicazioni su altri nutrienti". Esemplifica Andrea Poli, direttore scientifico della NFI: "Le fibre, in particolare quelle solubili come pectine, gomme e betaglucani contenute in cereali e legumi, possano avere un effetto di riduzione del colesterolo se introdotte nell'organismo in quantita' di circa 25-30 g al giorno. Anche l'integrazione nella dieta di 25 grammi di proteine di soia, in parziale sostituzione delle proteine animali, riduce la colesterolemia totale e LDL". Ma gli effetti igienico-sanitari non si devono limitare alla riduzione del colesterolo totale e LDL, ma devono avere una ricaduta positiva anche sul colesterolo HDL, quello 'buono', il cui compito fondamentale e' rimuovere il colesterolo dalle placche localizzate a livello delle arterie. "In tal senso- precisa Roberto Volpe del servizio Prevenzione e protezione (Spp) del CNR di Roma- l'apporto moderato di alcool e un'attivita' fisica regolare di tipo aerobico aumentano la colesterolemia HDL". Se questo non bastasse, "e' possibile introdurre, in aggiunta alle correzioni dietetiche prima ricordate, alimenti arricchiti in fitosteroli: l'integrazione nella dieta di prodotti a base di latte o yogurt (i cosiddetti minidrink) che contengano almeno 2 grammi di fitosteroli, riduce il colesterolo totale e LDL del 10-15% circa". Questi prodotti, consigliano gli esperti, vanno consumati preferibilmente durante o alla conclusione del pranzo o della cena.
Conclude Poli: "Il controllo dietetico della colesterolemia e' un obiettivo spesso raggiungibile, partendo proprio da una corretta informazione del pubblico e degli operatori sanitari".

Fonte: Italiasalute.it => http://italiasalute.leonardo.it/news2pag.asp?ID=9294
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Diabete: lo stress raddoppia il rischio di comparsa di diabete senile

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Ansia, depressione e insonnia aumentano il rischio diabete negli uomini. Un ricerca svedese del Karolinska Institute, pubblicata su 'Diabetic Medicinè, ha studiato più di 5 mila persone tra uomini e donne tra i 51 e i 70 anni, senza trovare lo stesso tipo di evidenza per il sesso femminile. Secondo i ricercatori il motivo sta nell'effetto che lo stress avrebbe sugli ormoni. Tra gli uomini analizzati, quelli con alti livelli di stress hanno avuto una probabilità più che doppia di sviluppare il diabete. Nell'analizzare le differenze tra i sessi, i ricercatori hanno posto l'attenzione anche sul diverso modo di affrontare lo stress: gli uomini - spiegano - non hanno la capacità femminile di comunicare stress e depressione, difficilmente li ammettono, e tendono a compensare piuttosto con alcol, droghe o comunque a risolvere la questione privatamente.

FONTE: Instablog.org => http://www.instablog.org/ultime/25773.html
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Degenerazione maculare: intervista al dottor Tramontano

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L’aumento dell’età media della popolazione ha portato nell’ultimo decennio ad una maggiore frequenza di osservazione della degenerazione maculare senile che attualmente interessa il 25% della popolazione oltre i 65 anni e quasi il 50% di quella oltre gli 80 anni. “ Molti passi avanti sono stati fatti nella cura di questa affezione soprattutto nella prevenzione e nella diagnosi precoce - ci spiega il dott. Gennaro Tramontano, noto chirurgo oculista a Milano e a Napoli - ; nella forma cosiddetta umida, meno frequente, sono confortanti i risultati degli ultimi anni con le iniezioni intravitreali di farmaci Antiangiogenici ( Inibitori del VEGF) talvolta associati alla terapia fotodinamica; in un prossimo recente futuro inoltre si è fiduciosi nell’efficacia della terapia genica che consiste nell’iniettare all’interno del bulbo oculare il gene Pdef (coinvolto nella produzione di una proteina che ...(una proteina che regola la formazione dei vasi sanguigni e che è scarsamente presente nei pazienti affetti da maculopatia ) utilizzando come vettore un adenovirus incapace di replicarsi. Nella degenerazione maculare secca, invece, più frequente e dall’evoluzione più lenta, le possibilità terapeutiche sono minori ma possono inizialmente rispondere bene ad appropriati trattamenti di riabilitazione visiva. Nelle forme più avanzate ed in presenza di una concomitante cataratta è possibile da poco utilizzare un vero e proprio sistema di riabilitazione visiva per ipovedenti che negli ultimi tempi sta regalando ai chirurghi oculisti, me compreso, risultati davvero incoraggianti e che provo a spiegare rapidamente. Con un particolare esame preoperatorio si valuta se il paziente presenta un’area retinica perimaculare ancora funzionante o non particolarmente compromessa; qualora e solo se questa area esiste è possibile arruolare il paziente per l’intervento ed un sofisticato software identifica il punto esatto dove questa zona si trova e ne dà informazione al chirurgo. Prima del trattamento chirurgico comincia il percorso riabilitativo in cui si insegna al paziente, tramite software, ad utilizzare quel punto retinico che verrà dopo l’intervento utilizzato per la visione nonché vengono fatte prove di simulazione visiva che riproducono la modalità di visione ingrandita offerta dal sistema in questione. Si passa quindi all’intervento di cataratta vero e proprio, - afferma il dott. Tramontano - in cui, anzicchè un comune cristallino artificiale, ne viene impiantato uno composto da una doppia lente con effetto telescopico, ossia di ingrandimento delle immagini che raggiungono la retina, e con effetto prismatico in modo da indirizzare il fuoco di tale lente nel punto esatto in cui preventivamente si è potuto accertare esisti un’ area perimaculare ancora in parte funzionante. Terminata questa fase ne comincia una altrettanto importante e fondamentale di due cicli di sei settimane rappresentata da esercizi riabilitativi, anche domiciliari, proposti da un sofisticato software in cui si va a consolidare la visione in quell’area retinica ancora integra e funzionante su cui la lente intraoculare impiantata fa convergere le immagini. Questo sistema, - conclude il dott. Gennaro Tramontano - se il paziente viene scrupolosamente selezionato nel preoperatorio, riesce a rendere autonomi nella comune vita quotidiana soggetti che prima del trattamento non lo erano assolutamente”.

FONTE: http://italiasalute.leonardo.it/news2pag.asp?ID=9293
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Il prelievo del sangue dal pugno altera la analisi della kalemia

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Da uno studio inglese su Annals of Clinical Biochemistry aprire e chiudere il pugno durante un prelievo del sangue altererebbe gli esami. Al vaglio dei ricercatori inglesi oltre 200mila analisi: a chi si richiedeva questa pratica si registravano valori di potassio piu' alti. Un suggerimento, riporta la Bbc, dal presidente dei flebotomisti inglesi Jackie Hough: 'Il modo migliore consiste nel far chiudere gentilmente il pugno mentre si infila l'ago e farlo rilasciare prima di aspirare il sangue'.
FONTE: Ansa.it => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-27_127242041.html
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In sperimentazione una terapia contro la distrofia muscolare

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Le terapie in sperimentazione contro la distrofia potrebbero essere utilizzate un giorno anche su pazienti in stadio avanzato di malattia. Questo grazie a un pre-trattamento a base di cellule geneticamente modificate che, iniettate nei muscoli ormai compromessi, aprirebbe la strada alle terapie vere e proprie potenziandone l'efficacia, altrimenti minima in questi casi. Sperimentato con successo sui topi dal gruppo di Giulio Cossu, docente di istologia all'Universita' di Milano.
FONTE: Ansa.it => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-27_127245300.html
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Scoperto gene dell'obesità che spegne il senso di sazietà

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Un 'gene dell'obesita'' ha svelato il modo in cui mette in pericolo la linea: spegne il senso di sazieta' e induce a mangiare senza freni.La scoperta, di ricercatori della University College e dell'Istituto di Psichiatria del King's College di Londra, si riferisce al gene 'FTO'. Lo studio e' stato condotto su oltre 3000 bambini tra 8 e 11 anni. I bimbi che portano nel proprio Dna la forma di FTO che favorisce l'obesita' non sono capaci di dire quando si sentono pieni e quindi mangiano di piu'.
FONTE: Ansa.it => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-28_128236152.html
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27 luglio, 2008

Allarme per eccesso di alluminio nella dieta

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In questi giorni la comunità europea sta ratificando una direttiva che determina un abbassamento dei livelli di guardia nei confronti della quantità di alluminio che può essere presente nei cibi. In pratica, si innalza la "soglia di tolleranza" giornaliera dell'individuo, permettendo quindi la presenza di una quantità maggiore di questo metallo.

La quantità di alluminio nella dieta settimanale degli europei non dovrebbe superare 1 mg per chilo di peso. È il parere dell’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare che ha ridotto di ben sette volte la soglia precedente. L’alluminio, presente naturalmente nell’acqua e in diversi vegetali, tende ad accumularsi nell’organismo e oltre certi livelli potrebbe creare interferenze con il sistema riproduttivo e nervoso.

Il problema si pone per il metallo "nascosto" in molti beni di consumo (come i deodoranti), in additivi usati come agenti lievitanti per i prodotti dolciari (fosfato acido di sodio e alluminio, indicato con la sigla E541) e in alcuni medicinali (antiacidi e acido acetilsalicilico tamponato). Secondo l’Efsa gli alimenti che incidono di più sul livello di alluminio dell’organismo sono i cereali e i prodotti da forno: pane, dolci, biscotti. Seguono le verdure: spinaci, lattuga e funghi. Infine tè, cacao e spezie. econdo ricerche svolte in Francia, Italia, Olanda, Inghilterra e Svezia (dai risultati per altro non omogenei), l’assunzione media settimanale di alluminio, per un adulto, varia da 0,2 e 1,5 mg/kg di peso; nei bambini e nei giovani può raggiungere i 2,3 mg/kg (due volte la soglia fissata). Chiarisce però Catherine Leclercq, membro del gruppo di esperti che ha redatto il documento: «I dati a disposizione non indicano alcuna necessità di modificare la dieta, salvo rispettare la regola di variare le scelte alimentari, in particolare quelle dei bambini».

Il documento ritiene, invece, trascurabile la quantità di alluminio ceduta da rotoli, vaschette e utensili da cucina (a meno che non servano per conservare alimenti acidi, come sugo di pomodoro e cetrioli sott’aceto. Assolte anche le lattine delle bibite: il rivestimento di plastica interno evita il contatto diretto con le bevande caratterizzate da un livello di acidità in grado di interagire.

Capitolo a parte, il latte in polvere: i livelli di assunzione di alluminio nei lattanti che lo utilizzano si avvicinano ai valori soglia e in alcuni casi arrivano a 4 volte di più. Più a rischio il latte a base di soia, probabilmente per la capacità della leguminosa di concentrare il metallo. «Perciò — conclude Leclercq— è necessario effettuare controlli su tutti i tipi di latte commercializzati». L’Efsa nega infine l’esistenza di un legame (ipotizzato da ricerche inglesi) tra alluminio nella dieta e malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer.

AUTORE: Roberto La Pira
FONTE: Corriere.it Salute => http://www.corriere.it/salute/nutrizione/08_luglio_26/
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Lo spuntino notturno? Un rischio per la salute

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Lo spuntino di mezzanotte, complice il caldo estivo, conquista sempre di più gli italiani: due connazionali su tre si concedono un pasto notturno. Un'abitudine pericolosa per la salute, avvertono i nutrizionisti. I rischi sono: digestione difficile, pessima qualità dei cibi usati per gli stuzzichini e la maggiore facilità di prendere chili. Durante il sonno, infatti, i consumi si riducono e le calorie si trasformano facilmente in adipe, ricorda l'osservatorio MultiMedica sulla prevenzione alimentare, basandosi su colloqui realizzati su un campione di 300 persone, uomini e donne di età compresa tra i 18 e i 60 anni. Il 63% del campione preso in esame confessa di consumare lo spuntino notturno, e il 31% di farlo tre o più volte alla settimana. E gli italiani confermano che la stagione della merenda di mezzanotte è l'estate, preferita dal 46% del campione, seguita dalla primavera con il 22% di preferenze. Tra i cibi più gettonati tra i nottambuli al primo posto ci sono panino, formaggio e affettati (indicati dal 28% degli italiani). Secondo posto per il gelato (16%), seguito dalle uova (13%) e, a poca distanza, il classico piatto di pasta (12%). Prevalgono, dunque, soprattutto cibi 'facili', come uova e formaggi, e anche questo preoccupa gli esperti. "Piatti di semplice preparazione, ma ricchi di colesterolo, come uova, carne, formaggi andrebbero eliminati dalla dieta o limitati - spiega Annibale Sandro Montenero, cardiologo dell'Istituto scientifico MultiMedica - mentre è fondamentale l'apporto di carboidrati complessi provenienti dalla frutta, dalla verdura e dai cereali, alimenti ricchi di sostanze anti-ossidanti. Anche gli acidi grassi Omega-3 (contenuti ad esempio nell'olio di soia e di lino, nel merluzzo, nello sgombro) possono ridurre il rischio cardiovascolare". Alimenti, questi ultimi, completamente assenti o quasi dalle scelte dei ghiottoni della notte: la verdura, ad esempio, raccoglie un misero 6% di preferenze. "Il cibo - dice Stefania Pacchetti, responsabile del servizio prevenzione e check-up dell'Istituto scientifico MultiMedica - è diventato un elemento di conforto, perché si mangia in fretta durante il pranzo e la sera diventa sempre più difficile rinunciare alle cose più gustose, che sono però quelle con il contenuto calorico più alto. Soprattutto in età avanzata, tra i 40 e 50 anni, lo stress lavorativo influisce in maniera considerevole sulle abitudini alimentari. E lo sbilanciamento della dieta verso il pasto serale, incrementa il livello di colesterolo che viene sintetizzato mentre si dorme la notte". Nella patria della dieta mediterranea, rilevano gli esperti, le usanze a tavola cambiano a tempo di record e a cattive abitudini aumentano. Oltre a saltare i pasti, consumare alimenti iper-calorici, cibarsi fuori orario, gli italiani aggiungono altri errori poco salutari. Durante gli spuntini notturni il 35% del campione guarda la tv, il 21% naviga su internet o usa il computer, il 16% legge un libro o una rivista. E, appena concluso il pasto, più della metà del campione (57%) si mette subito a dormire, mentre solo il 4% esce per una salutare passeggiata digestiva. Oltre un terzo degli italiani, dicono gli esperti riferendosi ai dati Istat, è in sovrappeso (35%) e la percentuale tende a crescere nella popolazione over 40. La colpa è proprio delle cattive abitudini alimentari. "Una cena leggera e non ricca di grassi - spiega Pacchetti - ma soprattutto fare una buona colazione la mattina e un pranzo adeguato, ricco di proteine, frutta e verdura, garantiscono al nostro fisico la forma ideale. E' inoltre molto importante mangiare meno e muoversi di più: praticare attività fisica mezz'ora al giorno, oppure tre ore alla settimana, riduce notevolmente il colesterolo nel nostro organismo".

FONTE: Estense.com => http://www.estense.com/?module=displaystory&story_id=39546&format=html
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California pone al bando entro il 2010 i grassi dannosi per la salute

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Nei ristoranti californiani sara' proibito preparare pietanze con grassi 'cattivi'. E' la decisione del governatore Schwarzenegger.Sara'in vigore gradualmente dal 2010. 'La California e' leader nella promozione della salute e della corretta nutrizione -ha dichiarato il governatore- sono lieto di continuare questa tradizione facendo della California il 1/o Stato Usa a rimuovere i grassi trans'. 'Questi grassi sono legati a malattia delle coronarie e problemi cardiovascolari, ha concluso.
FONTE: ANSA.IT => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-26_126237317.html
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Staminali: ricerca Usa per cura delle paralisi midollari

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Cellule staminali adulte scoperte nel midollo spinale potrebbero essere la nuova frontiera per riparare lesioni spinali causa di paralisi.Tali cellule localizzate e identificate geneticamente nel midollo spinale di animali adulti servono alla 'manutenzione ordinaria' delle fibre nervose nella colonna vertebrale. E' il risultato di una ricerca Usa. Sono le cosiddette 'cellule ependimali', ovvero un sottile strato cellulare che delimita le cavita'del sistema nervoso centrale e del midollo.
FONTE: ANSA.IT =>http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-26_126237332.html
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I problemi di memoria degli anziani? Causato dal "mancato replay" notturno

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Nella notte nel cervello anziano non si attua il normale processo di consolidamento dei ricordi formatisi durante il giorno appena trascorso.Lo dimostra, su topolini di laboratorio, uno studioso della University of Arizona. Nella notte il cervello passa in 'replay' quel che ha registrato di giorno per filtrare i ricordi importanti da fissare o eliminare. Nel cervello dei topi il processo di consolidamento sembra essere claudicante, cosa che potrebbe spiegare perche' gli anziani hanno defaillance.
FONTE: Ansa.it => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-26_126238527.html
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26 luglio, 2008

E' morto Randy Pausch, docente universitario noto per la sua ultima "lezione-testamento"

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Randy Pausch è morto ieri per un tumore al pancreas. Era un docente universitario, mediamente bravo, di scienze informatiche alla Carnegie Mellon University in Pennsylvania. Aveva 47 anni, la tendenza al sorriso, la passione per i peluches che si vincono al luna park, tre splendidi figli e un passato da progettista di realtà virtuale per la Disney. Sin qui nulla che finirebbe sulle pagine di un giornale. La morte «normale» e la vita «normale» non hanno quasi mai spazio tra le colonne di un quotidiano, nelle notizie dei tg, tra le curiosità di Internet.

Eppure Pausch è riuscito a trasformare questo dramma terribilmente «ordinario» in qualcosa che tocca le persone e i media. Mesi fa, quando ha saputo che per il suo tumore non c’era cura, si è chiesto quale fosse il modo migliore per lasciare un testamento spirituale ai figli. Si è detto: «Sono un professore e i professori fanno lezioni». Così è andato di fronte ai suoi studenti e, a telecamere accese, ha fatto la sua ultima lezione. Non di informatica. Nemmeno, e sarebbe stato ovvio il contrario, sulla morte. È andato davanti a tutte quelle persone, davanti alla sua famiglia, e ha fatto una lezione sulla vita. Su come l’esistenza ci appare a guardarla dalla fine, dai suoi ultimi scampoli.

Così in un aula gremita si è raccontato, senza commiserazione, armato di coraggio e ironia, deciso a «rinchiudere tutto me stesso in una bottiglia che poi i miei figli un giorno apriranno»...si è raccontato, ha fatto ridere il pubblico, lo ha commosso, ha parlato dei suoi sogni infantili, di come è cresciuto, di ciò che considerava giusto e di ciò che considerava sbagliato.

Vi lascio il link, è breve e sottotitolato in italiano, dal Corriere della Sera
http://video.corriere.it/?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&vxChannel=Dal%20Mondo&vxClipId=2524_6b0863e2-5a58-11dd-bcb1-00144f02aabc&vxBitrate=300


AUTORE: DrWilson (utente forum Futurimedici.com)
FONTE: Forum Futurimedici.com
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Il Viagra potrebbe giovare (come farmaco) alle donne in depressione

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Uno studio scientifico ha osservato che la maggior parte delle signore sottoposte ad un trattamento regolare per 8 settimane a base di Viagra - il medicinale mirato al trattamento delle disfunzioni dell'erezione maschile - ha avutomiglioramenti nei rapporti intimi. Questo significa che le famose pillole di Viagra aiuterebbero le donne sotto antidepressivi a riconquistare la libido perduta e superare la loro difficile condizione psichica. Si tratta di un effetto collaterale dei farmaci ma anche dello stesso disturbo psicologico.
FONTE: ANSA.IT => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-23_123231581.html
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Pazzesco: il "boia" serbo Karadzic nella sua latitanza fece il medico anche in Italia

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L'ex leader serbo bosniaco Radovan Karadzic, catturato nei giorni scorsi in Serbia, operava come medico alternativo, e sotto mentite spoglie, anche a Vienna e in Italia, stando alla stampa austriaca di oggi. Spacciandosi per croato, Karadzic esercitava la professione di medico alternativo sotto lo pseudonimo di "Pera". In genere, stando a quanto riferisce il quotidiano Kurier, Karadzic si tratteneva a Vienna "al massimo tre giorni" e abitava presso le famiglie serbe che aveva in cura. Una di queste, una coppia che non riusciva ad avere figli, si era rivolta a lui nella speranza di realizzare il suo desiderio.
Riconosciuto da alcuni pazienti - Dopo la cattura di Karadzic, Stefan Graf e la moglie da lui 'curata' l'hanno riconosciuto dal suo look di guru apparso sulle foto coi capelli lunghi raccolti sulla sommità del capo. Oltre alla coppia di Vienna, il giornale scrive che Karadzic avrebbe esercitato la professione di medico alternativo anche in Italia, ma non fornisce particolari al riguardo. "Abbiamo per anni cercato di avere un bambino", racconta la signora Graf al Kurier, quando a metà 2006 una zia residente a Vienna le raccomandò un guaritore che veniva dal nostro Paese e ogni tanto curava a Vienna famiglie serbe. Alla prima visita, racconta la donna, Karadzic alias 'Pera' le impose le mani sulla pancia e le chiese se sentiva calore. Lei rispose di sì "anche se non era vero". Poi le prescrisse delle gocce per 25 euro. La volta successiva già costavano 50 e "quando mi sono rifiutata di pagare lui era irritato".
La testimonianze - La donna ricorda che Karadzic non guardava mai negli occhi e parlava poco, in serbo. Inoltre aveva notato che le sue mani sembravano molto più giovani del suo aspetto, che era sempre vestito di nero con i capelli raccolti in alto e indossava una lunga catena al collo con una croce: "Sembrava un prete ortodosso", dice. Il marito lo trovava "antipatico" e molto arrogante, racconta. I contatti si interruppero dopo che la coppia, senza il suo "aiuto", si accorse che la donna era incinta. Una volta, racconta il marito, "Pera' si rifece vivo: "voleva parlare con mia moglie per chiedere probabilmente il suo onorario per il successo della cura", ma i due non lo rividero mai più. In dichiarazioni all'agenzia Apa, il portavoce del ministero degli interni Rudolf Gollia ha detto di "non avere indizi" della presenza di Karadzic a Vienna ma di non escluderla perché i croati, a differenza dei cittadini di Albania, Bosnia-Erzegovina, Macedonia, Montenegro e Serbia non necessitano di visti. In ogni caso, ha detto, l'ufficio per la tutela della Costituzione e l'antiterrorismo indagano sulla vicenda.
FONTE: Tiscali.it => http://notizie.tiscali.it/articoli/esteri/08/luglio/25/karadzic_medico_italia_768.html
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Il consumo serale di Energy Drink potrebbe favorire la dipendenza da droghe

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Gli energy drink sono legati a comportamenti a rischio come l'assunzione di droghe, il fumo, l'alcol, il sesso occasionale.E' quanto emerge da uno studio condotto presso l'Universita' di Buffalo. Secondo la ricerca, si registra una correlazione netta tra consumo di energy drink e comportamenti a rischio, ma questo, hanno tenuto a precisare i ricercatori, non nasconde una relazione di causa-effetto tra consumo di energy drink e comportamenti irresponsabili e rischiosi.
FONTE: Ansa.it => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-25_125222538.html
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Italia, è ancora allarme colesterolo: in media troppo alto

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Colesterolo troppo alto per piu' della meta' degli italiani: le fibre possono essere d'aiuto ma mai scordare i nutrienti fondamentali. Uno studio del Cnr indica i punti deboli della dieta del Bel Paese e spiega come correggere l'alimentazione a favore del cuore. Secondo i dati dell'ISS, infatti, oltre la meta' degli italiani ha il colesterolo con valori che superano il limite dei 200 mg/dL. Secondo gli studiosi sono necessarie molte fibre e tanta attivita' fisica per combatterlo.
FONTE: Ansa.it => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-25_125220436.html
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Aids: con farmaci piu' di13 anni di vita nei pazienti affetti

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Le terapie antiretrovirali sempre piu' efficaci hanno allungato di 13 anni la vita dei pazienti con hiv nei paesi occidentali. La mortalita' e' diminuita del 40%, come rivela uno studio pubblicato dalla rivista The Lancet. 'Questi risultati sono merito dei miglioramenti continui nelle terapie - scrivono gli autori della ricerca - ormai abbiamo trasformato l'Aids da una patologia fatale a una condizione cronica. Tuttavia c'e' ancora molto da fare per i paesi in via di sviluppo'.
FONTE: Ansa.it => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-25_125218880.html

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Scoperto un mix di farmaci (Mix 557 Iperico Neem) che aiuta a velocizzare la guarigione delle ferite

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Il Mix 557 sembra essere il rimedio ideale per curare le ferite in scenari di guerra e di estrema poverta'. Si tratta di un unguento ricavato dalla combinazione di due piante (l'Iperico e la Neem) messo a punto da ricercatori dell'Enea Casaccia. Dopo aver ottenuto nei primi mesi del 2008 un brevetto internazionale sono appena partite le procedure per registrare il rimedio nella categoria dei medical device sia per la medicina umana che per quella veterinaria.
FONTE: Ansa.it => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-25_125219396.html
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Italia, celiachia ed allergie alimentari in continuo aumento

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Dopo il caso del bambino austriaco di 8 anni, morto mentre si trovava in vacanza, e l'ultima tragedia di Emanuela, la bimba celiaca di 10 anni deceduta in una colonia estiva ad Arborea, ci si chiede se ci sia un aumento di casi di shock anafilattico, come afferma SaluteEuropa. La bambina si sarebbe sentita male verso l'ora di cena, dopo aver mangiato un gelato appositamente preparato per lei senza glutine. Un banale mal di pancia che si è trasformato in una crisi respiratoria.Una tragedia che si spera venga chiarita dall'autopsia: Cosa ha provocato lo shock anafilattico e la crisi respiratoria? Forse una congestione? Emanuela ha mangiato qualcos'altro? La bambina soffriva anche di asma, ma il giudizio unanime degli esperti è che di certo non è stata la celiachia ad ucciderla.
Il morbo celiaco, ne aveva parlato in modo approfondito Luigi Gallo di Protonutrizione, non è un'allergia ma una reazione autoimmunitaria capace di danneggiare la mucosa dell'intestino. Se il paziente ingerisce accidentalmente del glutine, al massimo può essere colpito da disturbi temporanei, come dolori addominali, vomito e diarrea ma non si manifesta con insufficenza respiratoria. Forse la bambina era allergica a qualche altra sostanza? Celiachia e allergia possono essere abbinate e in quel caso diventare molto pericolose.
Leggiamo sul sito dell'AIC, l'Associazione Italiana Celiachia che in Italia c'è un incremento del 10% dei celiaci ogni anno, ed aumentano anche i disturbi allergici legati all'alimenazione. Oggi il 40% dei bambini sono sensibili a certi cibi.Molto dipende da prodotti sempre meno naturali frutto di manipolazioni, più complessi, infatti si parla oggi del fenomeno degli allergeni occulti. Cosa significa? Sono allergeni in alimenti apparentemente non correlati al cibo verso cui è presente allergia. Ad esempio le guarnizioni di dolci con gelatina di pesce (Corriere.it).
Un recente passo avanti per la prevenzione delle reazioni anafilattiche, continua Corriere.it, è stato fatto con una nuova normativa Europea che ha recentemente stabilito norme per l'etichettatura più attenta degli alimenti:su tutti gli alimenti prodotti in Europa deve obbligatoriamente essere dichiarato ogni ingrediente che superi il 2% in peso del prodotto finito. E' comunque dura la vita per i celiaci in Italia dove con la dieta mediterranea regnano pane pasta e pizza. Anche se l'aumento del morbo ha incentivato la ricerca, l’unica cura, per ora, resta la dieta e sul web i celiaci si scambiano ottime ricette e consigli utili.

AUTORE: Valentina, Blogosfere staff

FONTE: http://scienzaesalute.blogosfere.it/
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Tumori: scoperto sistema anticancro che si attiverebbe in caso di danno al DNA

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Scienziati italiani che lavorano in Usa hanno scoperto un nuovo importante sistema di sicurezza cellulare anticancro. E' la scoperta dell'equipe di Michele Pagano che, laureatosi in Medicina alla Federico II di Napoli si trova ora presso la New York University. L'equipe ha scoperto un sofisticato sistema basato su diversi interruttori proteici: quando c'e' un danno al Dna, la cellula deve smettere di moltiplicarsi per non diffondere il danno alle cellule figlie.
FONTE: Ansa.it => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-24_124227565.html
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25 luglio, 2008

Malaria: fallito obiettivo Onu, fondi insufficienti e malgestiti

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L'obiettivo dell'Onu di fermare l'epidemia di malaria entro il 2015 e' praticamente gia' fallito.Lo afferma uno studio internazionale pubblicato dalla rivista Plos Medicine, secondo cui solo con una massiccia iniezione di fondi, fino al 450% in piu', si potrebbe invertire la tendenza all'espansione della malattia. I fondi messi a disposizione per combattere la malaria da governi e istituzioni internazionali sono insufficienti e anche mal distribuiti.
FONTE: Ansa.it => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-24_124224665.html
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Diabete: i flavonoidi potrebbero aiutare a controllare la glicemia

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E’ al vaglio del Centro Ricerca Nestlé un’importante ipotesi che potrebbe trovare applicazione nello sviluppo di nuovi alimenti funzionali. I ricercatori del gruppo alimentare, infatti, stanno valutando l’efficacia di principi attivi naturali presenti negli alimenti sulla modulazione della glicemia (il livello di glucosio nel sangue).

Così come i fitosteroli addizionati a bevande o alimenti favoriscono la riduzione dei livelli di colesterolo nel sangue, parallelamente è stata ipotizzata l’azione dei flavonoidi nella modulazione della glicemia postprandiale.

Al Centro di ricerca di Losanna è stata impiegata un’innovativa strategia di indagine utile ad identificare principi attivi presenti negli alimenti, potenzialmente capaci di inibire l’amilasi salivare umana e quindi attivi nella regolazione della digestione degli amidi. I risultati sono stati pubblicati sul Journal of Medicinal Chemistry.

Per controllare i picchi di glicemia postprandiale, ai pazienti diabetici possono essere somministrati farmaci che inibiscono l’azione degli enzimi che scindono gli amidi, al fine di rallentarne la digestione. Obiettivo dell’indagine è stato quindi individuare composti naturali in grado di mimare questo processo e di capire più a fondo i meccanismi molecolari attraverso cui avviene questa interazione.

I ricercatori Nestlé hanno studiato la famiglia dei flavonoidi, composti antiossidanti naturali, combinando analisi computerizzate delle strutture molecolari con screening in vitro. I risultati dell’indagine hanno permesso di approfondire le conoscenze delle interazioni dei flavonoidi con l’amilasi salivare e dei meccanismi attraverso cui queste molecole rallentano la digestione degli amidi inibendo questo enzima.

“E’ la prima volta che una combinazione di screening in vitro e analisi computerizzata è utilizzata per identificare specifici bioflavonoidi in grado di inibire l’amilasi salivare umana. I risultati di questo studio rappresentano un significativo passo in avanti verso l’identificazione di sostanze naturali, che possano aiutare le persone a controllare la propria glicemia”, ha dichiarato Chieh Jason Chou, co-autore dello studio e ricercatore al Centro Ricerca Nestlé. “Le conoscenze acquisite grazie a questi studi permetteranno di comprendere meglio le proprietà naturali di molti componenti alimentari e potranno aiutare la ricerca Nestlé a sviluppare nuovi prodotti che abbiano un impatto positivo sulla salute e il benessere”, ha concluso.

“Sicuramente oggi l’iperglicemia post-prandiale viene riconosciuta come importante fattore di rischio cardiovascolare e come possibile fattore ostacolante il buon compenso metabolico nel paziente diabetico”, ha commentato Giuseppe Marelli, coordinatore del Gruppo Alimentazione e Diabete dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD). “La ricerca e lo sviluppo di sostanze naturali che abbiano un impatto positivo sulla riduzione della glicemia post-prandiale rappresenta un ambito di sicuro interesse. Lo studio dei flavonoidi, composti polifenolici metaboliti secondari delle piante, gia noti per le loro proprietà antiossidanti, può aprire la strada all’utilizzo di strategie naturali, eventualmente in associazione alla terapia farmacologia, per il controllo dell’iperglicemia post-prandiale”, ha aggiunto.

FONTE: Saluteeuropa.it => http://www.saluteeuropa.it/index.php/salute_europa/News/
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Scoperta proteina che regola i ritmi alimentari

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Identificata una molecola 'marcatempo' che scandisce il nostro metabolismo, battendo il tempo all'unisono col nostro orologio interno. E' per questo marcatempo metabolico, per esempio, che abbiamo l'impulso a mangiare con regolarita' o che abbiamo bisogno di diverse quantita' di energia in diversi momenti. A scoprirla e' stata l'equipe del professor Paolo Sassone-Corsi della University della California a Irvine: e' l'ingranaggio molecolare che lega il metabolismo al nostro orologio interno.
FONTE: Ansa.it => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-24_124227516.html
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Inghilterra: i medici dovranno essere verificati annualmente

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Tempi duri in Gran Bretagna per i 150 mila medici in attivita'. Presto saranno sottoposti a verifiche annuali di competenza.Il giro di vite e' previsto da un ambizioso progetto di riforma elaborato dal governo e che dovrebbe scattare tra due anni. Tutti i medici dovranno ogni cinque anni fare domanda per il rinnovo della 'licenza' per esercitare. Quelli giudicati carenti o che si rivelano 'incapaci di rimediare alle loro lacune' in base ai controlli annuali non lo otterranno.
FONTE: ANSA.IT => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-23_123232791.html
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Tumore al fegato: positivi primi test su farmaco terapico

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Sono positivi i primi risultati di uno studio su un nuovo farmaco contro il tumore primitivo piu' comune del fegato: l'epatocarcinoma. I risultati hanno coinvolto anche 5 centri italiani. Il farmaco e' il sorafenib, molecola che si era gia' dimostrata attiva contro il tumore del rene e capace di rallentare la crescita del cancro. Nei pazienti con tumore epatico avanzato che hanno ricevuto il sorafenib, la sopravvivenza globale e' aumentata del 44% rispetto a chi ha ricevuto il placebo.
FONTE: ANSA.IT => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-23_123234807.html
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Medicina: ricercatrice italiana premiata in Usa

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Una giovane dottoressa vercellese, Simona Ferraro, di 33 anni, ha vinto il premio Young Investigator Award a Seattle (Usa). La dottoressa, in servizio all'ospedale Maggiore di Novara, e' stata giudicata meritevole per la sua ricerca sui biomarcatori che si incrementano nel sangue durante le malattie cardiovascolari acute. Tra i 10 giovani ricercatori selezionati in tutto il mondo, ha ottenuto il massimo dei voti insieme ad un ricercatore della Washington University.
FONTE: ANSA.IT => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-23_123233230.html

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Tumori al seno: da Milano un cocktail di farmaci per prevenirlo

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Un cocktail di sostanze poco tossiche di origine naturale potrebbe tenere lontano il tumore al seno. La scoperta e' dei ricercatori italiani dell'Irccs MultiMedica di Milano. Lo studio coordinato da Adriana Albini ha utilizzato insieme due sostanze. I due farmaci combinati sono un tri-terpenoide sintetico, derivato da una struttura naturale di un olio essenziale e un rexinoide parente lontano della vitamina A.
FONTE: ANSA.IT => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-23_123233715.html
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24 luglio, 2008

La ricercatrice Elisabetta Dejana scopre la Ve-Caderina, molecola che "indirizza" le cellule del sangue

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Si chiama 'Ve-Caderina' ed e' capace di indirizzare e dirigere le cellule del sangue, come un 'vigile urbano' molecolare. A scoprirlo una ricerca che sara' pubblicata tra alcuni giorni su Nature Biology. La ricercatrice Elisabetta Dejana ha scoperto che la Ve-Caderina ''non solo tiene incollate tra loro le cellule che rivestono le pareti interne dei vasi sanguigni, ma trasferisce loro la 'sensazione' della propria posizione e regola il contatto tra cellula e cellula.
FONTE: ANSA.IT => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-23_123234704.html
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Zanzara tigre: a Parigi un caso di virus Chikungunya

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Un caso di Chikungunya a Parigi potrebbe indicare la presenza della zanzara tigre in Francia al di fuori di Corsica, Var e Costa Azzurra. Ad essere ammalata e' una donna, che abita a Gennevilliers, nella regione parigina, non si e' mai spostata e da inizio luglio accusa i sintomi tipici della malattia. Il ministero della Salute e' prudente e aspetta le controanalisi che la Direzione generale della salute ha affidato al laboratorio Pasteur di Parigi e che saranno rese note nei prossimi giorni.

FONTE: ANSA.IT => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-23_123232481.html
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Muore bimba celiaca di 10 anni, stroncata da attacco respiratorio acuto

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Una bambina celiaca di 10 anni, di Villacidro (Medio Campidano), che stava trascorrendo le vacanze in una colonia estiva ad Arborea (Oristano) è morta ieri notte in Sardegna. In un primo momento si è ritenuto che il decesso potesse essere avvenuto per colpa di un gelato, ma i responsabili della colonia, che conoscevano da anni la bimba, le davano solo cibi privi di glutine e anche il gelato era del tipo realizzato per i celiaci. Inoltre la piccola lo aveva mangiato a merenda, quindi diverse ore prima del malore. E' quasi certa quindi l'esclusione della somministrazione di un cibo sbagliato, il gelato appunto, come motivo della scomparsa.

Gli esperti sottolineano anche che la celiachia non può portare alla morte. "Se il paziente ingerisce accidentalmente del glutine - spiega Umberto Volta, gastroenterologo del centro per celiaci del policlinico Sant'Orsola di Bologna - al massimo può essere colpito da disturbi temporanei, come dolori addominali, vomito e diarrea, che di solito spariscono dopo pochi giorni". In Italia i malati di celachia, patologia che negli ultimi anni ha avuto un aumento dei casi registrati del 10%, sono circa mezzo milione di cui almeno 2/3 sono "celiaci oscuri", cioè con dei disturbi legati al consumo di glutine (mal di pancia, addome gonfio, astenia e remissione di cibo) che spesso sono intermittenti e non vengono diagnosticati. E' una patologia che colpisce prevalentemente in bambini ma negli ultimi anni sono stati numerosi i casi si celachia comparsa in età adulta.

Ieri sera la bambina non aveva cenato, ma ha chiesto solo di poter consumare una bevanda calda. Il malore però è stato fulminante e il dramma si è consumato rapidamente: a nulla è servita la disperata corsa verso la guardia medica. La bambina era arrivata da qualche giorno nella marina di Arborea per trascorrere una vacanza con altri coetanei, come faceva ormai da tre anni.

La piccola è stata accompagnata alla guardia medica e il medico, resosi conto della gravità della situazione, ha chiesto l'intervento di un'ambulanza del 118. Ma quando quando il mezzo è arrivato la bimba era già morta. Il magistrato di turno, su segnalazione dei carabinieri, ha ordinato l'autopsia che verrà eseguita domani mattina.

Dalle prime indagini, è emerso che la piccola soffriva non soltanto di celiachia, ma anche d'asma, e che nelle ultime ore aveva lamentato difficoltà di respirazione. Sarebbe stato quindi un attacco respiratorio acuto a causarne la morte, ma per le certezze sarà necessario attendere poche settimane.

Il sindaco di Villacidro ha dichiarato che la comunità, appresa la notizia, è sconvolta per la scomparsa della bimba, figlia di una famiglia molto conosciuta nel paese, e sono vicini al dolore dei parenti per questa tragica fatalità.
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Che cos'è la "Tanoressia": l’ossessione per l’abbronzatura

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I sintomi della tanoressia? L’eccessiva esposizione al sole, senza precauzioni, a qualunque ora del giorno e qualche volta a prescindere addirittura dalla stagione in corso. Ne soffre, in maniera più o meno blanda, una larga fetta della popolazione mondiale di cultura occidentale e si manifesta con l’ansia della tintarella perfetta, che sia naturale, acquisita con l’esposizione al sole, o artificiale, a suon di lampade e autoabbronzanti.

I danni sono quelli ormai ben noti dell’esposizione incondizionata ai raggi UV, dannosi per la pelle sia a breve che a lungo termine. La cura? Non esiste, a meno che non si riesca a diffondere una corretta cultura dell’esposizione al sole, che stenta tuttavia a decollare in maniera organica. E già il fatto di non riconoscere la dipendenza da tintarella come un vero e proprio disturbo da fronteggiare non aiuta a individuare soluzioni concrete. Se non affidarsi al buon senso di cui ci si augura essere dotati.

FONTE: Benessereblogit => http://www.benessereblog.it/post/1762/
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Tumori: forse un vaccino dalla pianta di tabacco

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Cresce su piante di tabacco un vaccino anticancro personalizzato che ha dato risultati positivi ai primi test. I test sono stati fatti su pazienti con una forma cronica e incurabile di linfoma non-Hodgkin, il linfoma follicolare cellule B. La pianta modificata geneticamente produce una molecola tumorale che attiva il sistema immunitario contro le cellule malate. Lo studio e' stato pubblicato sulla rivista dell'Accademia Americana delle Scienze 'PNAS'.

FONTE: Ansa.it => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-21_121238226.html
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In Inghilterra arriva "I see you", un robot che funziona da medico "in loco"

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Riscuote sempre più interesse l'uso di robot in campo medico. L'ultimo arrivato, chiamato I see U ("Io ti vedo"), lavora già con successo in Canada, permettendo ai pazienti di essere aggiornati sulle loro condizioni cliniche senza dover percorrere tanti chilometri. Il robot, connesso via internet alla scrivania del dottore può sostituire degnamente la sua presenza fisica, di fatto portando in loco il medico remoto, e azzerando così la distanza fisica.

Il programma, attuato in Nuova Scozia vede I see U impiegato al pronto soccorso dell'ospedale di Cape Breton, presidio sprovvisto di staff medico esperto in neurochirurgia. Munito di un ampio display, il robot rende possibile la comunicazione in tempo reale con il medico, il tutto da remoto: ciò permette al neurochirurgo Ivar Mendez, ideatore del progetto, di controllare lo stato di salute dei propri pazienti dal suo studio di Halifax. I see U ha infatti piena autonomia, girando tranquillamente tra le camere dell'ospedale di Cape Breton, distante cinque ore d'auto dallo studio del dottore. Notevoli i vantaggi che ne derivano: la presenza virtuale del medico evita il lungo viaggio e la visita può svolgersi normalmente in streaming web. Non solo: tramite il robot il dottor Mendez può avere uno screening completo delle condizioni del paziente, esaminando test clinici come lastre, analisi del sangue o addirittura seguirne i test motori. La completa mobilità del robot permette anche di raggiungere i pazienti costretti a letto nelle stanze dell'ospedale.

I pazienti, non più costretti ad impiegare tempo ed energie per raggiungere Halifax, sembrano aver accettato di buon grado l'ausilio del nuovo device medico. Entro breve si spera di rendere operativi almeno altri due robot: se i risultati saranno soddisfacenti si ipotizzano già un esercito di roboassistenti.



Quello in Canada non è peraltro il primo progetto di dottore virtuale: già dal 2005 presso l'ospedale di Saint Mary di Londra è presente Sister Mary, uno tra i primi RPR (real presence robot) sperimentati in ambito medico. Il futuro delle cure e delle terapie mediche sembra sempre più legato a quello dell'evoluzione della robotica: le nuove tecnologie un giorno potrebbero permettere non solo di collegare medico e paziente, ma anche di sostituire il medico, garantendo magari un primo soccorso d'emergenza in zone in cui è difficile muoversi o agire.

Ma non è solo all'efficienza medica che si punta: la tecnologia potrebbe essere la chiave di lettura per rendere la permanenza in ospedale meno traumatica possibile, soprattutto per i bambini degenti. Molti ospedali dispongono di veri e propri team di esperti impiegati per alleviare la quotidianità dei piccoli ammalati. A tal proposito fa parlare di sé il concept ideato dal designer brasiliano Bruno Oro. Ha la forma di un orsacchiotto ed il suo nome è Dilus: si propone di essere una guida in grado di facilitare attività di socializzazione, intrattenimento, comunicazione ed anche istruzione fra i pazienti più giovani.

Dotato di tecnologia olografica, un dispositivo di questo genere potrebbe permettere ai bambini di seguire dall'ospedale le lezioni della propria classe, mantenendo, seppur in maniera virtuale, il contatto con i propri compagni di scuola. Inoltre il device permetterebbe di guardare canali TV di educazione e consentirebbe l'interazione con gli altri possessori del technorsetto, instaurando un social network dedicato. Un gadget utile, il cui impiego potrebbe rappresentare una piccola svolta nelle operazioni di ospedalizzazione, alleviando un po' il dolore e lo stress cui i bambini sono sottoposti.

AUTORE : Vincenzo Gentile

FONTE: Punto Informatico.it => http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2366127
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Tumori: sperimentato in Gran Bretagna un nuovo farmaco promettente

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In Gran Bretagna e' stato sperimentato con grande successo un nuovo farmaco contro la forma piu' aggressiva di cancro della prostata. Si chiama abiraterone e sembra in grado di contrastare efficacemente quel tipo di micidiale tumore prolungando di molti anni la vita dei malati. Il medicinale - al centro di uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Oncology - combatte il cancro bloccando gli ormoni che lo alimentano e dovrebbe essere disponibile nel giro di due-tre anni.
FONTE: Ansa.it => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-22_122223476.html
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23 luglio, 2008

Il latte caldo permette di superare l'allergia infantile al latte

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L'allergia al latte puo' essere superata scaldandolo ad alta temperatura, che causa perdita delle proteine causa della reazione allergica. Lo dimostra uno studio di Anna Nowak-Wegrzyn, from Mount Sinai School of Medicine in New York. I pediatri hanno studiato 100 bambini allergici al latte vaccino: per il 75% di loro l'allergia e' risultata superabile scaldando bene il latte.

FONTE: Ansa.it => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-22_122227801.html
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Vicini ad una cura per la talassemia grazie alle staminali

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Passo avanti verso la terapia genica della beta-talassemia: uno studio dimostra come curare la malattia del sangue. La ricerca, pubblicata da ricercatori del San Raffaele-Telethon per la Terapia Genica guidati da Giuliana Ferrari, ha dimostrato nei topi come le cellule staminali del sangue corrette con la terapia genica e reinfuse nell' organismo riescano ad assicurare una normale produzione di globuli rossi, guarendo la malattia.
FONTE: Ansa.it => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-21_121238232.html
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"Circoncisione abusiva", denunciati la madre della vittima e l'autore dell'operazione

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La polizia ha arrestato un nigeriano con l'accusa di aver praticato, senza le necessarie conoscenze mediche, la circoncisione che ha ucciso il piccolo connazionale di 2 mesi. Sono state invece denunciate a piede libero la madre del piccolo e una sua amica, proprietaria della casa in cui si sono svolti i fatti.

L'uomo fermato, di cui non è stata resa nota l'identità, è stato intercettato dagli uomini dalla Squadra mobile di Bari diretta da Luigi Liguori e sottoposto ad un lungo interrogatorio. Secondo la sua versione dei fatti, la madre della vittima gli avrebbe offerto 100 euro per praticare l'intervento. L'operazione è stata praticata all'interno di un appartamento di viale Japigia, nella periferia di Bari, in un contesto privo delle più normali norme igeniche.

Sono state denunciate a piede libero la madre della vittima e la sua amica, proprietaria della casa di viale Japigia: quest'ultima risulta al momento irreperibile.

La ricostruzione. La madre del piccolo, una donna nigeriana di 24 anni, ha portato il figlio a casa dell'amica per far eseguire la circoncisione. L'appartamento in questione, grande circa 20 metri quadrati, secondo i vicini è sempre stato al centro di un continuo viavai di immigrati. Dopo essersi resi conto che qualcosa stava andando storto, il piccolo è stato portato in una vicina farmacia. E' stato proprio il titolare dell'attività a chiamare il 118 intorno alle 4 di notte. La corsa verso il Policlinico di Bari è stata però inutile. Il decesso secondo il referto è stato causato da un arresto cardiocircolatorio causato da una ferita lacero-contusa al glande.

Il precedente. Il 5 giugno a Treviso, un altro bambino nigeriano di appena due mesi, Evidence Obosee Prince Aseh, era morto per un'emorragia causata da una circoncisione. Il bambino era giunto privo di vita all'ospedale Cà Foncello, il giorno dopo l'intervento praticato da una donna nigeriana di 43 anni, indagata per omicidio preterintenzionale, reato per cui sono indagati anche i genitori, ed esercizio abusivo della professione medica. Agli investigatori avrebbe detto di aver praticato molte circoncisioni rituali.

FONTE: Repubblica.it => http://www.repubblica.it/interstitial/interstitial1257074.html
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Estate 2008 e emergenza sangue

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E' emergenza sangue negli ospedali italiani: sono infatti a rischio le attivita' trasfusionali di numerosi ospedali. Con l'Estate, infatti, cresce la domanda ed i donatori non sono sufficienti a coprire i bisogni. A lanciare l'allarme sono le associazioni del settore, le quali fanno presente che ogni settimana, a livello nazionale, mancano almeno 2.000 sacche di sangue per riuscire a far fronte alle esigenze. Per questo partira' domani una campagna di sensibilizzazione.
FONTE: ANSA.IT => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-22_122229098.html
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Tumori: 2 milioni di italiani coinvolti, ogni anno si ammalano 300mila persone ma il 50% guarisce

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Sono 1,6 milioni, e nel giro di pochi anni raggiungeranno i 2 milioni, gli italiani che si sono confrontati con il cancro.'Alla malattia si sopravvive sempre di piu' ed e' necessario pensare a politiche mirate, a partire dallo stop alle discriminazioni ancora esistenti verso queste persone.Ogni anno si ammalano di cancro in Italia circa 300.000 persone, ma oggi il 50% guarisce'. A dirlo e' Francesco Cognetti, responsabile dell'Oncologia medica all'ospedale Regina Elena di Roma.
FONTE: ANSA.IT => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-22_122226179.html
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22 luglio, 2008

Cervello: scoperti neuroni riposo

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Scoperti i ''neuroni del riposo'', cellule della corteccia cerebrale inaspettatamente accese durante il sonno profondo. Thomas Kilduff, che ha condotto lo studio presso la divisione di Bioscienze del Menlo Park in California dice:''I neuroni accesi durante il sonno, chiamati nNOS, potrebbero avere un ruolo importante nel recupero di funzioni mentali che vengono rigenerate durante il sonno profondo''. La scoperta potrebbe dunque essere rilevante nella cura dell'insonnia.
FONTE: Ansa.it => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-21_121238241.html
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Gran Bretagna: per i medici arriva iStan, un manichino che simula le crisi del paziente

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Per gli studenti in medicina in Gb arriva iStan, un manichino su cui potranno esercitarsi: puo' sanguinare, vomitare, simulare un infarto. Creato dall'ateneo di Portsmouth e una ditta Usa, replica l'anatomia dell'uomo, dallo scheletro alle pupille, queste ultime in grado di dilatarsi e contrarsi.

Al costo di 40.000 sterline per esemplare, iStan puo' sudare, farsi venire la pelle d'oca, soffrire di un collasso polmonare, le sue budella emettono rumori realistici, e senza dubbio rappresentera' un importante mezzo simulativo per insegnare ai giovani medici come intervenire in caso di crisi del paziente.

FONTE: Ansa.it => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-21_121236073.html
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Tumori: secondo il rapporto 2008 Airtum in crescita casi tra i bambini

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Il numero dei tumori infantili in Italia e' cresciuto negli ultimi anni ed e' destinato a crescere ancora. Si stima anche ad un tasso piu' alto di quello registrato in Europa e negli Stati Uniti. E' quanto emerge dal Rapporto 2008 sui tumori infantili, pubblicato dall'Airtum, l'Associazione Italiana Registri Tumori. Il numero dei casi di tumore e' destinato a crescere del 18% entro il 2015. Migliore, invece, la situazione per gli adolescenti.

FONTE: Ansa.it => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-21_121231821.html
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Fertilità: dieta influenza la fecondita' di uomo e donna

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Per fare piu' figli e restare fecondi piu' a lungo gli uomini hanno bisogno di carboidrati e le donne di carne. Secondo una ricerca australiana, le diverse diete possono influenzare fortemente la longevita' e il successo riproduttivo in tutto il mondo animale, esseri umani compresi, e hanno diversi effetti sui maschi e sulle femmine. Lo studio, pubblicato sulla rivista Current Biology e' stato condotto dal prof. Alexei Maklakov ma non nell'uomo, solo su di una specie di grilli neri.

FONTE: Ansa.it => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-22_122222974.html
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Letti d'ospedale intelligenti aiuteranno diagnosi del paziente

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Al via la sperimentazione di letti d’ospedale di nuova generazione in grado di dare l’allarme se il paziente è in difficoltà o le sue condizioni precipitano. L’annuncio arriva dall’agenzia Health Data Management.

In due grandi strutture ospedaliere della Pennsylvania parte la sperimentazione in corsia dei LifeBed, letti d’ospedale ‘intelligenti’ in grado di avvertire lo staff sanitario se il paziente ha problemi respiratori o cardiaci. Il tutto con sensori a distanza che funzionano anche attraverso lenzuola e coperte o vestiti. I sensori sono in grado di segnalare anche se il paziente tenta di alzarsi da solo dal letto (in questo caso oltre al messaggio allo staff si avvia un messaggio registrato rivolto al paziente stesso). Il vantaggio dei LifeBed? Costano drasticamente meno delle apparecchiature di monitoraggio utilizzate ora nei reparti di Terapia Intensiva.

FONTE: Pensiero.it => http://www.pensiero.it/news/news.asp?IDnews=653
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Melanoma: funziona terapia a lungo termine con interferone alfa2b

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Secondo i risultati di uno studio randomizzato di fase III pubblicato lo scorso 11 luglio sul Lancet, il trattamento a lungo termine con peginterferone alfa-2b dei pazienti con melanoma in stadio III ha un impatto significativo e duraturo sulla sopravvivenza libera da recidiva (relapse-free survival, RFS). Lo studio Adjuvant Therapy with Pegylated Interferon Alfa-2b Versus Observation in Resected Stage III Melanoma: Final Results of EORTC 18991, a Randomized Phase III Trial, coordinato dall’European Organisation for the Research and Treatment of Cancer (EORTC) con l’oncologo olandese Alexander Eggermont, dell’Erasmus University Medical Center di Rotterdam, è stato il più grande studio in adiuvante con esito positivo mai condotto su pazienti affetti da melanoma in stadio III.

“La terapia a lungo termine con interferone pegilato dei pazienti con melanoma in stadio III ha avuto un impatto significativo e duraturo sulla sopravvivenza libera da recidiva – ha dichiarato il prof. Eggermont, coordinatore dello studio e direttore del Dipartimento di oncologia chirurgica all’Erasmus University Medical Center di Rotterdam, Olanda.

Tra i risultati più significativi che emergono dallo studio, dopo una mediana di 3,8 anni di follow-up, il rischio di recidiva o decesso è apparso ridotto del 18%[rischio relativo (RR) 0,82; intervallo di confidenza (IC) al 95% 0,71-0,96; p=0,01] nel braccio peginterferone alfa-2b in confronto alla semplice osservazione. L’RFS a quattro anni è stata del 46% nel gruppo in trattamento attivo contro il 39% nel gruppo di controllo.

“Il melanoma è considerato il cancro della cute a più elevata letalità, nonché uno dei più difficili da trattare - ha commentato Robert J. Spiegel, chief medical officer e vice president dello Schering-Plough Research Institute - I risultati di questo studio rappresentano una tappa importante nello sviluppo basato sull’evidenza di migliori opzioni terapeutiche per i pazienti”.

Al momento, peginterferone alfa-2b non è comunque approvato per il trattamento del melanoma negli Stati Uniti né nell’Unione Europea.

L’interferone è una proteina sintetizzata naturalmente dai globuli bianchi per aiutare il sistema immunitario a combattere alcune infezioni virali e inibire la crescita di particolari tumori maligni. L’interferone alfa-2b “PEGilato” è una forma di interferone a più lunga durata d’azione ottenuta unendo alla molecola di interferone alfa una molecola inerte di glicole polietilenico (PEG). Questa modifica accresce le dimensioni molecolari dell’interferone e ne rallenta la velocità di eliminazione da parte dell’organismo, permettendo di ridurre la frequenza delle sue somministrazioni rispetto a quelle richieste dall’interferone standard.

FONTE: Saluteeuropa.it => http://www.saluteeuropa.it/index.php/salute_europa/News/Melanoma_la_terapia_a_lungo_termine_con_peginterferone_alfa-2b_ottiene_un_risultato_significativo_e_duraturo_sulla_sopravvivenza_libera_da_recidiva
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21 luglio, 2008

Frosinone: paziente aggredisce medici e infermieri

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Tragedia sfiorata la notte scorsa in una clinica privata della Ciociaria. Un paziente poco prima delle 2, pare armato di bastone, ha iniziato ad aggredire gli altri degenti e il personale medico ed infermieristico. Momenti di terrore quando l’uomo è riuscito a ferire tre persone: due sono ora ricoverate presso l’ospedale di Frosinone, un’altra, colpita con forza alla testa, è stata trasferita al policlinico Umberto I di Roma. Al momento non è dato sapere se si tratti di un paziente o di un componente del personale interno alla clinica.

Maggiori dettagli verranno forniti nel corso della mattinata dai carabinieri del comando provinciale di Frosinone. L’aggressore è stato bloccato con una camicia di forza e sottoposto ad un trattamento sanitario obbligatorio.Ha 84 anni l’anziano che la scorsa notte, in una clinica privata di Veroli, ha colpito con un’asta di ferro una paziente ricoverata insieme a lui nel padiglione Rsa, quasi riducendola in fin di vita, e ha poi colpito due elementi del personale interno alla struttura. In base a una prima ricostruzione fatta dai carabinieri, l’uomo si è svegliato e come impazzito ha iniziato a colpire tutti coloro che incontrava sul suo cammino. Con l’asta di ferro ha mandato in frantumi anche una vetrata dell’impianto antincendio e distrutto tre porte. Per bloccarlo è stata necessaria la camicia di forza.

FONTE: Lastampa.it => http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200807articoli/34973girata.asp
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Sesso: libido uomo e' cieca

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Il calo della libido maschile non dipende dall'aspetto dell'altro sesso, per aumentare i livelli di testosterone basta la presenza di una donna, bella o brutta che sia. Questa è la conclusione di uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell'Università olandese di Groningen. I dettali sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Hormones and Behaviour (Luglio 2008). I ricercatori olandesi, dopo aver analizzato 63 ragazzi con un'età compresa tra 21 e 25 anni, sono arrivati alla conclusione che la libido maschile è cieca in quanto per far alzare il livello di testosterone basta la vicinanza di una donna.
I giovani assoldati per l'esperimento erano ignari dello studio che si stava per compiere, questo per evitare che i dati potessero essere falsati. A turno, i volontari dovevano aspettare in una stanza dove oltre a loro c'era solo una donna che non avevano mai visto prima. Successivamente, i giovani venivano chiamati in una seconda stanza dove i ricercatori prelevavano un campione di saliva dei volontari. Grazie all'analisi della saliva, che consente di misurare i livelli degli ormoni maschili, i ricercatori hanno potuto constatare che già dopo cinque minuti i livelli di testosterone aumentavano mediamente dell'8 per cento.
Oltre alle analisi chimiche i ricercatori ponevano alcune domande ai volontari, per esempio se ritenevano attraente la donna che si trovava nell'altra stanza. Incrociando le informazioni ottenute tramite le domande con i dati ricavati dalle analisi chimiche, si è costatato che il loro giudizio estetico non era direttamente legato all'aumento del testosterone.
Gli esperti spiegano che questa reazione dell'uomo è inconscia, reagisce istintivamente predisponendo l'organismo ad una possibile opportunità di accoppiamento. Per verificare un'eventuale crescita ormonale non c'è bisogno dell'analisi della saliva, ci sono alcuni cambiamenti nell'atteggiamento che si innescano nell'uomo in presenza di una donna: raddrizza le spalle, assume una posizione eretta e gesticola molto con la mani.

FONTE: UNIVERSIONLINE.IT => http://www.universonline.it/_sessoesalute/sesso/08_07_21_a.php
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Diabete: in Italia sta per partire una sperimentazione per prevenirlo

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Il diabete di tipo I, o giovanile, quello che richiede l'iniezione di insulina più volte al giorno, può essere prevenuto? Per ora no, ma in un giorno non lomtano la risposta potrebbe cambiare. Lo spiega in un'intervista video il dottor Rocco Pastore, diabetologo dell'Ospedale San Raffaele, di Milnao, «Entro pochi mesi dovrebbe partire anche in Italia una sperimentazione rivolta a scongiurare l'insorgenza di questa malattia nei familiari di persone che ne sono già affette». Lo studio prevede essenzialmente due fasi. nella prima si cercheranno nel sangue dei familiari dei diabetici determinati anticorpi, diretti contro il pancreas. A quelli cui saranno trovati verrà proposta una terapia a base di insulina per bocca mirata a «desensibilizzarli».

FONTE: Corriere.it => http://www.corriere.it/salute/08_luglio_18/video_diabete_prevenzione_e88f0680-54c3-11dd-92de-00144f02aabc.shtml
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Stile di vita altera Dna dei figli

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Lo stile di vita, lo stress, il fumo, lo sport e qualsiasi altro fattore esterno sono in grado di alterare il il Dna di figli e nipoti. Da recenti ricerche e' emerso infatti che il Dna non e' poi un qualcosa di robusto e impermeabile come in genere si e' finora creduto ma e' influenzato, almeno in certi meccanismi di funzionamento, dalle esperienze e i comportamenti di ciascuna generazione. Sulla base di queste ricerche e' nata nel mondo angloamericano una nuova scienza: l'epigenetica.

FONTE: ANSA.IT => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-20_120246926.html
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20 luglio, 2008

HIV: Usa bloccano test vaccino

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E' stato bloccato negli Stati Uniti un piano nazionale che avrebbe dovuto cominciare a testare sugli uomini un vaccino contro l'Hiv. Gli scienziati americani che da anni lavorano al vaccino contro l'Aids hanno bloccato il progetto, perche' gli effetti della sua interazione con il sistema immunitario dell'uomo non sarebbero ancora del tutto conosciuti. Visti i fallimenti degli altri Paesi, gli studiosi americani vogliono essere sicuri della sua efficacia prima di produrlo in quantita'.

FONTE: Ansa.it => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-19_119249276.html
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Medicina: creati vasi sanguigni "ex novo" che possono essere applicati contro gravi emorragie

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Creati vasi sanguigni umani a partire da due tipi di cellule progenitrici prelevate dal sangue e dal midollo osseo di adulti. Lo riferisce la rivista Circulation Research: Journal of the American Heart Association. Il traguardo si deve a Joyce Bischoff della Harvard Medical School e dell'Ospedale Pediatrico di Boston. La loro idea e' di utilizzare questa 'fabbrica di vasi sanguigni' per le emergenze, ad esempio per far fronte a gravi emorragie.

FONTE: Ansa.it => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-18_118253973.html
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Cervello: studio conferma "uomini e donne? ragionano in modo opposto"

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Il cervello maschile e quello femminile hanno architetture agli antipodi, ragionano in maniera totalmente opposta. Lo confermano nuovi studi nordamericani riportati sull'ultimo numero della rivista britannica 'New Scientist': le donne hanno un'organizzazione cerebrale che le rende piu' brave a prendere decisioni e a concentrarsi maggiormente sulle emozioni. Gli uomini invece sono piu' indirizzati dalla loro stessa materia grigia verso il sesso e l'azione.

FONTE: Ansa.it => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-18_118244427.html
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I dieci cibi che non devono mancare mai a tavola

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Alcuni sono proprio delle ricercatezze, altri delle rarità, altri ancora confesso di non averli mai sentiti nominare, ma il nutrizionista Johnny Bowden, su Abc News, giura che questi cibi sono dei veri toccasana per la salute e non dovrebbero mai mancare sulle nostre tavole.

Al primo posto della top ten, medaglia d’oro della salubrità, le barbabietole, ottimo strumento di combattimento alle malattie cardiache e potenti anticancerogeni; al secondo il cavolo, anch’esso ricco di enzimi che aiutano nella lotta contro i tumori; al terzo posto il guava, frutto tropicale considerato un antiossidante naturale e ricco di sostanze benefiche contro l’insorgenza del cancro alla prostata.

Scesi dal podio, troviamo la bieta con i suoi carotenoidi che proteggono la retina dall’invecchiamento cellulare; la cannella, che tiene a bada gli zuccheri nel sangue; la portulaca, comunemente considerata una pianta infestante, che invece contiene omega 3 e melatonina in grandi quantità. Al settimo poso il succo di melagrana, ricco di vitamina C e capace di abbassare la pressione; all’ottavo le bacche di Goji, antiossidanti e in grado di diminuire la resistenza all’insulina tenendo sotto controllo il diabete. Quindi le prugne secche, antiossidanti e antitumore, e infine i semi di zucca, ricchi di magnesio che ‘allunga la vita’.

FONTE: Gustoblog.it => http://www.gustoblog.it/categoria/mangiare-informati
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Acne: svelata la sua vera natura di malattia

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Colpisce l’80% dei giovani, soprattutto le donne, ma si diffonde sempre più anche tra i grandi di 30 anni e anche più. Si tratta dell’acne, sempre meno un semplice problema estetico ma una vera e propria malattia che deve quindi essere trattato con farmaci antinfiammatori. Lo hanno sottolineato i dermatologi italiani al 4° Congresso Nazionale Congiunto ADOI- SIDeMaST di Napoli.

Fino a oggi l’acne è sempre stato ritenuto un problema estetico causato dall’ostruzione di una ghiandola sebacea. I processi infiammatori venivano considerati una semplice conseguenza del problema, causata dai batteri, e non la causa. Il che ha sempre portato a una cura con farmaci diversi da quelli con un efficacia antinfiammatoria. Oggi invece sappiamo che le persone con l’acne hanno spesso un predisposizione genetica a sviluppare vivaci processi infiammatori e per curare con successo la malattia dobbiamo intervenire con farmaci disinfiammanti.

Novità anche sul fronte del trattamento delle cicatrici derivanti dall’acne. Se è lieve-moderata, oltre che con i classici peeling chimici, da qualche mese si può intervenire con il needling, una nuova tecnica in arrivo dal Sud Africa e praticata da pochi mesi in Italia solo in alcuni centri specializzati. Prevede l’utilizzo di un bastoncino alla cui sommità è collocata un rullo con circa 200 microaghi lunghi poco più di 1 mm. Il paziente è sottoposto a una lieve anestesia locale, e il rullo vien passato più volta sulla zona da trattare. L’infissione di questi microaghi crea migliaia di microfori che favoriscono la produzione di nuovo collagene e quindi l’eliminazione o la forte attenuazione della cicatrice.
Nei casi più gravi, l’unica soluzione resta invece quella della dermoabrasione, tramite tecniche di chirurgia plastica che prevedono la rimozione di diversi starti di pelle. Si tratta purtroppo di una tecnica piuttosto invasiva con un decorso piuttosto lungo di circa tre settimane.

AUTRICE: Roberta Camisasca
FONTE: Sanihelp.it => http://www.sanihelp.it/news/scheda/7718.html
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19 luglio, 2008

Gioco d'azzardo o shopping compulsivo? E' colpa della corteccia orbitofrontale

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Shopping compulsivo e mania del gioco d'azzardo dipenderebbero da una disfunzione della corteccia orbitofrontale, situata dietro gli occhi. Lo rivela uno studio di Samuel Chamberlain dell'Universita' di Cambridge, pubblicato sulla rivista 'Science': la corteccia orbitofrontale, infatti, funziona meno nelle persone affette da ossessivo-compulsivo, un problema psichiatrico complesso che interessa dal 2 al 3% della popolazione mondiale.
FONTE: Ansa.it => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-18_118243222.html
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Bari, morto il neonato senza reni "conteso" tra medici e genitori

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Il bimbo nato senza reni è morto la scorsa notte. Davide, nato a Foggia il 28 aprile, aveva una malattia rarissima, la sindrome di Potter, a causa della quale non aveva reni e ureteri. Era ricoverato all'ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale del Policlino di Bari.

La nascita. Appena nato, agli Ospedali Riuniti di Foggia, i medici avevano ammesso che per il piccolo non c'erano speranze. Dopo qualche giorno il bambino aveva iniziato a respirare da solo e il primario del reparto di Neonatologia del nosocomio foggiano aveva stabilito che poteva essere "giuridicamente" trasferito in un centro specializzato.

La patria potestà. I genitori di Davide, Maria Rita, 33 anni, e Massimo di 38, che hanno altri due bambini, avevano chiesto tempo per prendere una decisione, ma i carabinieri li hanno informati che non avevano più la patria potestà, affidata al primario di Neonatologia, che ha deciso di trasferire il piccolo all'ospedale pediatrico barese per sottoporlo a dialisi.

Il 31 maggio il Tribunale dei Minorenni di Bari aveva riaffidato la patria potestà ai genitori, stabilendo che dovevano continuare a tenere in cura il bambino. Nonostante la rarissima malattia, giudicata dai testi medici incompatibile con la vita, il piccolo Davide stava reagendo benissimo alle cure meravigliando gli stessi sanitari. La scorsa notte, però, il piccolo ha smesso di lottare.

L'avvocato della famiglia, Michele Vaira, che ha assistito i genitori nella vicenda processuale che portò a riottenere la patria potestà, ha detto che anche se si aspettavano la morte del piccolo, il papà e la mamma sono rimasti molto colpiti e non hanno voluto parlare con nessuno. Neppure con lui: "Li ho chiamati al telefono, ma subito dopo hanno chiuso la conversazione. Non se la sentivano di continuare".

FONTE: Repubblica.it => http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/
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Reggio Calabria, paziente muore per infezione: "I ferri non erano sterilizzati"

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Era entrato in ospedale per un ematoma alla testa, ma è morto a seguito di un'infezione dovuta alla mancata sterilizzazione di alcuni ferri operatori. Questa l'ipotesi che avevano fatto i familiari di Francesco Ficara, un autotrasportatore reggino deceduto nei giorni scorsi presso l'ospedale Riuniti di Reggio Calabria a seguito di una infezione rivelatasi fatale, che avrebbe contratto proprio nel corso dell'intervento, secondo la denuncia presentata alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria.

Intanto, la direzione sanitaria del nosocomio reggino ha emesso un comunicato ufficiale per chiarire la situazione: nella nota diffusa dall'azienda sanitaria si legge che "sarà riaperta nei primi giorni della prossima settimana la sala operatoria del reparto di neurochirurgia, chiusa per alcuni casi di infezione".

Ma da parte delle stessa direzione sanitaria c'è anche un'ammissione di colpa, infatti la nota prosegue: "Gli episodi accertati di infezione, dovuti a uno strumento che è stato definitivamente messo da parte e sostituito con uno nuovo, riguardano sette pazienti: uno è morto, quattro sono tuttora degenti e sono in via di guarigione e due sono guariti e sono stati dimessi". La Direzione sanitaria ha reso noto che dopo avere immediatamente provveduto alla chiusura della sala operatoria, "è stata svolta un'attività che ha consentito l'individuazione dell'agente infettante".

Per quanto riguarda il caso del paziente deceduto, la direzione sanitaria ha poi precisato che l'uomo, "affetto da severe patologie concomitanti, è stato più volte dimesso su sua richiesta e contro il parere dei sanitari, ma questo non coincide con quanto dichiarato dai familiari del defunto".

Le condizioni cliniche del paziente e della ferita chirurgica - dice ancora la nota della direzione sanitaria - sono state valutate al domicilio del paziente da uno specialsta neurochirurgo e l'esame microbiologico della ferita, effettuato l'8 luglio scorso, non ha presentato segni di infezione.

FONTE: Ilquotidiano.net => http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2008/07/18/105567-paziente_muore_infezione.shtml
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Tumori: nuovo farmaco per tiroide

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Promettenti i primi risultati di uno studio internazionale che ha dimostrato l'efficacia di una molecola contro il tumore della tiroide. Si tratta del motesanib difosfato. Alla ricerca, pubblicata sul New England Journal of Medicine, ha partecipato anche Lisa Licitra, ricercatrice dell'Istituto nazionale dei tumori di Milano (Int) e unica italiana nel team di esperti. Lo studio e' stato condotto dai ricercatori guidati da Steven Sherman, dell'M.D. Anderson Cancer Center di Houston (Texas).

FONTE: Ansa.it => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-07-17_117229818.html
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Le facoltà scientifiche permettono un più rapido inserimento nel mondo del lavoro?

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A Milano sono stati presentati i dati raccolti dalla Camera di commercio, che hanno esaminato la situazione universitaria lombarda, riscontrando alcuni aspetti critici come il calo dei laureati, che da 48.713 nel 2005 sono passati a 45.473 nel 2006 e l'aumento dell'età media dei 'dottori'; 24,3 anni per le triennali e 25,3 per le specialistiche, con un 23% degli iscritti che abbandona l'università nei primi due anni di frequenza.

Il presidente di Formaper, azienda speciale della Camera di commercio che ha realizzato la ricerca, Renato Borghi, spiega che "C'è una domanda non corrisposta di laureati nelle materie scientifiche. Occorre saper valorizzare appieno le risorse umane di elevato profilo presenti nel nostro territorio".

I più richiesti dal mercato del lavoro lombardo sono gli studenti di materie scientifiche, Ingegneria, economia, chimica e matematica, che rappresentano il 23,8% dei 46mila 'dottori' nel 2006. Per ogni 10 domande di ingegneri o statistici ci sono solo 3 laureati disponibili.

Il dato nuovo che emerge dallo studio è che anche i neolaureati che a Milano hanno scelto studi più a rischio, come scienze politiche, lettere o scienze della formazione, riescono a trovare un'impiego, anche se meno remunerativo, precario e spesso non in linea con le aspettative.
All'opposto si pone la facoltà di giurisprudenza che sforna dopo il tirocinio mille nuovi avvocati all'anno che si aggiungono ai 13mila giuristi nella sola provincia di Milano, in un sistema che ha da tempo esaurito le capacita' di assorbimento.

Lo studio presentato ha anche fotografato la situazione dei laureati triennali; secondo lo studio quasi un triennalista su due non continua gli studi, e viene subito assorbito nel mondo del lavoro. Il 73,2% viene calamitato dalle imprese, il 24,7% dalla pubblica amministrazione e solo il 2,1% dal terzo settore non imprenditoriale ma contratti di lavoro a tempo indeterminato vengono concessi solo al 17,3% dei neolaureati.

Alberto Meomartini, consigliere incaricato per Scuola e Università Assolombarda e presidente di Snam Rete Gas, spiega che "Il sistema occupazionale italiano tende a professionalizzarsi sempre di più" e che "Le imprese devono far sì che anche il laureato triennale sappia che ha diverse prospettive di carriera".

FONTE: Molecularlab.it => http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=6178
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SENTIERI DELLA MEDICINA

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