AFORISMA DEL GIORNO

30 giugno, 2008

Gran Bretagna, arriva la sigaretta elettronica

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Nell'Inghilterra 'no smoking', dopo l'introduzione del divieto di fumo in tutti i locali aperti al pubblico il 30 giugno 2007, fa la sua comparsa la sigaretta elettronica. Una bionda del tutto particolare, senza tabacco ne' combustione ne' cenere. Delle sigarette ha lo stesso sapore, ma non puzza. E' un invenzione targata Gb, battezzata SuperSmoker Ultimo -si legge sull'Independent'- e pensata per gli irriducibili che proprio non ce la fanno a smettere e sono costretti a uscire di continuo da pub e ristoranti, per fare qualche tiro. Portandosi il marchingegno alle labbra, si dribblano i divieti e si rischia meno la salute. Senza nuvole di fumo, non si infastidiscono i vicini di tavolo. La sigaretta elettronica e' costituita da un microchip e da un liquido che, quando viene portata alla labbra e aspirata, si trasforma in un vapore privo di odore, ma con lo stesso 'gusto' di una normale bionda grazie all'aiuto di altri ingredienti, spiega sul sito l'azienda produttrice. La dose di nicotina e' inferiore, circa un sesto. SuperSmoker, dotata di batteria ricaricabile, funziona a cartucce: ognuna racchiude l'equivalente di un pacchetto. Gli inventori, insomma, hanno pensato proprio a tutto, compreso il fatto che quando si aspira, l'estremita', normalmente grigia, si accende del tipico color rosso delle bionde. Ma non sviluppandosi combustione, non c'e' bisogno di posacenere. Il marchingegno si spegne da solo, quando si e' inalato l'equivalente di una sigaretta. In questo modo, pub, ristoranti e tutti gli altri luoghi 'no smoking' non sarebbero piu' off limit. L'accoglienza dei fumatori, pero' -prosegue l'Independent- e' al momento tiepida. SuperSmoker ha fatto la sua comparsa in diversi bar, alle labbra di accaniti viziosi che non rinunciano a qualche tiro dopo il caffe' o sorseggiando una birra, fra la curiosita' degli altri clienti. Qualcuno scatta una foto con il telefonino alla sigaretta elettronica. Ma nessuno chiede di spegnerla o di andar fuori al fumatore, che non rischia alcuna multa e non infrange alcun divieto. Secondo l'azienda produttrice, in questo si risparmierebbe anche. Il prodotto costa 79 sterline, ma poi si spendono 7,95 sterline per una ricarica da sei, circa 120 tiri, l'equivalente di 15 sigarette classiche. Se proprio non si riesce a smettere.
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Sessualità: in Italia una coppia su cinque e' infertile

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Circa il 15% delle coppie italiane, cioe' una su cinque, ha problemi di fertilita' riconducibili nel 40% dei casi a patologie maschili. Malattie che in gran parte possono essere prevenute con visite andrologiche nella prima infanzia o nell'adolescenza. Lo specialista di riferimento per il maschio e' l'andrologo, eppure quando una coppia ha problemi di infertilita' si rivolge in prima battuta al ginecologo. Lo ricorda la Commissione fertilita' e procreazione medicalmente assistita per i rapporti istituzionali della Sia (Societa' italiana di andrologia), riunitasi a Roma per delineare il suo programma di intervento e i punti centrali su cui concentrera' la sua attivita', in collaborazione con il ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, l'Istituto superiore di sanita' e gli assessorati regionali alla Salute.

"La Legge 40, che avrebbe dovuto portare ordine nella situazione confusa della cura dell'infertilita' in Italia, su questo punto ha fatto chiarezza solo in parte -affermano gli esperti in una nota- Se attraverso le Linee guida ministeriali, infatti, si assegnano all'andrologo funzioni rilevanti, la stesura delle Linee guida regionali per la definizione dei requisiti minimi strutturali, organizzativi e professionali dei Centri specializzati non ha sempre previsto l'inserimento vincolante di questa figura professionale".

Da qui la necessita' di un riconoscimento nazionale del ruolo dell'andrologo nella diagnosi e nella terapia dell'infertilita' di coppia, scrive la Sia. "Nella pratica clinica, per motivi di ordine culturale, spesso la coppia infertile si rivolge prevalentemente all'ostetrico-ginecologo, figura competente a diagnosticare e trattare l'infertilita' femminile -osserva Giancarlo Morrone, coordinatore della Commissione e responsabile Unita' di andrologia e fisiopatologia della riproduzione dell'Azienda ospedaliera di Cosenza- In cio', tuttavia, si annida il rischio di una sottovalutazione delle problematiche maschili che invece, se correttamente diagnosticate e trattate, consentono spesso di risolvere il problema nel modo piu' naturale possibile".

Non sempre e' necessario ricorrere alle tecniche di procreazione assistita: piu' della meta' dei casi di infertilita', assicurano gli esperti Sia, puo' essere risolto con un approccio graduale, ricorrendo a terapie mediche o chirurgiche con una significativa riduzione del ricorso a trattamenti complessi e costosi. "L'entrata in vigore della legge 40 ha avuto un notevole impatto sull'attivita' della procreazione medicalmente assistita in Italia, soprattutto nei casi di infertilita' maschile grave -continua Morrone- Infatti, se da una parte la legge e' servita a regolamentare il settore, dall'altra i dati ufficiali Iss evidenziano nel 2005 una significativa diminuzione delle gravidanze rispetto al 2003, pari al 3,6%, nonostante siano almeno 60 mila le coppie italiane che si rivolgono ogni anno alle strutture sanitarie per diagnosi e cura dell'infertilita'".

"Stime recenti valutano che il 33% circa delle coppie italiane si trasferisce all'estero alla ricerca di una soluzione -spiega Rocco Rago, coordinatore della Commissione- La Commissione fertilita' si pone quale obiettivo principale quello di garantire a tutte le coppie l'equita' di accesso alle tecniche di procreazione assistita in tutta Italia, riducendo cosi' il turismo procreativo nazionale ed internazionale", sottolinea Rago.

Pur riconoscendo alle attuali Linee guida importanti innovazioni, la Commissione fertilita' e procreazione medicalmente assistita per i rapporti istituzionali della Sia lavorera' per "rafforzare la campagna di informazione sul ruolo centrale dell'andrologo nella diagnosi e terapia del maschio infertile; valorizzare il ruolo di questo specialista nei centri di Pma; uniformare la figura dell'andrologo nei differenti regolamenti regionali sulla base delle Linee guida nazionali. Ma anche ovviare al divieto di crioconservazione degli embrioni, migliorando le tecniche di crioconservazione e scongelamento degli ovociti; e, infine, garantire alle coppie equita' di accesso ai trattamenti in termini di competenze professionali e sicurezza, colmando il divario attualmente esistente tra le diverse regioni".

La Commissione fertilita' e procreazione medicalmente assistita e' costituita da Coordinatori: Giancarlo Morrone, responsabile Uos di andrologia e fisiopatologia della riproduzione Azienda ospedaliera di Cosenza; Rocco Rago, responsabile Uos di andrologia e fisiopatologia della riproduzione ospedale Santa Maria Goretti di Latina.

Membri: Giorgio Franco, associato del Dipartimento di urologia del Policlinico Umberto I di Roma; Ermanno Greco, direttore Centro di medicina e biologia della riproduzione presso l'European Hospital di Roma; Giulietta Micara, biologa del Policlinico Umberto I, Servizio di Pma, Roma; Chiara Simonelli, associato presso la Facolta' di psicologia 1 dell'Universita' La Sapienza di Roma; Maria Nicotra, Policlinico Umberto I Universita' di Roma La Sapienza, Servizio speciale Sterilita' coniugale.

FONTE: Aduc Salute => http://www.aduc.it/dyn/salute/noti.php?id=224991
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Fecondazione assistita. Ricerca Artes: coppie italiane scappano all'estero per sfuggire a legge 40

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La voglia di avere un figlio e' piu' forte di qualsiasi crisi. Aumentano i prezzi e la vita costa sempre di piu'. Una crisi che si riflette sulle scelte degli italiani. Solo un quarto di loro, infatti, decide di partire per le vacanze estive. Ma per chi ha problemi di fertilita' la tendenza e' inversa. Sono ben il 54% delle coppie che emigrano per avere un bambino, infatti, a farlo proprio nel periodo estivo. E' quanto emerge da uno studio del Centro Artes di Torino (struttura medica specializzata nella diagnosi e nel trattamento della sterilita' di coppia, nella riproduzione assistita e nella chirurgia endoscopica), che ha monitorato un panel di 3.000 coppie internaute e incrociato i dati emersi dalle ultime ricerche sul tema. Mentre il turismo estivo cala vertiginosamente (come emerge da un'indagine dell'Adoc - Associazione per la Difesa e l'Orientamento dei consumatori), a causa del caro carburanti, dell'aumento degli affitti e dei servizi, cresce a dismisura il Turismo Procreativo. Si tratta di una metafora amara per descrivere i viaggi ormai sempre piu' frequenti di coppie italiane all'estero per affidarsi a tecniche riproduttive, proibite in Italia dalla legge 40, come il congelamento degli embrioni, la fecondazione di un numero non limitato di ovociti in coltura, la fecondazione eterologa e la diagnosi preimpianto. "Le coppie italiane scappano all'estero soprattutto nel periodo estivo - sottolinea Alessandro Di Gregorio, Direttore del Centro Artes che opera nel campo della Fecondazione Assistita dal 1982 - E' proprio in estate che i problemi di fertilita' diventano piu' acuti, ma principalmente si tratta dell'unico periodo dell'anno nel quale queste coppie possono allontanarsi dal lavoro senza problemi, in molti casi rinunciando alle vacanze e pagando il loro viaggio a caro prezzo". Nel 2006 il turismo procreativo e' cresciuto del 200%. E', infatti, quadruplicato il numero delle coppie che, con la speranza di concepire un figlio, si sono recate all'estero dopo l'approvazione della Legge 40 del 19 Febbraio 2004 sulla procreazione assistita. Prima dell'approvazione della legge erano 1066 e nel 2006 sono state 4.173. Un trend che non ha accennato a scendere nel 2007. Piu' della meta' delle coppie che emigrano per avere un bambino, lo fanno proprio nel periodo estivo (54%). Nell'ultimo anno, infine, ben il 25% delle strutture straniere ha aperto sui propri siti internet pagine in lingua italiana. "Si tratta di dati preoccupanti - spiega il dott. Di Gregorio - ma e' l'inevitabile epilogo di una situazione degenerata alla base.
La Legge 40 blocca di fatto lo sviluppo della medicina ed impedisce alle coppie che trovano difficolta' nel concepimento di sognare, di sperare ancora. Allora emigrano all'estero, spendendo molti soldi e rischiando di finire in centri poco professionali".
Meta preferita e' la Spagna dove e' attivo un fiorente mercato di gameti, peraltro a pagamento. Le coppie che vi si recano sono passate da 60 (prima della Legge 40) a 1.365. La Svizzera viene preferita dal 32% del totale delle coppie per la sua vicinanza e per la lingua in comune con la nostra. In questo paese non si esegue l'ovodonazione in quanto vietata, e' in esame una legge diagnosi reimpianto e i donatori di sperma sempre meno disponibili per l'obbligo di rintracciabilita', ma resta il fascino del mito delle cliniche svizzere. Altri paesi prescelti sono la Francia, a Nizza, il numero delle coppie italiane (proveniente quasi esclusivamente dalla zona ligure) e' stazionario attorno al 5% e il Belgio, dove dopo la Legge 40 le coppie che si sono recate a Bruxelles sono passate da 204 a 775. Minore il numero delle coppie che si dirigono in Gran Bretagna, anche a causa del cambio sfavorevole con la sterlina. Altro riferimento di eccellenza, gli USA, dove in media tre coppie al mese di italiani si recano alla Cornell University ed era cosi' anche prima della Legge 40. Ad Harvard invece il numero e' raddoppiato. I paesi dell'Europa dell'Est stanno diventando meta per chi vuole spendere meno come accade in Repubblica Ceca dove l'affluenza degli italiani e' aumentata: da 22 a 500 coppie. Il 10% delle coppie si dirige in Slovenia soprattutto per la vicina area di Trieste. In Grecia in un noto centro di Salonicco le coppie italiane, assenti prima della Legge 40, ora sono il 12% del totale. Si e' registrato un aumento del 20% di italiani anche in Austria. A Salisburgo funziona un nuovo centro che partecipa a un network formato da vari paesi europei. Per la diagnosi preimpianto la rete si appoggia a una struttura a Chicago. Si fa la fecondazione eterologa, ossia con donazione di gameti: ovociti e seme. Infine in Turchia in un ospedale pubblico di Istanbul le coppie italiane sfiorano il 20% del totale e il paese permette la diagnosi preimpianto. Numerose richieste si registrano anche a Cipro dove stanno giungendo i primi pazienti dal nostro paese. Ma quali sono i trattamenti piu' richiesti e i relativi costi? Secondo l'Osservatorio sul Turismo Procreativo, al primo posto le ovodonazioni per 7.000 euro, seguite dalla fecondazione in vitro ed embryo transfer (Fivet). I costi si aggirano dai 5.000 euro per una Fivet semplice in Europa ai 30.000 per una Fivet con donazione negli USA. Un'altra tecnica molto usata e' la diagnosi genetica preimpianto, metodologia che serve a identificare l'eventuale presenza di malattie genetiche nell'embrione generato in vitro da coppie ad alto rischio riproduttivo, prima dell'impianto in utero. I costi per questa diagnosi vanno dai 1.500 euro in Europa alle 7.500 Sterline in gran Bretagna.

"Allarmismo sulla legge 40 e dati originali sul turismo procreativo. L'unica cosa che emerge da tali parziali elaborazioni e' che i centri italiani non sono allo stesso livello di quelli esteri". Lo dice l'ultracattolico Luca Volonte' dell'Unione di Centro in una nota. "Si aggiunga che di tutta la prevenzione alla sterilita' nulla si e' fatto dal 2005 ad oggi. Come dimostravano gli stessi dati del Ministero un anno fa,proprio la prevenzione verso la sterilita' e' la sfida fondamentale. La legge 40 funziona e bene, sono le linee guida ideologiche di Livia Turco che devono essere ritirate,dopo le tante promesse elettorali".

FONTE: Aduc Salute => http://www.aduc.it/dyn/salute/noti.php?id=225116
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Stati Uniti, funziona il pacemaker contro l'obesità

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Un 'pacemaker' anti-obesita'. Niente diete, niente pillole o interventi di chirurgia bariatrica. La soluzione contro l'epidemia di chili di troppo potrebbe essere un apparecchietto impiantabile, che si inserisce sotto la cute dell'addome e invia impulsi elettrici ad alta frequenza come un pacemaker cardiaco, ma in questo caso per interrompere la comunicazione fra cervello, stomaco e pancreas. In pratica, fa sentire sazi dopo un pasto normale e aiuta a rimanerlo piu' a lungo. I risultati della sperimentazione, pubblicati sulla rivista scientifica 'Sugery', sono positivi. Il pacemaker, frutto della collaborazione fra l'azienda EnteroMedics Inc e i ricercatori della Mayo Clinic negli Usa, e' stato testato in tre centri in Australia, Messico e Norvegia su 31 obesi per sei mesi. Ai pazienti e' stato impiantato in laparoscopia l'apparecchietto che agisce sul nervo vago, bloccandolo e paralizzando lo stomaco. In media, hanno perso il 15% del peso in eccesso. Un partecipante su 4 ben il 25% e tre hanno visto calare i chili di troppo di oltre il 30%.

"Potrebbe essere un'alternativa agli interventi chirurgici, come il bendaggio o il bypass gastrico", spiega il gastroenterologo Michael Camilleri, uno dei ricercatori della Mayo Clinic che ha contribuito a mettere a punto il pacemaker anti-obesita'. Gli 'oversize' coinvolti nello studio non sono stati messi a dieta, ne' sono state date loro indicazioni particolari su quanto e cosa mangiare. A fare la differenza e' stato, appunto, l'apparecchio impiantato nell'addome e in parte sullo stomaco: "Bloccando elettricamente il nervo vago - sottolinea lo specialista - i pazienti obesi riuscivano a sentirsi sazi dopo un pasto normale".

Ad alimentare i chili in eccesso, spesso, e' proprio la difficolta' a raggiungere il senso di sazieta', finendo per abbuffarsi. E' gia' partito un nuovo studio, che coinvolge fino a 300 pazienti in diversi centri medici, compreso un piccolo numero alla Mayo Clinic, non coinvolta in questa prima ricerca per evitare 'conflitti di interessi' visto che i suoi ricercatori hanno partecipato alla messa a punto del dispositivo.

FONTE: Aduc Salute => http://www.aduc.it/dyn/salute/noti.php?id=225123
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Impiantato embrione privo del gene del cancro al seno tramite la fecondazione artificiale

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In Inghilterra, giovane coppia ad elevato rischio di concepire figlia con predisposizione per cancro al seno, si è sottoposta a screening degli embrioni

Per la prima volta al mondo, in Inghilterra è stato impiantato un embrione privo del gene responsabile del tumore al seno.
Secondo le stime, circa il 5% dei dei 44mila casi di cancro al seno diagnosticati ogni anno in Gran Bretagna sarebbe causato dai geni Brca-1 e Brca-2, entrambi rilevabili negli embrioni.
Una giovane coppia si è sottoposta agli screening poiché il marito proviene da una famiglia in cui tutte le donne si sono ammalate di cancro al seno e lui stesso si è rivelato positivo ai test genetici effettuati. Così, nonostante la coppia non avesse problemi di fertilità, si è sottoposta alle fecondazione in vitro per poter esaminare gli embrioni prima dell'impianto. I medici hanno condotto dei test rimuovendo una sola cellula dagli embrioni di soli tre giorni e, degli undici esaminati, sei sono risultati positivi ai test sul gene del cancro al seno. Due embrioni tra quelli privi dell'oncogene sono poi stati impiantanti nell'utero della giovane donna ed hanno dato vita ad una gravidanza sana.

Gli altri embrioni sani sono stati congelati per un eventuale futura gravidanza. Ora la donna è alla quattordicesima settimana di gravidanza. La donna ha dichiarato: "Il trattamento al quale sono stata sottoposta non è stato niente paragonato alle sofferenze alle quali ho dovuto assistere nei membri della famiglia di mio marito"
Il dottor Paul Serhal, medico della coppia e direttore sanitario dell'Unità di Fecondazione assistita della University College dell'Ospedale di Londra, ha commentato: "Le donne hanno ora la facoltà di sottoporsi a trattamenti che evitino il passaggio del gene maligno al feto e questo potrebbe diventare per la medicina un modo di sradicare definitivamente il problema nelle famiglie".

FONTE: MolecularLab.it => http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=6121
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29 giugno, 2008

Ischia, manca ferro operatorio: 20enne rischia la vita

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In ospedale manca uno strumento per fermare l'emorragia e un ragazzo di 20 anni rischia la vita. Ad Ischia, Giovanni Rosario Calise, ricoverato dalla notte di venerdì nella sala di rianimazione dell'ospedale Rizzoli di Lacco Ameno in seguito ad un incidente stradale accaduto a Forio d'Ischia, è in rianimazione ma non può essere operato né trasportato in un ospedale di Napoli. Stamattina le sue condizioni sono leggermente peggiorate: Calise è in rianimazione già da ieri per aver subito nell'incidente una contusione polmonare, fratture al femore ed alla gamba sinistra, trauma facciale e frattura del setto nasale.

Secondo l'ultimo bollettino medico il giovane presenta un'instabilità emodinamica ed una contusione cardiaca. Ciò che però preoccupa i sanitari è la frattura alla gamba da cui è scaturita una continua perdita di sangue che ha prodotto una caduta del valore di dieci punti di emoglobina nell'arco di 24 ore: per fermarla Calise dovrebbe essere operato al più presto ma al Rizzoli manca la strumentazione per l'osteosintesi della frattura. Il ragazzo non è trasportabile a Napoli: l'ospedale fa sapere che la strumentazione occorrente per stabilizzare la gamba: sarà ordinato e martedì giungerà sull'isola. Intanto, i sanitari della rianimazione stanno profondendo tutti i mezzi e gli sforzi necessari per salvare il ragazzo.
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Staminali del cordone ombelicale, la senatrice Donatella Poretti chiede le motivazioni della proroga dell'ordinanza sulla conservazione

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Staminali del cordone ombelicale, la senatrice Donatella Poretti chiede le motivazioni della proroga dell'ordinanza che vieta la conservazione delle staminali del cordone ombelicale in banche private

Al Question Time di oggi al Senato, il ministro al Lavoro, Salute e Politiche sociali, Maurizio Sacconi, ha risposto ad una mia interrogazione in cui ho chiesto ragione di perche' fosse stata decisa la proroga fino a febbraio 2009 dell'ordinanza con cui si vieta la conservazione delle staminali del cordone ombelicale nelle banche private e la conservazione autologa-solidale. Questo il mio intervento:

Il cordone ombelicale e' ricco di cellule staminali preziose per la cura di malattie del sangue. La loro raccolta e' una prassi di acclarata utilita', di riconosciuto valore scientifico e un diritto personale di ogni donna, di ogni madre.

Questo diritto in Italia e' negato: i punti nascita attrezzati per la donazione sono meno del 10% del totale e spesso non e' possibile farla di notte e nei festivi. Nel contempo, dal 2001 le ordinanze continuano a vietare la conservazione a proprie spese in strutture private, a meno che queste non abbiano sede all'estero.

Questi i numeri di una anomalia rispetto al resto d'Europa: nel 2007 a fronte di oltre 570 mila parti, 2.

500 le donazioni, 5 mila -il doppio- le conservazioni fuori confine, gli altri cordoni... buttati tra i rifiuti ospedalieri...

A febbraio il Parlamento ha deciso all'unanimita' di invertire la rotta: a proprie spese in biobanche pubbliche o private e' consentita la conservazione autologa-solidale, cioe' quelle staminali sono a disposizione anche per trapianti su pazienti terzi compatibili.

Il decreto attuativo doveva essere emanato entro il 30 giugno, il testo era pronto, mancava giusto la sua firma signor ministro, firma che invece non e' mancata sulla proroga dell'attuale ordinanza.

Perche' un Governo che si appella alla liberta' nel nome della coalizione che lo sostiene, non applica una legge e un diritto da essa sancito? Cosa l'ha spinta a modificare il parere della sua stessa maggioranza? Come potranno le donne evitare di continuare ad andare all'estero o che i cordoni continuino ad essere buttati via?

Il ministro ha motivato la proroga per mancanza di tempo tecnico ad esaminare la questione.

Questa la mia controreplica:

La scelta di prolungare questa follia non e' tecnica, signor ministro, lo sa bene: e' tutta politica. Mi chiedo quale miope politica sia vietare la possibilita' di conservare il cordone ombelicale che potrebbe essere una cura anche per altri bambini.

La cultura della donazione la si promuove rendendola praticabile e non negando un diritto, tra l'altro gia' sancito dalla legge. Il colpo mortale alla donazione, suggeritole dal quotidiano dei vescovi invitandola a non applicare la legge, e' cio' che Lei ha inferto prorogando questa ordinanza anomala rispetto all'Europa.

Non e' vietando di prestare servizi a strutture private, accreditate e convenzionate, che si promuove qualita' e sicurezza delle cure. Non e' negando diritti e liberta' che si accresce il diritto alla salute dei cittadini e il dovere alle cure da parte dello Stato!

FONTE: Molecularlab.it => http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=6117

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Scoperta proteina cdk9-55 che induce la rigenerazione dei tessuti muscolari

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Un team di ricercatori dello Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine della Temple University di Philadelphia e dell'Università di Siena, hanno scoperto un nuovo ruolo della proteina cdk9-55 nella rigenerazione dei muscoli e nel differenziamento cellulare.

Il tessuto muscolare scheletrico dell'uomo si può rigenerare in risposta a degli infortuni, difetti genetici e disfunzioni neurologiche. Questo processo rigenerativo prende avvio con l'attivazione di cellule staminali muscolari, chiamate cellule satelliti. Quando attivate, tali cellule si moltiplicano e si differenziano in fibre muscolari specifiche che, alla fine, si fondono per formare il tessuto muscolare.

Ora gli esperti americani hanno scoperto che cdk9-55, variante del gene cdk9, viene indotto quando le cellule satelliti iniziano a differenziarsi ed è necessario per la riprogrammazione genetica richiesta per completare il processo di rigenerazione muscolare.

Cristina Giacinti, ricercatrice dello Sbarro Institute e del Dipartimento di Istologia ed Embriologia Medica dell'Università di Roma "La Sapienza" spiega: "Somministrando la proteina cdk9-55, o il gene che la codifica, si può indurre la rigenerazione del tessuto muscolare danneggiato".

Inoltre cdk9-55 può anche far aumentare i tessuti muscolari sani. Antonio Giordano, direttore dello Sbarro Institute, presidente dello Sbarro Health Research Organization e Professore del Dipartimento di Biologia della Temple University di Philadelphia, sottolinea: "Tale scoperta ha importanti implicazioni per la rigenerazione muscolare in seguito ai danni prodotti da malattie, infortuni, malattie genetiche, cancro e malattie dell'invecchiamento". Lo studio, dal titolo "Cdk9-55: un nuovo fattore nella rigenerazione muscolare", è stato pubblicato sul "Journal of Cellular Physiology".

Fonte: Molecularlab.it => http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=6118

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Scoperto fattore di crescita chiave nello sviluppo dell'embrione

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Studiando un pesce chiamato zebrafish, è stato identificato un meccanismo fondamentale per la crescita e la differenziazione cellulare. Inoltre è stata scoperta una particolare proteina, chiamato Fattore di Crescita dei Fibroblasti (FGF) che influenza la crescita dell'embrione.

La scoperta è stata fatta grazie ad nuova tecnica di imaging che ha consentito agli scienziati di seguire in diretta lo sviluppo embrionale del pesce. I due ricercatori autori dello studio sono D.W. Raible dell'University of Washington, School of Medicine in Seattle e A. Nechiporuk , dell'Oregon Health Sciences University School of Medicine di Portland. Studiando zebrafish hanno scoperto che il Fattore di Crescita dei Fibroblasti (FGF) controlla l'organizzazione dei tessuti che si sviluppano in unità ripetute serialmente nel pesce. Osservando come si sviluppa il pesce dalla testa alla coda, hanno notato che durante il processo di crescita venivano rilasciate piccole quantità di cellule capellute o pelose.

Sono cellule specializzate che permettono al pesce di accorgersi si cambiamenti di pressione e dei movimenti dell'acqua che possono segnalare l'arrivo di cibo o di predatori. Affinché queste cellule "sensori" si sviluppino hanno bisogno del fattore di crescita e gli scienziati hanno scoperto che la quantità e la specifica posizione della proteina FGF sono essenziali per lo sviluppo di queste cellule in zebrafish. La scoperta, riferita su Science, si rivelerà utile a comprendere meglio anche i processi di sviluppo di organi e di altri organismi.

FONTE: MolecularLab.it => http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=6116

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Su studi della TDP-43 nuove prospettive di terapia per la sclerosi laterale amiotrofica

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E' stato identificato un nuovo target molecolare per la messa a punto di nuove terapie contro la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), detta anche malattia di Lou Gehrig. La SLA è stata descritta per la prima volta nel 1860 da neurologo Jean-Martin Charcot, si tratta di una grave malattia degenerativa e progressiva del sistema nervoso che colpisce selettivamente i motoneuroni sia centriali (1° motoneurone a livello della corteccia cerebrale) sia periferici (2° motoneurone, a livello del tronco encefalico e del midollo spinale). Attualmente le sue cause non sono ancora note.

Lo studio è stato svolto dai ricercatori della University of Pennsylvania School of Medicine. Si tratta dello stesso gruppo che due anni fa identificò la proteina TDP-43, accumulata nelle aree motorie del cervello dei pazienti affetti da SLA. Oggi sono riusciti a dimostrare che TDP-43 si accumula ovunque a livello del cervello, questo significa che la sclerosi laterale amiotrofica ha degli effetti neurologici più ampi di quelli immaginati. Questo suggerisce la necessità di mettere in atto trattamenti più estesi rispetto alle sole aree motorie neuronali.

John Q. Trojanowski, uno degli autori dello studio, ha spiegato:"L'implicazione primaria per i pazienti con SLA è che abbiamo identificato un target molecolare per nuove terapie".


FONTE: Molecularlab.it => http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=6115

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Ricerca tedesca mette in luce relazione fra stress infantile e le allergie

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Una ricerca a lungo termine condotta dal Helmholtz Center per la ricerca ambientale (UFZ) a Lipsia (Germania) ha rivelato un'importante relazione tra lo stress infantile e un aumentato rischio di sviluppare allergie successivamente della vita.

I ricercatori hanno esaminato campioni di sangue prelevati da 234 bambini di sei anni. Ciò che hanno scoperto è che i bambini che avevano attraversato una situazione di stress (come un trasloco o la separazione dei genitori) mostravano concentrazioni superiori nel sangue del peptide intestinale vasoattivo (VIP), un neuropeptide collegato allo stress.

Secondo i ricercatori, questo suggerirebbe che il neuropeptide potrebbe influenzare la regolazione delle risposte immunitarie. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Pediatric Allergy and Immunology.

Continua ad aumentare il sospetto che gli eventi stressanti che accadono durante l'infanzia giochino un ruolo fondamentale nel successivo sviluppo di malattie come l'asma o le allergie cutanee.

Per i bambini, le situazioni di stress possono includere una grave malattia di un membro della famiglia, ma anche situazioni apparentemente innocue come un trasloco.

Si sa da tempo che lo stress può influenzare lo sviluppo di allergie. Ciò che ancora non si conosce è il meccanismo che sta dietro a questo processo. Ecco perchè questo studio è stato così importante. Per la prima volta, sono stati esaminati gli eventi stressanti durante la prima infanzia nell'ambito di un ampio studio, usando marcatori immunitari e dello stress.

Lo studio di ricerca si basa su dati provenienti da bambini di sei anni dello studio "Lifestyle - immune system - allergy" (LISA). Lo scopo di questo studio è quello di esaminare l'influenza dello stile di vita sullo sviluppo del sistema immunitario nella prima infanzia e la comparsa di allergie.

Oltre 3000 neonati nelle città di Monaco, Lipsia, Wesel e Bad Honnef sono stati coinvolti nello studio tra la fine del 1997 e l'inizio del 1999. Ai genitori venivano poste con regolarità domande su vari fattori relativi allo stile di vita e sugli esiti delle malattie. Venivano anche effettuati esami del sangue in diversi momenti. A Lipsia sono stati esaminati un totale di 565 bambini fino all'età di sei anni, e per 234 partecipanti sono state eseguite analisi del sangue per vedere i parametri di immunità e di stress.

Precedenti indagini in LISA hanno indicato che, tra i bambini di sei anni, c'è una relazione tra un incremento della concentrazione del neuropeptide VIP e le allergie. Anche se i risultati devono essere interpretati con cautela, a causa del numero relativamente esiguo di bambini colpiti, essi forniscono comunque delle indicazioni preziose su ciò che accade esattamente all'organismo sottoposto a stress.

FONTE: Molecularlab.it => http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=6113

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La ricerca italiana individua il terzo gene responsabile della sindrome di Rett

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E' stato scoperto un nuovo gene responsabile della sindrome di Rett, una grave malattia del neurosviluppo che rappresenta la seconda causa (dopo la sindrome di Down) di ritardo mentale nelle bambine. Le bambine affette da questa malattia, alla nascita non presentano anomalie, ma tra i 6 mesi e i 2 anni avviene una regressione psicomotoria e perdono tutte le capacità acquisite.

Lo ricerca è stata svolta a Siena al policlinico Santa Maria alle Scotte, da un team di Genetica Medica diretto da Alessandra Renieri, in collaborazione con l'equipe di Neuropsichiatria Infantile, diretta da Youssef Hayek.

Nel 1999 a Houston è stato scoperto il primo gene responsabile della malattia, il gene MECP2. Nel 2005 è stato individuato un secondo gene, CDKL5, responsabile della variante che causa convulsioni ad esordio precoce. Ora la ricerca senese ha permesso di individuare il terzo, FOXG1. Spiega Alessandra Renieri: "Abbiamo individuato il terzo gene responsabile della malattia, chiamato FOXG1.

Questa scoperta rappresenta un grosso passo avanti nella conoscenza dei meccanismi molecolari che determinano la sindrome Rett, aumenta la capacità diagnostica sulle pazienti e in futuro potrebbe rappresentare la base per delineare nuove strategie terapeutiche".

"Da venticinque anni la Neuropsichiatria Infantile di Siena - aggiunge Youssef Hayek - rappresenta un centro di riferimento nazionale e internazionale per le piccole pazienti. Ora la nostra ricerca permette di fare un grosso passo avanti nello studio di questa malattia".

Lo studio sarà pubblicato, a luglio, sulla prestigiosa rivista specialistica Am J Hum Genet.

FONTE: Molecularlab.it => http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=6111

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Scoperto gene pcsk5a che svolge ruolo cruciale in tre malformazioni congenite( Regressione Caudale, di Currarino e di VACTERL).

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E' stato individuato un gene responsabile di tre diverse malformazioni. La scoperta è stata fatta da ricercatori dell'Istituto G. Gaslini di Genova, Armando Cama direttore della Neurochirurgia e Valeria Capra responsabile del Laboratorio di Neurochirurgia, in collaborazione con il prof. Shoumo Bhattacharya dell’Università di Oxford. Lo studio ha analizzato un gruppo di 49 bambini italiani affetti da 3 diverse sindromi: Regressione Caudale, di Currarino e di VACTERL, con lo scopo di identificare eventuali mutazioni nel gene PCSK5 come possibile responsabile di queste patologie. La sindrome da Regressione Caudale è una malformazione congenita di tutto o di parte del sacro. La mancanza di alcuni tratti del sacro può essere isolata o associata ad un largo spettro di malformazioni. La sindrome di Currarino è invece caratterizzata da: mancanza di un lato del sacro, malformazioni ano-rettali e massa presacrale (costituta da teratoma sacrale o meningocele anteriore).

In alcuni casi, questa sindrome è causata da mutazioni del gene omeobox HLXB9. La sindrome di VACTERL è caratterizzata da anomalie vertebrali, atresia anale, fistola tracheoesofagea, malformazione cardiaca, anomalie renali e anomalie degli arti. Tale complesso malformativo è stato stimato avere una frequenza di 1.6 casi ogni 10mila neonati.

Dapprima, i ricercatori hanno creato un topo mutante con mutazioni del gene Pcsk5a che presentava numerose malformazioni che riassumono le tre sindromi oggetto dello studio. In seguito è stato analizzato il DNA di 49 bambini affetti da tali patologie.

Valeria Capra, ha spiegato: "Nel DNA di tre bambini afferenti presso il nostro Centro sono state identificate alcune mutazioni che spiegano in parte le complesse malformazioni che si manifestano in questi bambini”.

Il gene Pcsk5a durante l’embriogenesi svolge un ruolo cruciale nella creazione antero-posteriore dell’embrione e nell’organogenesi. Il malfunzionamento di questo gene causa malformazioni poiché probabilmente causa il malfunzionamento di numerosi geni Hox, i cosiddetti geni architetti. La ricerca è stata pubblicata sul numero di giugno di Genes & Development.


FONTE: Molecularlab.it => http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=6110

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Accordo Italia-Austria per realizzazione centro di adroterapia per la cura dei tumori solidi non trattabili con la radioterapia tradizionale

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E' stato firmato a Milano un accordo tra la società austriaca EBG MedAustron GmbH e la fondazione CNAO insieme all'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare che porterà alla realizzazione di un centro di adroterapia per la cura dei tumori solidi a a WienerNeustadt, in Austria.

Questo accordo rappresenta un nuovo successo della ricerca e tecnologia italiana. L'adroterapia è una nuova tecnica basata sull'utilizzo di acceleratori di particelle, messa a punto dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dal CNAO e dal CERN, che consentirà a migliaia di pazienti oncologici di curarsi in modo sicuro ed efficace. A Pavia, sta nascendo il centro italiano di adroterapia costato circa 100 milioni di euro, che consentirà di trattare ogni anno circa 3000 pazienti affetti da tumori non trattabili con la radioterapia tradizionale. Attualmente è alla fase finale di realizzazione, cioè all'installazione delle macchine acceleratrici e delle linee di terapia che condurranno il fascio di particelle verso il corpo dei pazienti.

Già alla fine di quest'anno inizieranno i primi test. Nel centro pavese saranno curati: tumori della testa e del collo, tumori primitivi e secondari del fegato, tumori del sistema nervoso centrale e paraspinali, tumori pediatrici, sarcomi dei tessuti molli ed ossei e melanomi dell'occhio e delle mucose. L'adroterapia tratta i tumori con l'utilizzo di accelerati utilizzati nella fisica delle particelle che consente di minimizzare il danno prodotto ai tessuti sani circostanti. Sfruttando i fasci di adroni emessi dall'acceleratore di particelle, la neoplasia viene irraggiata in modo molto più selettivo rispetto ai sistemi di radioterapia attuali. Gli adroni emessi dal fascio dell'acceleratore rilasciano maggiore densità di energia direttamente sul bersaglio, cioè sul tumore, e risparmiano i tessuti sani. Nella radioterapia tradizionale, infatti, le cellule cancerose sono bombardate con un fascio di raggi x che uccide le cellule malate ma anche quelle limitrofe sane.

In Europa esiste solo un altro centro di questo tipo e si trova a Heidelberg, in Germania.

FONTE: Molecularlab.it => http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=6109

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Zanzare geneticamente modificate per combattere la malaria

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Sara' l'Italia ad ospitare i primi test confinati, in quattro grandi gabbie, con zanzare geneticamente modificate per combattere la malaria. Le zanzare saranno chiuse in inverno in gabbie larghe 10 m e alte 15. Saranno maschi resi sterili grazie ad una tecnica messa a punto 2 anni fa dal gruppo del prof. Andrea Crisanti, la prima che permette di distinguere i maschi dalle femmine nelle zanzare. 'La scelta e' caduta sull'Italia per ragioni scientifiche, etiche e di sicurezza', dice Crisanti.

FONTE: Ansa.it => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-06-28_128229865.html
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27 giugno, 2008

Pfizer revoca la cancellazione: in salvo il bambino sardo affetto da grave malattia

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Il grido d’aiuto del papà del piccolo Stefano non ha lasciato insensibile Pfizer, azienda produttrice del farmaco OHB12. Ora il colosso farmaceutico del mercato mondiale, fatturato di 48,4 miliardi di dollari nel 2006, è disposto a tornare sui propri passi, come anticipa Fanny La Monica, responsabile della comunicazione di Pfizer Italia.
Dottoressa La Monica, come mai avete deciso di interrompere la produzione di questo farmaco?
«I costi di produzione erano superiori alle vendite e rappresentavano una fonte di perdita per l’azienda. Inoltre, si tratta di un prodotto datato e poco utilizzato. Allora abbiamo dato uno sguardo al mercato. Saputo che un’altra azienda produce un prodotto analogo al nostro, da poter assumere sia per via orale sia iniettabile, abbiamo fatto le opportune verifiche rivolgendoci a dei clinici. Così ci siamo rincuorati, pensando che per i pazienti non ci fosse alcun problema nel cambiamento. E a marzo c’è stato lo stop».
Invece che cosa è accaduto?
«Il padre del bambino, quando ha iniziato ad avere difficoltà a reperire il prodotto, si è allarmato e ci ha contattato. Ha spiegato che il dosaggio di principio attivo dell’altro farmaco è inferiore al nostro e il figlio avrebbe dovuto fare ben cinque iniezioni in un giorno, tra l’altro dolorose».
A questo punto la situazione è cambiata...
«Certo. Ci siamo subito messi in contatto con il medico curante del bambino al quale abbiamo spedito 140 confezioni di OHB12. Una quantità che permette ai genitori di poter stare tranquilli: la terapia infatti potrà essere proseguita fino a settembre».
E poi?
«Abbiamo preso un impegno con il padre del piccolo. Gli abbiamo assicurato il nostro interessamento anche per il futuro».
Quindi, vista la vostra disponibilità, riprenderete la produzione?
«Dobbiamo verificare qual è il modo migliore per mantenere fede alle garanzie date alla famiglia. La decisione sarà presa la prossima settimana».
Che cosa contiene il farmaco indispensabile al bimbo sardo?
«OHB12 è a base di vitamina B12 semplice, cioè idrossocobalamina».
Quante confezioni vende Pfizer in Italia di OHB12?
«Ottomila l’anno. Una piccolissima quota, se pensiamo che le specialità medicinali con lo stesso principio attivo vendute sul mercato arrivano a un milione e 200mila confezioni».

FONTE E AUTORI DELL'INTERVISTA RIPORTATA: IL QUOTIDIANO.NET => http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2008/06/27/100190-lasciamo_soli_terapia_potra_continuare.shtml
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Bambino condannato da una malattia rara, fuori produzione il suo farmaco salvavita

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Ha appena due anni il piccolo affetto da una rarissima malattia che colpisce solo 200 persone al mondo. Le scorte del farmaco che gli consentono di vivere sono garantite solo sino ad agosto, ma la casa farmaceutica apre uno spiraglio: è infatti al vaglio la possibilità di riprenderne la produzione in qualche stabilimento. La medicina che lo tiene in vita è destinata ad andare fuori produzione e così un bambino di soli due anni e mezzo è condannato a morte. A lanciare l’appello per il piccolo Stefano, che abita a Sinnai, sono stati i genitori: Silvio Pedditzi, di 42 anni, ingegnere, e Maria Bonaria Mereu, di 36 anni.
Il piccolo è affetto da una malattia rarissima, Aciduria metilmalonica con omocistinuria, (sono segnalati solo 200 casi al mondo) e le scorte del farmaco che gli consente di continuare a vivere sono garantite fino a agosto.
Sono stati i medici dell'ospedale Microcitemico di Cagliari a scoprire che a provocare i sintomi descritti dai genitori (mangiava poco e dormiva tantissimo, in uno stato quasi permanente di torpore) era la mancanza di un enzima capace di indirizzare correttamente le proteine, che nel suo caso, invece, provocano danni soprattutto a livello cerebrale.
La cura individuata consiste in una dieta senza proteine, con alcune iniezioni giornaliere di vitamine prodotte dalla multinazionale Pfizer. Senza questo prodotto al bambino dovrebbe essere somministrato un prodotto equivalente ma con dosi molto superiori che non potrebbe sopportare. I genitori si sono rivolti a tutte le autorità e anche alla multinazionale: "Abbiamo trovato grande disponibilità dai dirigenti della Pfizer, che hanno procurato altre fiale che dovrebbero bastare sino ad agosto e stanno ora verificando se sia possibile riprendere la produzione di questa vitamina in uno dei loro stabilimenti sparsi in tutto il mondo".

FONTE: Il giornale UNIONE SARDA => http://unionesarda.ilsole24ore.com/in_sardegna/?contentId=30137
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Nel 2007 gli Italiani hanno usato almeno 525 dosi di farmaci a testa

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(ANSA) - ROMA, 27 GIU - Sempre piu' farmaci nella vita degli italiani: ognuno ha assunto, in media, nel 2007 una pillola e mezza al giorno (525 dosi). Consumi dei farmaci di classe A cresciuti del 3%. Lo rivela il rapporto Osmed. Nel 2007 si e' oltrepassata la soglia dei 30 miliardi di dosi consumate e il sistema sanitario nazionale ne ha coperte il 70%. A farla da padrone i farmaci per il sistema cardiovascolare e quelli gastrointestinali, seguiti dai farmaci per il sistema nervoso centrale. In pratica tirano forte i farmaci contro i vizi del benessere, per combattere ansia e colesterolo.
FONTE: ANSA.IT => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-06-27_127235436.html
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La Mars vuole modificare il genoma del cioccolato per abbassare i prezzi

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Modificarne il genoma degli alberi per produrre semi di cacao migliori e un cioccolato piu' buono: e' l'obiettivo della Mars.Il colosso dolciario americano ha raggiunto con Ibm e ministero dell'Agricoltura Usa un accordo per produrre cacao per via genetica, con l'obiettivo di ottenere cioccolato migliore e a prezzi piu' bassi. Molti produttori hanno alzato i prezzi dei semi per gli scarsi raccolti dovuti alla siccita'.
FONTE: ANSA.IT => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-06-26_126232336.html
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Celiachia, promettente ricerca su un fattore di protezione

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Una sostanza contenuta nel grano duro potrebbe aiutare ad 'attenuare o abolire' gli effetti tossici dovuti alla celiachia. E' quanto emerge da una ricerca in corso nel dipartimento di Sanita' pubblica veterinaria e sicurezza alimentare dell'Istituto Superiore di Sanita' (Iss). 'Gli studi stanno andando avanti e sono promettenti', ha detto il presidente dell'Iss, Enrico Garaci, a margine di un incontro sulla pediatria.

FONTE: ANSA.IT
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Rimborsabile il sorafenib, un farmaco usato per il tumore al fegato

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L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha autorizzato la rimborsabilita' del sorafenib, un farmaco per il trattamento dell'epatocarcinoma. Questo tipo di tumore colpisce in Italia oltre 12 mila persone ogni anno. Sulla decisione hanno pesato i risultati positivi di due importanti studi clinici internazionali (denominati Sharp e Asia-Pacific), a cui hanno partecipato anche centri di eccellenza italiani, che hanno dimostrato un prolungamento di oltre il 40% della sopravvivenza.
FONTE: ANSA.IT => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-06-26_126232618.html
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HIV, va avanti il vaccino italiano. Seconda fase del test al via in 9 centri su 11

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In dirittura d'arrivo la seconda fase di sperimentazione del vaccino anti-Aids messo a punto dal gruppo coordinato dalla biologa Ensoli.Via libera da parte di nove centri su undici (uno solo ha dato parere negativo e un altro sta completando la valutazione). Attualmente, ha detto il presidente dell'Iss Enrico Garaci soltanto il comitato etico di un centro non ha approvato la sperimentazione.
FONTE: ANSA.IT => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-06-26_126232450.html
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Farmaci: bassa spesa per oppioidi

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Ogni italiano spende 63 centesimi l'anno per farmaci analgesici a base di oppio, afferma Marta Gentili direttrice Centro studi Mundipharma. L'Italia si conferma fanalino di coda in Europa per il consumo di oppioidi nella terapia del dolore e la media europea e' di 3,73 euro. In Italia si combatte il dolore utilizzando farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans) con una spesa stimata di 248.052 miliardi di euro, contro i 32.486 miliardi che costerebbero gli oppioidi.
FONTE: ANSA.IT => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-06-26_126232809.html
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Bill Gates finanzia la genetica italiana: 3 milioni di dollari a Trieste

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Il Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie ha ricevuto 3 milioni di dollari dalla Fondazione Bill e Melinda Gates. Lo stanziamento sara' utilizzato per un progetto che mira a sviluppare efficaci sistemi di sicurezza e regolamentazione nel campo delle biotecnologie in Africa: 'Formazione e altre attivita' di supporto - informa l'Icgeb - a specialisti provenienti dal continente, consentendo ai Paesi africani di accedere in modo sicuro ai progressi della scienza'.
FONTE: ANSA.IT => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-06-27_127235318.html
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Alcuni tipi di cioccolata rallentano del 50% la crescita del cancro all'intestino

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Mangiare cioccolata puo' servire a combattere il cancro all'intestino. Lo ha scoperto un team di studiosi dell'universita' di Washington. Lo riporta il Daily Express. Alcune molecole contenute nel cacao chiamate procianidine avrebbero proprieta' antiossidanti e servirebbero a proteggere le cellule dalle degenerazioni tumorali. Una versione sintetica delle procianidine chiamata GECGC e' riuscita a rallentare del 50% la crescita tumorale in due varieta' di cancro all'intestino.
FONTE: ANSA.IT => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-06-27_127236377.html
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Cura della cefalea: dagli Usa in arrivo la stimolazione magnetica transcranica (TMS)

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Attanaglia un lato della testa in una morsa di dolore, contro di lei spesso i farmaci nulla possono ma in un prossimo futuro l'emicrania potrebbe essere messa KO con un "telecomando", un dispositivo portatile per stimolare in modo indolore e non invasivo il cervello, utilizzabile all'occorrenza autonomamente dal paziente pure in casa propria. E' il dispositivo messo a punto e testato già su molti pazienti in America per prevenire l'emicrania, in particolare per ora quella con aura, ovvero l'emicrania preceduta da 'sintomi premonitori' come flash luminosi, stelline, abbassamenti visivi. Quando arrivano queste avvisaglie del mal di testa incipiente basta azionare il "telecomando" sperimentato con successo presso la Ohio State University, e il mal di testa si blocca sul nascere. Il dispositivo è basato sulla Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS) ed i risultati delle sperimentazioni sono stati presentati al meeting annuale della American Headache Society (società americana per lo studio delle cefalee) tenutosi a Boston.

A differenza del comune mal di testa, l'emicrania, che si ritiene causata da ipereccitabilità neurale, si caratterizza per attacchi di dolore intenso e pulsante e colpisce solitamente una parte della testa, per poi diffondersi alla fronte, agli occhi, al viso e alla mascella. Il dolore si accompagna a nausea, vomito, fotofobia, intolleranza al rumore, difficoltà nel linguaggio. La durata degli attacchi varia da due ore fino a tre giorni. In Italia ne sono colpiti sei milioni di persone. Ciò nondimeno sono ancora pochi gli emicranici consapevoli di avere una vera e propria malattia, mentre sono parecchi coloro che, piuttosto che rivolgersi a un centro specializzato per le cefalee, si affidano a cure 'fai-da-te' che possono ingenerare dipendenza e peggiorare il problema. Inoltre va detto che alcuni pazienti emicranici non rispondono bene ai farmaci oggi disponibili per prevenire il disturbo e che queste medicine possono avere effetti collaterali. E' chiaro quindi che avere a disposizione un congegno che previene gli attacchi, in più senza effetti collaterali, può essere risolutivo in molti casi. Gli esperti avevano inizialmente visto che contro l'emicrania é efficace la TMS, una procedura indolore e non invasiva da anni usata per studiare e modificare l'attività del cervello, che trova già impiego in numerose patologie come la depressione. In pratica la TMS manda al cervello campi elettromagnetici che ne modificano l'attività spegnendo o attivando determinate aree neurali.

Tuttavia lo strumento per la TMS presente negli ospedali è enorme e per i pazienti sarebbe quindi inservibile per prevenire attacchi che possono manifestarsi in ogni momento. Serve un congegno da poter usare all'occorrenza anche a casa non appena il paziente avverte che un attacco è in dirittura d'arrivo. Così la ditta californiana NeuraLieve ha realizzato il dispositivo portatile e il neurologo Yousef Mohammad dell'ateneo Usa l'ha sperimentato con successo su 164 pazienti confrontando l'efficacia della stimolazione con una finta stimolazione (placebo). L'idea è quindi che un giorno il paziente, riconoscendo i 'sintomi premonitori' dell'emicrania, si 'autosomministri' la stimolazione con lo strumento portatile e in questo modo sia in grado di prevenire l'attacco il tutto senza alcun bisogno di assumere medicine.

FONTE: ANSA.IT => http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_103932205.html
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26 giugno, 2008

Tumori: autorizzato da oggi in Italia l'uso di Bevacizumab come arma antitumorale

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Da oggi i pazienti italiani con alcuni tra i piu' diffusi tipi di tumore hanno a disposizione un' arma in piu'. Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e' infatti operativo il decreto che autorizza l'uso di Bevacizumab per i pazienti con tumore metastatico della mammella, del polmone non a piccole cellule e del rene, permettendo anche un piu' ampio utilizzo nel tumore del colon-retto in associazione a piu' regimi di chemioterapia.
FONTE: ANSA.IT => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-06-25_125212096.html
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Clamoroso dall'America: il genoma potrebbe cambiare durante la vita dell’invididuo

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La mappa genetica di ogni individuo cambia nel corso della vita per ragioni ambientali o alimentari. Sarebbe questo cambiamento, a spiegare l'insorgenza con l'invecchiamento di malattie come il cancro. Lo rivela uno studio di epigenetica pubblicato dal Journal of the American Medical Association condotto da ricercatori dell'Universita' Johns Hopkins, in Maryland.

FONTE: ANSA.IT => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-06-25_125211977.html
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Nel sangue scritto quanto vivremo in base al numero di linfociti

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Una 'sfera di cristallo' scientifica per sapere quanto a lungo si vivra': e' il numero delle cellule immunitarie chiamate linfociti B nativi. Avere tante di queste cellule nel sangue potrebbe allungare la vita, secondo una ricerca dell'Universita' di Palermo riportata dalla rivista Gb New Scientist. E' stato esaminato il sangue di 45 uomini e donne tra i 75 ed i 90 anni. Di questi, 25 che avevano avuto un genitore longevo, anche centenario, avevano una maggiore quantita' di linfociti B nativi.
FONTE: ANSA.IT => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-06-25_125211108.html
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Confermato: il cervello ha sempre bisogno di novità

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L'uomo e' sempre in cerca di novita', con un effetto gratificante per il cervello, pari a quello prodotto dal sesso o dal cibo. A confermarlo e' uno studio della University College di Londra sulla rivista Neuron. Posti di fronte a qualcosa di nuovo, tendiamo sempre a preferirlo alle cose familiari e la nostra scelta e' premiata da un'esplosione di piacere nel cervello. Gli esperti di marketing lo sanno bene: basta rifare la confezione di un prodotto per far ripartire le vendite
FONTE: ANSA.IT => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-06-25_125209372.html
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Diabete: il 27 e il 28 giugno due giorni di prevenzione con test gratuiti della glicemia

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Parte la campagna di prevenzione contro il diabete: i 27 e 28 giugno in 15 ipermercati verra' distribuito un test per capire se si e' a rischio. Un 'gratta e scopri' con poche semplici domande, stilato dalla Simg, la societa' italiana di medicina generale promotrice della campagna 'Sei un tipo 2?'. Nei 15 ipermercati Coop saranno presenti medici e infermieri che misureranno il giro vita, la pressione, la massa corporea e il tasso di glicemia. In Italia sono circa tre milioni i malati di diabete.

FONTE: ANSA.IT => http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-06-25_125210482.html
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Aiutaci a combattere il Diabete di tipo 1: fai una offerta di 2 euro chiamando il 48545

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San Raffaele DRI, un centro di ricerca internazionale

Il San Raffaele Diabetes Research Institute (DRI), sarà un centro di eccellenza a livello internazionale per la prevenzione e la cura del diabete di tipo 1. Si tratta di un progetto ambizioso che solo per essere avviato richiede un budget di circa 8 milioni di euro.
Il centro potrà contare su uno staff complessivo di 50 tra medici, ricercatori e personale di supporto e avrà una superficie di laboratori di ricerca di circa 500 mq. L’Istituto inoltre farà parte della DRI Federation , una federazione internazionale che raccoglie diversi DRI nel mondo.
Durante i prossimi anni il San Raffaele DRI lavorerà su 2 aree specifiche: la prevenzione del diabete di tipo 1 e il trapianto di isole pancreatiche.

La prevenzione del diabete di tipo I

Il diabete di tipo 1 è una malattia che può comparire in maniera improvvisa: dopo un'incubazione anche di anni, infatti, si manifesta con sintomi tipici come sete, frequente necessità di urinare, dimagrimento e stanchezza. Una volta che il diabete è stato diagnosticato occorre praticare almeno quattro iniezioni di insulina al giorno per tenere sotto controllo la concentrazione del glucosio nel sangue e impedire l'insorgenza delle complicanze croniche della malattia , tutte potenzialmente invalidanti (retinopatia, nefropatia, neuropatia e cardiopatia).

Identificare i soggetti a rischio, anche mettendo a punto nuovi test per individuare nel sangue i marcatori specifici della predisposizione alla malattia, è presupposto alla prevenzione in modo da impedire che si arrivi allo stadio di dipendenza dall'insulina. Oltre allo studio dei meccanismi della malattia e delle cause, oggi ancora sconosciute, nel San Raffaele DRI partirà a breve un protocollo di sperimentazione basato sulla somministrazione orale di insulina che nell'intestino, attraverso un meccanismo immunologico, agirebbe come un vaccino.

Il trapianto di isole pancreatiche

Anche se oggi è ancora una procedura sperimentale, il trapianto delle isole pancreatiche rappresenta al momento l'unica terapia in grado di ' guarire ' il diabete di tipo 1, cioè di ripristinare un normale equilibrio del metabolismo degli zuccheri. Nonostante i progressi degli ultimi anni, il trapianto presenta alcuni problemi che ne impediscono il successo a lungo termine. In particolare, vi è la reazione di rigetto dell'organismo ricevente verso le cellule trapiantate; inoltre esiste anche il rischio che riprenda il processo di distruzione delle cellule che producono l'insulina e quindi che si ripresenti il diabete .

Le speranze di guarire

I principali progetti di ricerca del DRI cercheranno il modo per stimolare l'organismo del ricevente a tollerare le cellule trapiantate ed eliminare così la necessità della t erapia immunosoppressiva anti-rigetto o quanto meno renderla meno pesante. In particolare si punterà a potenziare l'azione di alcune cellule del sistema immunitario, i linfociti T regolatori. Questi ultimi sarebbero in grado di controllare la reazione dell'organismo nei confronti delle isole da poco trapiantate. Inoltre, per migliorarne l'attecchimento e il funzionamento, si cercheranno nuove sedi di infusione delle cellule, innovativi farmaci e si utilizzeranno avanzate strumentazioni diagnostiche per verificare la funzionalità delle isole.

Per approfondire guarda le linee di ricerca del progetto San Raffaele Diabetes Reseach Institute (pdf ).

Come aiutare

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  • Dona subito on line

FONTE E PER SAPERNE DI PIU':
http://www.liberidaldiabete.it
http://www.progettodiabete.org
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25 giugno, 2008

Allarme droga: domani giornata mondiale antidipendenze ma cresce l'uso cocaina del +200%

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E' cresciuto del 200% l'uso della cocaina in Italia negli ultimi cinque anni, afferma l'associazione Saman presentando un'indagine.Secondo l'associazione psico-terapeutica le risorse del Fondo per la lotta alla droga del ministero per le Politiche Sociali sono passati da 100 milioni di euro nel 2001 a 15 milioni oggi. Il numero dei consumatori di cocaina e' sempre piu' vicino al milione. Tra le iniziative uno sciopero della droga in occasione della giornata mondiale il 26 giugno.

FONTE: ANSA.IT -> http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-06-24_124211761.html
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Staminali, in Australia il sito stemcellchannel.com porta il problema bioetico all'attenzione dei ragazzi

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La controversa questione della ricerca sulle cellule staminali entra nelle scuole australiane con il lancio di un sito web interattivo dedicato agli alunni delle secondarie. L'Australian Stem Cell Centre (Ascc) ha deciso di portare agli studenti il dibattito sull'uso nella ricerca medica delle staminali, sia embrionali sia adulte, con il suo Stem Cell Channel, che descrive come primo del genere al mondo.

Il Centro riceve decine di telefonate e email da studenti che chiedono informazioni riguardo alla ricerca sulle staminali, che in Australia e' legale ma strettamente regolamentata, e sugli aspetti etici e legali. Un argomento che rientra in una materia facoltativa di scuola superiore, spiega il direttore esecutivo dell'Ascc, Stephen Livesey. Le informazioni disponibili in massima parte sono altamente scientifiche e aride, quindi di difficile comprensione per i piu' giovani, aggiunge. 'Non esiste una risorsa come questa al mondo', afferma Livesey. 'Noi crediamo che sia vitale che il pubblico comprenda il vasto potenziale della ricerca sulle cellule staminali, e gli equilibri fra aspetti etici e scientifici, in modo che vi dia sostengo e che consenta i progressi in questo campo'. Il sito web www.stemcellchannel.com.au, finanziato dal governo del Victoria e lanciato oggi dal premier statale John Brumby, contiene una serie di domande e di risposte in forma di video clip.

FONTE: Molecularlab.it -> http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=6104
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Nuovi nanomateriali possono portare a una migliore cura del cancro

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Un team di ricercatori americani dell'Università della California, a San Diego, ha messo a punto dei nuovi nanomateriali in grado di colpire con maggiore efficacia i tumori. Il risultato è stato raggiunto collegando sequenze di nanoparticelle sferiche di ossido di ferro e rivestendo il composto ottenuto con un polimero biocompatibile. Il materiale ottenuto non solo consente di colpire meglio i tumori, ma anche di produrre segnali di risonanza magnetica per imaging (Mri) più forti rispetto alle nanoparticelle d'origine. Infatti, le nanoparticelle di ossido di ferro sono superparamagnetiche e questo le rende molto luminose nelle scansioni di Mri. Questo permette di individuare tumori molto piccoli consentendo diagnosi precoci.

Secondo gli esperti questi nuovi nanomateriali potrebbero diventare un ottimo strumento di somministrazione di farmaci anti-cancro. Michael Sailor ha spiegato: "Molte nanoparticelle vengono riconosciute dai sistemi di difesa dell'organismo, che le catturano e le rimuovono dal circolo ematico in pochissimi minuti. I nuovi nanomateriali, invece, funzionano meglio poiché, grazie alla loro forma e al polimero di cui sono rivestiti, riescono a sfuggire a questi processi di eliminazione naturale. Lo studio è riportato sull'ultimo numero di Advanced Materials.

FONTE: Molecularlab.it -> http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=6106
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Scoperte cellule staminali che si trasformano in miociti

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Un gruppo di ricercatori statunitensi ha scoperto per errore una nuova fonte di staminali in grado originare cardiomiciti (le cellule del muscolo cardiaco) e in futuro di "riparare" un cuore danneggiato da un infarto. Queste staminali (le cellule primordiali in grado di trasformarsi in qualsiasi tessuto del copro umano) sono state individuate ed isolate nell'epicardio, la membrana che riveste interamente la superficie esterna del cuore, dall'equipe del prof. William Pu, del 'Children's Hospital' di Boston. I risultati della ricerca sono stati pubblicati ieri su Nature.


Nel 2006 erano state scoperte altri due tipi di staminali cardiache. La novita' della ricerca di Pu e' che quelle prelevate dall'epicardio non solo possono mutarsi in cardiomiciti, ma anche il cellule della muscolatura liscia, endoteliali, allineate all'interno dei vasi sanguigni, e fibroblasti, presenti nel tessuto connettivo "Se si procedera rigenerare un tessuto si deve rigenerare completamente, non solo i cardiomiciti", ha spiegato Pul La scoperta, ha ammesso il capo del team, e' avvenuta per errore.

Studiando il ruolo dei differenti geni all'opera nell'epicardio i ricercatori hanno marcato con una proteina fluorescente di colore rosso le cellule di alcuni embrioni di topo. "Inaspettatamente abbiamo visto queste cellule epicardiache diventare cardiomiciti. Si e' trattato effettivamente di una osservazione fortunata", ha concluso il professore spiegando che il prossimo passo sara' cercare di capire come "manipolare queste cellule progenitrici".


FONTE: Molecularlab.it -> http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=6107

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Sequenziato il primo DNA femminile

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Per la prima volta al mondo, alcuni genetisti del Centro medico universitario di Leiden (LUMC) hanno determinato la sequenza del DNA di una donna. Questo importante risultato dovrebbe essere in grado di approfondire considerevolmente la comprensione della diversità genetica umana.

Il DNA sequenziato apparteneva alla dott.ssa Marjolein Kriek, una genetista clinica presso il LUMC. "Se c'è qualcuno in grado di prendere in considerazione le implicazioni del conoscere la sua sequenza, questa è sicuramente una genetista clinica," ha commentato il professor Gert-Jan B van Ommen, a capo del team del LUMC e direttore del Center for Medical Systems Biology (CMSB) del Netherlands Genomics Initiative.

Fino a questo momento, solo quattro genomi individuali erano stati sequenziati, tutti maschili, compreso quello del dott. James Watson, cui è stata attribuita la scoperta della struttura del DNA nel 1953 insieme a Francis Crick. La scoperta chiave fu fatta secondo la "tradizione" di Pauling, giocando con modelli molecolari.

La decisione di sequenziare il DNA femminile è stata presa, secondo il prof. van Ommen, al momento opportuno "Le donne non hanno il cromosoma Y, ma hanno due cromosomi X. Essendo il cromosoma X presente in copia unica nella metà della popolazione (i maschi), è passato attraverso una selezione più dura nell'evoluzione umana. Questo lo ha reso meno variabile. Ritenevamo che sequenziare soltanto DNA maschili, per "completezza", mostrasse la variabilità del cromosoma X. Era quindi arrivato il momento, dopo aver sequenziato quattro DNA maschili, di ristabilire l'equilibrio tra i sessi."

Usando la tecnologia più avanzata, sono state lette circa 22 miliardi di coppie di basi - le "lettere" del DNA. Ovvero, circa otto volte la dimensione del genoma umano. "La copertura alta è necessaria per evitare errori, connettere le letture separate e ridurre il rischio di spazi accidentalmente non coperti," ha spiegato il dott. Johan den Dunnen, leader del progetto presso il Leiden Genome Technology Center.

"Ci sono voluti circa sei mesi per portare a termine il sequenziamento. In parte perchè è stato condotto come "operazione secondaria", usando le posizioni vuote della macchina, mentre si portavano avanti altri progetti. Se questo lavoro fosse stato eseguito in un'unica volta, ci sarebbero volute soltanto due settimane," ha aggiunto il dott. den Dunnen. Ci vorranno altri sei mesi per analizzare il DNA.

Il DNA fu isolato per la prima volta in Europa dal fisico svizzero Friedrich Miescher nel 1989. Questa ricerca fu continuata da Phoebus Levene; e fu lui a suggerire per la prima volta che il DNA consisteva in una striscia di unità nucleotidi legate insieme attraverso gruppi fosfato. Sebbene fosse sulla strada giusta, Levene si sbagliò credendo che la catena fosse corta con le basi che si ripetevano secondo un ordine fisso.

FONTE: Molecularlab.it -> http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=6108

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24 giugno, 2008

Biomarker rivelano utilizzo dell'ormone della crescita come doping negli atleti

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Nel corso dell'Endocrine Society's 90th Annual Meeting a San Francisco, un team di ricercatori dell'Ohio University (Usa) ha annunciato di aver scoperto dei nuovi biomarker in grado di smascherare gli atleti che fanno uso di doping con un semplice esame del sangue. Si tratta di biomarker dell'ormone della crescita (Gh). Molti atleti assumono illecitamente l'ormone della crescita ricombinante umano, un farmaco adatto a persone con una carenza specifica, ma attualmente è difficile smascherare questo tipo di doping in quanto appare nel sangue solo per poco tempo ed è identico a quello naturalmente prodotto dall'organismo.

I ricercatori hanno iniettato in sei topi di laboratorio una dose di Gh al giorno per una settimana, e ad altri sei (di controllo) hanno somministrato una soluzione salina. L'ottavo giorno hanno eseguito un prelievo di sangue a tutti gli animali e hanno analizzato eventuali modificazioni a livello proteico. In questo modo, hanno osservato che alcune proteine avevano livelli aumentati o ridotti nei topi trattati con l'ormone, rispetto a quelli di controllo. Se i risultati saranno confermati nell'uomo, queste proteine potrebbero smascherare l'utilizzo di questo tipo di doping da parte degli atleti.

Fonte: Molecularlab.it -> http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=6099
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Scoperto micro-RNA MiR-146a che inibisce la formazione di metastasi e l'infezione dell'HIV

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E' stato scoperto un interruttore molecolare che svolge un ruolo nella formazione di metastasi e nella diffusione dell'Hiv. Si tratta di un piccolo frammento di RNA (miR-146a) con funzioni regolatorie che è in grado di sopprimere la produzione del recettore CXCR4, che oltre ad essere fondamentale nella produzione di piastrine, svolge anche un ruolo cruciale nei meccanismi che portano alla formazione di metastasi dei tumori solidi e nella patogenesi del virus HIV. In futuro, agendo su questo interruttore potrebbe essere possibile contrastare l'avanzare di queste due gravi patologie.

La scoperta è stata fatta in Italia, dai ricercatori del dipartimento di Ematologia, Oncologia e Medicina Molecolare dell'Istituto Superiore di Sanitá (Iss) di Roma, coordinato dal Prof. Cesare Peschle. "I risultati ottenuti nell'ambito di questa ricerca – spiega Peschle – potranno avere ricadute terapeutiche importanti non solo per lo stimolo della produzione di piastrine, ma soprattutto per l'inibizione della diffusione delle metastasi tumorali e per bloccare l'ingresso del virus HIV nei linfociti T".

Peschle ha anche spiegato che è stato osservato che nel processo di produzione delle piastrine (megacariocitopoiesi), una diminuzione del miR-146a determina un aumento del recettore CXCR4 che stimola la megacariocitopoiesi. Quindi, somministrando uno specifico inibitore del miR-146a, l'antagomir, è possibile stimolare la produzione di piastrine. Secondo il ricercatore, inoltre, modulando questo interruttore molecolare si potrebbe abbassare ad un livello minimo il CXCR4, in modo da ostacolare le metastasi e bloccare la diffusione del virus dell'AIDS. "Questa nuova prospettiva – sottolinea Peschle - ci potrebbe condurre ad avere dei microRNA "maneggevoli" che, modificati chimicamente per renderli non degradabili e legati a molecole di colesterolo, entrino facilmente nelle cellule. E con effetti tossici del tutto trascurabili". Le ricerche ora devono proseguire, e Peschle ha anticipato che l'obbiettivo è quello di utilizzare il miR-146a per sopprimere il recettore CXCR4 per inibire la formazione di metastasi dei tumori e l'infezione dei linfociti T da parte dell'HIV. Dovranno seguire dimostrazioni in vitro e in vivo per accertare il potenziale terapeutico di questo micro-RNA e la sua sicurezza.

Enrico Garaci, presidente dell'Iss, ha spiegato: "Gli studi sui microRna, che esercitano la funzione di interruttori molecolari nei circuiti alla base delle funzioni cellulari normali e patologiche, potranno davvero rivoluzionare il modo di sviluppare le future terapie per i tumori". E ha aggiunto: "Il nostro Istituto ha avuto il grande merito di aver iniziato questo tipo di studi quando la comunità scientifica era ancora incerta sulle reali possibilità di una terapia molecolare mirata, mediante microRNA. Lavori di questo tipo dimostrano che si tratta invece di una frontiera estremamente interessante da esplorare ancora, soprattutto per la scarsa tossicità delle terapie che ne potranno derivare".

La ricerca è stata pubblicata su "Nature Cell Biology".

FONTE: Molecularlab.it -> http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=6102
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Corsi di preparazione a Medicina e Chirurgia: una raccolta utile di link

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Pre-Corsi, gratuiti e non: ecco i siti delle varie università e associazioni che organizzano precorsi.

UNIVERSITA’ DI ANCONA: http://www.studentoffice.org/

UNIVERSITA’ DI BARI: http://www.medicina.uniba.it/studenti/orientamento/PRAE.pdf

UNIVERSITA’ DI BOLOGNA: http://www.studentoffice.it/link/servizi/news.asp?azione=dettaglio&IDNews=624

UNIVERSITA’ DI BRESCIA: http://www.medicinastudenti.it/prepostbrescia/

UNIVERSITA’ DI CAGLIARI: http://www.dictatumdiscere.it/

UNIVERSITA’ CAMPUS BIO-MEDICO: http://www.unicampus.it/news/newbreve.asp?id=76

UNIVERSITA’ DI CATANIA: http://www.unict.it/fmed/

UNIVERSITA’ CATTOLICA: http://www.testmed.org/

UNIVERSITA’ DI CHIETI: http://www.unich.it/risultati05/precmed.htm

UNIVERSITA’ delle ALPI DOLOMITICHE: http://www.upad.it/?page=attivita&id=att888561027428b15b3bcd07&sito=m

UNIVERSITA’ DI FIRENZE: http://www.med.unifi.it/segreteria/studenti/precorsi.htm http://www.polobiomedico.unifi.it/perlapp/precorsi.htm

UNIVERSITA’ La SAPIENZA: http://www.orientamentoinrete.it/biomedico.php

UNIVERSITA’ DI MODENA: http://www.studentoffice.unimo.it/

UNIVERSITA’ DI MILANO: http://www.medicinastudenti.it/prepost/cosa_sono.htm

UNIVERSITA’ del MOLISE: http://serviziweb.unimol.it/pls/unimol/consultazione.mostra_pagina?id_pagina=3817

UNIVERSITA’ DI PARMA: http://www.med.unipr.it:8200/didattica/ammissioni/

UNIVERSITA’ DI PERUGIA: http://hippocrates.med.unipg.it/

UNIVERSITA’ DI TRIESTE: http://www.getintouch.it/

UNIVERSITA’ DI UDINE: http://www.uniud.it/didattica/notizie_urp/Pre-corsi%20area%20sanitaria

UNIVERSITA’ DI VERONA: http://www.ilm.it/it/corsi-universita.shtml

ISTITUTO LINGUISTICO MEDITERRANEO DI PISA: http://www.ilm.it/it/corsi-universita.shtml

UNIVERSITA’ DI FOGGIA: http://www.asu.altervista.org/
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Date ufficiali test di ammissione 2008/09 a Medicina e Chirurgia

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Date ufficiali Test di Ammissione 2008/09
- medicina e chirurgia: 3 settembre 2008

- odontoiatria e protesi dentaria: 4 settembre 2008

- medicina veterinaria: 5 settembre 2008

- professioni sanitarie: 9 settembre 2008

Modalità Prova di ammissione ai corsi di laurea specialistica/magistrale in medicina e chirurgia, in odontoiatria e protesi dentaria, in medicina veterinaria e ai corsi di laurea triennali delle professioni sanitarie:

La prova di ammissione verte su ottanta (80) quesiti formulati con cinque opzioni di risposta, di
cui il candidato ne deve individuare una soltanto, scartando le conclusioni errate, arbitrarie o meno probabili, su argomenti di:

- cultura generale e ragionamento logico
- biologia
- chimica
- fisica e matematica

Gli ottanta (80) quesiti, per ciascun corso di laurea, vertono sugli argomenti così distinti:

trentatre (33) di cultura generale e ragionamento logico
ventuno (21) di biologia
tredici (13) di chimica
tredici (13) di fisica e matematica


FONTE => http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/7154Decret_cf2.htm
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Punteggi test ingresso nei corsi di laurea in medicina e chirurgia

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Su richiesta, ecco i punteggi minimi del test di accesso al corso di laurea in medicina e chirurgia per ogni università a livello nazionale:

Ancona: 130esimo: 44,25 punti
Bari: 324esimo: 45,50 punti
Bologna: 300esimo: 48,00 punti
Brescia: 180esimo: 44,00 punti
Cagliari: 165esimo: 40,25 punti
Catania: 257esimo: 43,75 punti
Catanzaro: N.D.
Chieti: 144esimo: 45,00 punti
Ferrara: 145esimo: 45,75 punti
Firenze: 220esimo: 45,25 punti
Foggia: 71esimo: 45,00 punti
Genova: 200esimo: 45,25 punti
L'Aquila: 111esimo: 42,25 punti
Messina: 200esimo: 46,75 punti
Milano Statale: 300esimo: 48,00 punti
Milano Bicocca: 100esimo: 48,50 punti
Modena e Reggio Emilia: 136esimo: 45,75 punti
Molise: 50esimo: 44,25 punti
Napoli “Federico II”: 255esimo: 44,00 punti
Napoli II Università: 262esimo: 41,50 punti
Padova: 239esimo: 48,25 punti
Palermo: 250esimo: 47,75 punti
Parma: 200esimo: 44,75 punti
Pavia: 200esimo: 46,25 punti
Perugia: 200esimo: 42,75 punti
Pisa: 249esimo: 45,25 punti
Roma “La Sapienza”: 624esimo: 44,25 punti (forse da rifare)
Roma Tor Vergata: 165esimo: 45,00 punti
Salerno: 100esimo: 43,25 punti
Sassari: 100esimo: 37,00 punti
Siena: 137esimo: 43,00 punti
Torino: 365esimo: 45,00 punti
Trieste: 110mo: 45,25 punti
Udine: 80esimo: 48,50 punti
Varese: 130esimo: 45,25 punti
Vercelli: 75esimo: 41,75 punti
Verona: 145esimo: 47,25 punti
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Uomini e Donne? Geneticamente pensano in modo differente

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Uomini e donne pensano in maniera diversa. E non e' una questione di cervello ma di geni. Lo riferisce una ricerca svedese. Il corredo genetico dei due sessi e' identico ma in campo maschile alcuni geni sono piu' attivi di altri e cosi' in quello femminile. Ecco che allora le donne fanno amicizia piu' facilmente degli uomini e hanno una memoria visiva piu' forte. L'uomo invece, sa visualizzare meglio gli oggetti nello spazio e capisce meglio il funzionamento di schemi complessi. Ancora ignoto invece il complesso sistema di geni che permetterebbe, se attivato, a entrambi i sessi di andare d'accordo per più di qualche minuto al giorno.

FONTE: Ansa.it -> http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-06-20_120238017.html
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Vita sedentaria determina crescita di malattie

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Crescono le malattie legate allo stile di vita, come il diabete e le patologie legate alla vita troppo sedentaria. E' l'allarme lanciato dal terzo congresso della Fimeg, la Federazione Italiana Medicina Geriatrica. 'Nei prossimi anni aumenteranno i casi di diabete - ha detto il presidente della Fimeg, Vicenzo Marigliano - perche' si mangia troppo e troppo bene. Invece invecchiare bene non solo sarebbe auspicabile ma anche possibile, a patto che si faccia prevenzione'.

FONTE: ANSA.IT -> http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-06-24_124206574.html

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Scoperta nuova tecnica per la produzione di anticorpi monoclonali

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E' stata messa a punto una tecnica più rapida per la produzione di anticorpi monoclonali umani contro l'influenza, ma ora è allo studio la creazione di anticorpi anche contro altre infezioni come antrace, pneumococco e epatite C. Con questa nuova tecnica, i tempi di produzione degli anticorpi monoclonali si sono ridotti a poche settimane, contro i tre mesi necessari alla tecnica attuale.

Quando l'organismo è colpito da un agente infettivo, il sistema immunitario inizia a produrre anticorpi ma solo una piccola parte di questi si lega all'agente patogeno e lo neutralizza. Ed è questo problema che limitava la produzione di anticorpi monoclonali con le tecniche tradizionali.
La nuova tecnica è stata messa a punto da un team di ricercatori della Oklahoma Medical Research Foundation (OMRF) e della Emory University, diretti da Patrick Wilson, J. Donald Capra e Jens Wrammert. Wilson ha spiegato: "Il vecchio approccio era simile alla ricerca di un ago nel pagliaio.

Il problema è che non si può identificare e scegliere in modo semplice le cellule che producono gli anticorpi contro i patogeni che si vuole combattere". Esiste un altro metodo più rapido, che consiste nel creare anticorpi ibridi con cellule B, ma esiste il rischio di incompatibilità fra le proteine di questi anticorpi ibridi e l'organismo.

La nuova tecnica invece consiste nell'isolamento di plasmacellule dal sangue di persone vaccinate contro l'influenza, delle quali vengono poi clonati i geni per gli anticorpi. Le plasmacellule sono l'elemento centrale della reazione iniziale ad un'infezione o ad una vaccinazione, ma hanno una vita breve, di pochi giorni. I ricercatori hanno trovato un modo per catturare le plasmacellule circolanti poco tempo dopo la vaccinazione, intercettando quelle che producevano anticorpi anti-influenza specifici, cioè circa l'80% delle plasmacellule isolate.

Stephen Prescott, direttore dell'OMRF, ha spiegato: "I vaccini possono attivare il sistema immunitario, ma richiedono tempo per agire, talvolta non sono protettivi al 100% e c'è il rischio che si sviluppino degli effetti collaterali". La risposta di questi anticorpi è invece molto rapida e mirata e potrebbero essere prodotti anche a partire dalla risposta immunitaria di persone che hanno un'infezione, anche cronica, in corso.

L'articolo è stato pubblicato sull'ultimo numero di Nature.

FONTE: Molecularlab.it -> http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=6094
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Contro ansie e fobie una nuova arma: l'ossitocina

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L'ossitocina,un ormone prodotto dal corpo, che aiuta le madri durante il parto potrebbe essere un'arma vincente contro l'ansia. Lo affermano scienziati Usa per i quali ci sono indicazioni che l'ossitocina possa essere utile nelle terapie contro l'autismo. Paul Zak,professore di neuroscienza alla Claremont Graduate University in California,che ha testato l'ossitocina su centinaia di persone, spiega: 'gli esami hanno mostrato che questo ormone riduce livelli di ansia in chi lo assume'.
FONTE: ANSA.IT -> http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-06-23_123226217.html
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23 giugno, 2008

Fumo: in Scozia cittadini pagati per smettere

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La citta' di Dundee paghera' i residenti delle zone piu' povere 12,50 sterline a settimana, quasi 16 euro, se smetteranno di fumare. Il servizio sanitario nazionale (Nhs), sezione Tayside, ha detto che l'esperimento potrebbe aiutare 900 persone a liberarsi del vizio entro i prossimi due anni. Chi partecipera' ricevera' una carta pre-pagata da usare al supermercato ma inutilizzabile se si tenta di acquistare alcol o sigarette.

FONTE: Ansa.it -> http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-06-22_122215521.html
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Il DNA del cane puo' far prevedere la sua aggressivita'

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Cosa rende un Chihuahua iperattivo e un Collie tranquillo? O un Rottweiler aggressivo e un Carlino timido? La risposta e' nel Dna. Per la prima volta una ricerca ha studiato le differenze genetiche alla base del carattere canino.La ricerca,pubblicata dalla rivista Genetics e ripresa dal sito di New Scientist, e' stata coordinata dall'universita' dello Utah: i genetisti hanno studiato 148 diverse razze di cani. Il risultato e' stata una prima mappa che lega alcuni geni al comportamento.

FONTE: Ansa.it -> http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-06-21_121225090.html

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Ricercatori italiani ISS scoprono un "interruttore" per tumori e HIV

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Un unico interruttore genetico per i tumori e il virus Hiv: e' quanto hanno scoperto ricercatori italiani dell'Istituto superiore di Sanita'. Della famiglia dei micro Rna fanno parte decine di migliaia di molecole la cui funzione e' in gran parte sconosciuta ma ora si e' aggiunto un tassello per comprendere questi 'interruttori': un microRna sarebbe coinvolto nella formazione delle metastasi tumorali e nell'ingresso nei linfociti del virus Hiv.

FONTE: ANSA.IT -> http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-06-22_122217218.html
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21 giugno, 2008

Cervello: alcuni geni determinano la "propensione politica" dell'individuo

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Sei di destra o sinistra, progressista o conservatore? A deciderlo, in una certa misura, potrebbero essere i geni. Sarebbe cosi' stando ai fondamenti della Neuropolitica, branca di studio che sta vedendo un vero e proprio 'boom' soprattutto in Usa. Nei geni, dunque, potrebbe essere scritta la 'propensione politica' di ognuno di noi. Gli esperti, pero', avvertono: e' necessaria estrema prudenza nel valutare questo tipo di ricerche.

FONTE: Ansa.it -> http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-06-20_120242177.html

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Tumori: lunedì attivo numero verde Ail per un filo diretto fra malati e specialisti

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Lunedi' 23/6 attivo un numero verde dell'Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma (Ail) tra i malati e alcuni specialisti. Il numero verde (800-226524), che rientra tra le iniziative per la terza Giornata nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma del 21 giugno, sara' attivo dalle ore 8 alle 20. Il primo a rispondere sara' lo stesso presidente Ail Franco Mandelli(FOTO), a cui succederanno i responsabili di vari dipartimenti di ematologia degli ospedali italiani.

FONTE: Ansa.it -> http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-06-20_120242217.html

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Montalcini, sveleremo mistero mente

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L'uomo e' oggi sempre piu' vicino alla scoperta del mistero piu' grande, il 'mistero della mente'. Cosi' il premio Nobel Rita Levi Montalcini. In un messaggio ad un convegno sul rapporto tra mente e cervello, Montalcini ha sottolineato come il 'problema che da secoli l'uomo si pone, 'raggiungere la conoscenza della sua stessa conoscenza', oggi si avvale delle conoscenze neurologiche pregresse 'ma anche dell'utilizzo di congegni elettronici atti a simulare le funzioni svolte dall'organo cerebrale'.


FONTE: Ansa.it -> http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-06-20_120236225.html

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Osservati processi cellulari dello sviluppo embrionale in vivo

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Per la prima volta sono stati osservati i processi cellulari dello sviluppo embrionale, grazie ad una nuova tecnica di imaging a vivo, non invasiva, che ha permesso di identificare schemi di sviluppo che non vengono altrimenti rivelati da tecniche di imaging convenzionali.

In questo modo sono state osservate le variazioni del metabolismo cellulare negli embrioni del pesce Danio rerio (Zebrafish), uno dei maggiori modelli animali utilizzati nella ricerca biologica. Il risultato è stato ottenuto da un team, guidato da Scott T. Laughlin, composto da ricercatori dell'Università della California a Berkeley, dell’Howard Hughes Medical Institute e del Lawrence Berkeley National Laboratory di Berkeley.

I ricercatori hanno usato una serie di reazioni chimiche per etichettare, con molecole fluorescenti facilmente osservabili, i glicani nelle cellule di embrioni di D. Rerio. I glicani sono dei carboidrati sono ottimi indicatori delle attività biochimiche che avvengono nelle cellule e quindi sono buoni indicatori di crescita e sviluppo, poiché sono il riflesso di funzioni cellulari basilari come processi metabolici, espressione genica, secrezioni, e progressione delle patologie.

Con questa tecnica di imaging, i ricercatori sono riusciti a visualizzare variazioni nella sintesi dei glicani in organismi viventi, in particolare in merito alla forte accelerazione nell'attività cellulare e nella crescita della mandibola, dell’organo olfattivo e delle pinne pettorali, 60 ore dopo la fecondazione. Inoltre hanno osservato anche enormi differenze tessuto-specifiche nei livelli e negli schemi di scambio dei glicani. I risultati ottenuti dal team americano, sembrano promettere una possibile applicazione di questa tecnica di imaging anche in altri organismi viventi. L'articolo relativo alla ricerca è pubblicato sull'ultimo numero di Science.

FONTE: Molecularlab.it -> http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=6090

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Lipodomica: per gli scienziati europei necessario accelerare gli studi sui lipidi

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Influenti scienziati europei hanno sollecitato un potenziamento dello studio dei lipidi. In un rapporto pubblicato dalla Fondazione europea della scienza (FES), sottolineano il ruolo fondamentale che queste molecole dette "grasse" hanno nel funzionamento sano del corpo umano e nello sviluppo delle malattie.

Il compito biologico principale dei lipidi consiste nel sostenere il normale funzionamento di cellule e tessuti. Agiscono come riserve di energia, aiutano a conservare la struttura delle cellule e partecipano al processo di segnalazione. Il colesterolo è il lipide più conosciuto tra le migliaia di molecole grasso-solubili che agiscono all'interno dell'organismo umano.

Comunque, secondo quanto affermato nel rapporto, "la cosa più importante è che molte delle malattie a larga diffusione che affliggono il genere umano coinvolgono i lipidi". "Esempi principali sono le malattie cardiovascolari, il diabete di tipo 2 legato all'obesità e l'ictus" Ma anche malattie gravi come il cancro e il morbo di Alzheimer vedono il coinvolgimento dei lipidi." Inoltre, difetti ereditari della sintesi e dell'accumulo dei lipidi possono causare una serie di altre malattie.

I lipidi sono anche implicati come fattori principali nelle malattie autoimmuni e sono bersagli di batteri, virus e tossine. Per queste ragioni, i ricercatori sostengono che la lipidomica, e cioè l'identificazione e l'analisi dei lipidi nelle cellule, nei tessuti e nei liquidi corporei, potrebbe contribuire significativamente a contrastare una serie di malattie. Il rapporto contiene le seguenti raccomandazioni per spronare la ricerca sulla lipidomica in Europa:

- investire in programmi di ricerca dedicati alla formazione di scienziati biomedici nei settori riguardanti i lipidi;

- investire nell'ulteriore sviluppo di tecnologie per studiare i lipidi, stabilendo e mantenendo allo stesso tempo forti legami tra coloro che sviluppano la tecnologia e i ricercatori;

- sviluppare uno sforzo della ricerca forte, coordinato e interdisciplinare in tutta Europa per capire la funzione dei lipidi e i ruoli dei lipidi nella salute e nelle malattie;

- integrare i database europei dei lipidi e facilitarne la comunicazione con altri database di tutto il mondo.

"La lipodomica non riguarda solamente lo studio dei lipidi, ma coinvolge anche enzimi, vettori, geni, proteine, e la loro biofisica," ha commentato il professor Gerrit van Meer dell'Università di Utrecht nei Paesi Bassi, uno degli autori principali dello studio. "La sfida consiste nel riunire tutti questi gruppi di dati e metterli insieme alla patologia delle malattie in un unico database concentrato." Secondo il professor van Meer, questo fornirebbe nuovi inestimabili spunti per diagnosticare, monitorare e persino curare le malattie.

Fino a questo momento, la lipodomica non ha ricevuto molta attenzione, spiegano gli esperti, perchè la tecnologia esistente non permetteva un'analisi sufficiente di questa classe di molecole. Adesso che la spettrometria di massa consente l'analisi di un ampio numero di lipidi in un breve lasso di tempo, invece, gli scienziati sperano che questa situazione cambierà.

"Questa importante conquista tecnologica renderà possibile una migliore comprensione dei meccanismi cellulari responsabili della produzione e dell'accumulo di energia nelle cellule, del trasporto attraverso e tra le membrane cellulari e della segnalazione dentro e fuori dalla cellula, per citare solo alcuni esempi," afferma il rapporto.

FONTE: Molecularlab.it -> http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=6091

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20 giugno, 2008

Comprare farmaci sul web? Spesso un serio rischio per la salute

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Per coloro che optano per la strada dell'acquisto via web di farmaci a indirizzo sessuale spesso si sommano danno e beffa: non solo determinate disfunzioni sessuali spesso non sono affatto dovute a patologie risolvibili con tali farmaci, ma i costosi farmaci venduti illegalmente possono essere sintetizzati con principi inutili o dannosi. "Non acquistate farmaci per aumentare la potenza sessuale su Internet senza la prescrizione medica, potrebbero essere contraffatti." A lanciare l'allarme e' la Societa' italiana di andrologia (Sia). Dall'ultimo rapporto della Direzione tasse e dogane Ue emerge che sono piu' che triplicati (+264%) in un anno i falsi di cosmetici e aumentati i medicinali a marchio contraffatto (+51%), in particolare quelli per la disfunzione erettile. In Italia il pericolo maggiore viaggia sul web, dove gli indirizzi email vengono quotidianamente bombardati da enigmatici inviti a comprare medicine per curare patologie sessuali.

FONTE: Ansa.it -> http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-06-19_119240580.html
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Il melanoma può essere curato con cellule immunitarie

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Il tumore della pelle puo' essere guarito clonando cellule del sistema immunitario dello stesso paziente e riniettandole nell'organismo. I ricercatori del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle(Usa) hanno curato cosi' un paziente 52enne affetto da un melanoma metastatico refrattario, estraendo dal suo sangue alcune cellule immunitarie e clonandole in laboratorio. Ottenute miliardi di copie, le cellule sono state iniettate di nuovo nel paziente e in due mesi il cancro e' scomparso.

FONTE: Ansa.it -> http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-06-19_119243076.html
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A Firenze il primo laboratorio di cellule staminali per pazienti pediatrici

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E' in attesa di accreditamento internazionale il primo laboratorio italiano per produrre cellule staminali per i pazienti pediatrici. Realizzato dall'ospedale Meyer di Firenze il centro, battezzato Camera Bianca, sara' inaugurato ed entrera' in attivita' tra un mese. Intanto, per finanziare il progetto scende in campo Unicoop Firenze che ha siglato un accordo con la Fondazione Meyer che prevede che anche i soci Unicoop (1 milione) possano partecipare con un loro contributo.

FONTE: Ansa.it -> http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-06-19_119243560.html
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Tumori seno, dormire fa bene: la melatonina protegge nelle donne in post menopausa

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Una bella dormita per allontanare il pericolo di tumore del seno. Potrebbe essere il miglior consiglio da dare alla donne in postmenopausa. A rivelarlo e' uno studio italo-americano coordinato dall'Istituto Regina Elena di Roma, secondo cui la melatonina endogena, prodotta dal nostro organismo durante la notte, protegge dal tumore anche le donne in questa particolare eta' biologica. La ricerca e' cominciata 17 anni fa e ha coinvolto circa mille donne italiane sane in eta' postmenopausale.

FONTE: Ansa.it -> http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-06-19_119243280.html
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Scoperta proteina utile nella lotta alla malaria

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La proteina CYP6Z1 prodotta dalle zanzare Anopheles consente all'insetto di metabolizzare il DDT

E' stata identificata una proteina che permette alle zanzare del genere Anopheles di metabolizzare il DDT. La scoperta, fatta da un gruppo di ricercatori dell'Università dell'Illinois, segna un altro importante passo avanti nella lotta alla malaria. La specie Anopheles gambiae comprende molti ceppi di zanzara responsabili della trasmissione del plasmodio della malaria all'uomo ed animali. Il suo genoma è stato isolato, da un ceppo sensibile all'insetticida, e sequenziato nel 2002. Il DDT è un insetticida sintetico usato fin dalla seconda guerra mondiale per controllare la diffusione della malaria, tuttavia la sua azione, in alcuni ceppi di zanzara, è inibita da questa proteina detossificante. Questa proteina, CYP6Z1, appartiene alla classe delle monossigenasi del citocromo P450, note per essere importanti agenti detossificanti in molte specie, e se prodotta a elevati livelli consente all'insetto di metabolizzare l'insetticida. Molti studi diversi hanno mostrato che le monossigenasi P450 svolgono un ruolo cruciale nei meccanismi di difesa degli insetti contro le tossine prodotte dalle piante. Gli esperti, utilizzando moderne tecniche di modellizzazione sulla struttura 3D di una proteina simile trovata nell'uomo, sono riusciti a visualizzare la probabile orientazione della molecola che permette alla proteina CYP6Z1 di legarsi alla molecola di DDT, inattivandolo. I risultati sono stati descritti sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences”.

FONTE: Molecularlab.it -> http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=6082
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Scoperta casualmente la molecola in grado di far differenziare staminali embrionali in neuroni

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Su Nature Chemical Biology è stata presentata la scoperta di una molecola capace di far sviluppare, in vitro, delle cellule neurali. Si tratta della molecola Isx-9, scoperta casualmente da un team di ricercatori americani nel corso di uno studio che aveva lo scopo di trovare un metodo per stimolare le cellule staminali ad originare cellule cardiache. Durante gli esperimenti, però, hanno scoperto che 5 delle 147 mila molecole testate, inducevano le staminali embrionali a differenziarsi in neuroni. Gli autori della scoperta, i ricercatori del Southwestern Medical Center dell'Università del Texas (a Dallas), hanno quindi selezionato quella che agiva a concentrazioni più basse e quella più solubile in acqua. La molecola, opportunamente modificata, ha dato vita al composto Isx-9 successivamente testato su staminali neuronali provenienti dal cervello (in particolare dall'ippocampo) di animali da laboratorio. Gli esperti hanno osservato che le staminali, in provetta, sottoposte all'azione di Isx-9, riuscivano a formare degli ammassi e a sviluppare neuriti, il primo passo verso la formazione di neuroni. Ora sarà necessario studiare i geni che interagiscono con Isx-9, in modo da ricostruire il meccanismo che conduce alla differenziazione dei neuroni. Jenny Hsieh, docente di biologia molecolare all'Università del Texas, ha dichiarato: “Questa scoperta rappresenta un punto di partenza per la medicina neuro-rigenerativa e per la chemioterapia per i tumori cerebrali”.

FONTE: Molecularlab.it -> http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=6085

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SENTIERI DELLA MEDICINA

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