AFORISMA DEL GIORNO

15 agosto, 2008

Scoperta predisposizione genetica alla steatosi

Uno studio pubblicato questa estate dalla rivista "Gastroenterology" riporta i risultati di una ricerca condotta nell'università di Newcastle da un pool di ricercatori guidati dal prof. Day e e dalla prof. Reeves. I risultati della ricerca dimostrano una predisposizione genetica alla base dello sviluppo di una fibrosi epatica in presenza di un danno cronico al fegato come la steatosi, il cosiddetto "fegato grasso", una delle maggiori cause di malattie croniche del fegato. La ricerca ha riguardato un pool di 400 pazienti affetti da steatosi (in fasi differenti della malattia) e ha evidenziato come i fegati maggiormente infiammati presentavano un incremento della espressione del fattore di trascrizione "KLF6", una proteina che svolge il ruolo di "interruttore" molecolare e che regola diversi processi biologici. La ricerca ha avuto una collaborazione internazionale, hanno infatti contribuito anche la Mount Sinai School of Medicine di New York. Contributo anche italiano con il lavoro svolto dai ricercatori Luca Miele e Antonio Grieco dell'Istituto di medicina interna dell'Università Cattolica di Roma assieme a colleghi delle Università di Torino e dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Ed è proprio il ricercatore Antonio Grieco a rilasciare questa dichiarazione che spiega in breve la necessità e l'importanza dei risultati ottenuti da questa ricerca: "La steatosi è causata da un eccesso di flusso di grasso nel fegato che si verifica soprattutto nelle persone obese, in coloro che hanno una resistenza alla azione dell'insulina e nei pazienti con diabete o con sindromi metaboliche. Il fegato si infarcisce di grasso: in questo modo si attivano processi infiammatori che a loro volta fanno scattare dei meccanismi riparativi delle cellule epatiche, ciò determina la formazione di una specie di cicatrice che può portare a fibrosi epatica, una malattia che altera la funzionalità del fegato. A sua volta, la fibrosi potrebbe degenerare in cirrosi epatica, una lesione permanente del fegato. E la cirrosi comporta una serie di complicazioni, fra cui anche il tumore. Il punto importante è che la storia naturale della malattia non è uguale per tutti: esistono fattori genetici che possono accelerare il decorso della malattia mentre il numero delle persone che da una steatosi arrivano a una fibrosi e a un cancro è meno di un quarto". Con lo studio pubblicato da Gastrenterology, il primo che identifica su una ampia popolazione un chiaro fattore genetico per spiegare la progressione della steatosi in fibrosi grave, conclude il dott. Miele, "l'equipe internazionale di ricercatori ha dimostrato che un difetto nel gene che regola l'espressione della proteina KLF6 riduce il rischio di una fibrosi grave. Se al gene difettoso infatti corrisponde una fibrosi meno sviluppata, significa che il gene è coinvolto in qualche modo nella progressione della malattia"

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